"La mia soddisfazione è nel vedere la soddisfazione altrui". Intervista a Bruno Opatti

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

pettiredIn occasione della sesta partita de La Collina FC abbiamo incontrato, presso il campo da calcio di Montuzza di Trieste dove si sta svolgendo il Trofeo Coppa Coloncovez, l'allenatore della squadra Bruno Opatti.

È difficile, a volte, seguire domande preparate a tavolino, soprattutto se di fronte si ha una persona che le dribbla col desiderio fortissimo di raccontare e raccontarsi senza freni. Non interrompiamo, allora, e lasciamo che le parole di Bruno siano libere di narrare la sua storia di allenatore, iniziata sul campo di via Soncini a Trieste.
È l'estate del 2003, "la mattina del 4 agosto 2003" sottolinea con precisione, quando a Bruno viene chiesto di seguire un gruppo di ragazzi della polisportiva Fuoric'entro che , come ricorda sorridendo, "giocavano nella totale anarchia; tiravano calci al pallone assolutamente a caso".

L'esordio, quindi, non è semplice: ma grazie alla passione e alla perseveranza i risultati incominciano ad arrivare. E non solo nello sport. Bruno infatti è anche nelle vite e vicissitudini extra-sportive dei suoi giocatori. "Coprivo diversi ruoli" ci dice "non ero solo l'allenatore nei campi da calcio; stavo con i ragazzi nei momenti difficili della vita ed è grazie a questa disponibilità che per me è stato abbastanza semplice costruire dei veri e propri rapporti di amicizia e conquistare la fiducia dei giocatori". "I risultati" prosegue con orgoglio "sono stati una conseguenza dei legami instaurati; con il tempo eravamo diventati lo spauracchio d'Italia e ci chiamavano da ogni parte per sfidarci".

Il racconto salta veloce all'ultimo periodo e le parole malinconicamente raccontano gli ultimi mesi fatti di attriti e divergenze all'interno della polisportiva Fuoric'entro, che costringono l'allenatore ad allontanarsi da quella realtà che per 7 anni aveva contribuito a far crescere.

"Ma adesso, grazie soprattutto all'aiuto di Francesco che oltre a essere un buon giocatore è anche un grande amico, rincomincio con La Collina FC. Per alcuni aspetti ho trovato una situazione simile a quella che mi ha accolto all'inizio della mia carriera di allenatore: nella squadra ci sono persone che non giocano da anni e il gruppo deve essere costruito da zero. A volte" prosegue con un lieve disappunto "fino all'ultimo momento non so se saremo in numero sufficiente per giocare o se avrò la possibilità di effettuare dei cambi. Ma sono qui per riempire un mio vuoto, perché alla fine mi sento bene anch'io e ne ho bisogno: la mia soddisfazione è tutta nel vedere la soddisfazione altrui".

Il racconto si interrompe, Bruno è richiamato al suo ruolo: i giocatori de La Collina FC hanno quasi terminato il riscaldamento e la palla è già a centro campo.
Le parole di Bruno, adesso, devono guidare e spronare la squadra. E il compito è tutt'altro che facile!

Intervista realizzata grazie alla collaborazione di Francesco.