Feb 23

Si comunica che, causa maltempo, SABATO 24 FEBBRAIO resteranno CHIUSE le seguenti AREE ARCHEOLOGICHE di Trieste e provincia:

Antiquarium di via del Seminario

(Trieste)

Antiquarium e Sepolcreto di via Donota

(Trieste)

Grotta del Mitreo

(Comune di Duino Aurisina)

Si ricorda, inoltre che, per lavori in corso, resterà chiusa, fino a nuova comunicazione, nei giorni di mercoledì e prima domenica del mese la Basilica paleocristiana di via Madonna del Mare (Trieste)

Feb 21

Ad affrontare positivamente le avversità della vita, si comincia da piccoli con creatività e con metodi didattici adeguati che sviluppino talenti e creino opportunità. Per questo nasce “E se diventi farfalla”, un progetto selezionato dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che sperimenta in 9 regioni italiane (Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Veneto, Basilicata, Toscana) la creatività come risorsa per combattere la povertà.
In Italia, sono tante le famiglie che hanno come unico sostegno alla genitorialità le scuole di infanzia, non tutti i territori rispondono allo stesso modo alle esigenze di socialità e si inclusione. Esistono infatti contesti spesso complessi dove occorrono interventi specifici: aumentare l’accessibilità alle offerte culturali-educative; rinforzare la qualità formativa ed educativa di scuole dell’infanzia e nidi trasformandole da scuole “ghetto” a scuole innovatrici; riqualificare spazi urbani accelerandone la riappropriazione dei cittadini; formare operatori, potenziare le strutture sui vari territori.
“E se diventi farfalla”, titolo che prende in prestito un evocativo verso della poetessa Merini, vuole quindi potenziare, attraverso il coinvolgimento dei diversi attori del territorio e attraverso  collaborazioni pubblico- private,  le attuali scuole dell'infanzia, aprendo le nuove attività creative a tutte le famiglie interessate, ma soprattutto alle famiglie più fragili, compresi i nuclei familiari stranieri, per offrire ai propri figli occasioni importanti e di qualità per crescere dal punto di vista culturale e  per sviluppare i propri talenti, condividere storie e sentirsi accolti, confrontarsi con le esperienze degli altri, con meno giudizi e pregiudizi che in altri momenti della vita: la fascia da 0 a 6 anni coinvolge la genitorialità in modo profondo. I bambini presenti nei territori di intervento sono più di 140.000.
Nelle regioni identificate dal progetto si registrano molte situazioni a rischio di marginalità: a Mazara, ad esempio, non ci sono asili nido comunali, non ci sono ludoteche, non ci sono parchi gioco, non ci sono aree verdi, non ci sono servizi di prevenzione primaria. A Borgo Zindis, rione di edilizia residenziale pubblica alla periferia di Trieste, il 55% della popolazione rientra nella fascia di reddito più bassa e le famiglie con minori a carico esprimono bisogni di socialità. E' in atto un percorso di riqualificazione. A Rimini, il quartiere dell’intervento è il più povero e multietnico della città, connotato da problemi di prostituzione, spaccio e integrazione sociale.
Le povertà educative da contrastare riguardano quindi contesti diversi: da Sesto Fiorentino con un'alta conflittualità sociale e famiglie di varie origini (cinesi, Rom romeni e macedoni...) che vivono anche in capannoni industriali, accampamenti lungo i canali, alla Carnia in Friuli Venezia Giulia, seconda Regione per abuso di alcool, alla Circoscrizione 3 (Torino) con 990 famiglie monogenitoriali (13,7%) con 887 madri sole con minori 0-6 anni (725 italiane e 162 straniere). A Mantova, la presenza di bambini stranieri 0-6 anni è passata dal 5% (A.S. 02/03) al 25% (A.S. 15/16) con le scuole coinvolte che raggiungono il 56%. Comune denominatore di tutti i territori sono i servizi offerti dalle scuole dell’infanzia, per lo più statali, che non riescono, da sole, a sostenere comunità educanti..
Il progetto coinvolge i servizi educativi e li rende protagonisti con la co-progettazione, la condivisione della formazione, la sperimentazione didattica: le scuole, i centri 0-3 anni, le ludoteche, diventano sede di attività per il quartiere e il territorio, realizzano laboratori per bambini potenziandone la creatività e il pensiero progettuale, aprono le porte alle famiglie e ai genitori, sono sedi di mostre e installazioni, aperte al pubblico di cittadini e al dialogo con le arti per attivare processi di cambiamento sia sull’immaginario generale sia sul successo formativo di bambini e bambine.
Un modo per creare occasioni di scambio e confronto capaci di attraversare diversità culturali, linguistiche e di provenienza geografica, favorendo così percorsi inclusivi che superino la frammentazione dell’attuale sistema educativo.
Il progetto prevede di rendere le scuole al territorio punto di riferimento per le famiglie anche in orario extrascolastico: con orari di apertura stabili, servizi nei mesi invernali o estivi a seconda delle esigenze territoriali, le ludoteche, i centri per l’infanzia, le biblioteche, le Pinacoteche e i musei del luogo, potenziano la loro programmazione rivolta sia ai bambini sia alle famiglie per ovviare a diverse problematiche: la mancanza dei genitori a casa, il bisogno di socializzare e fare amicizie tanto dei bambini quanto degli adulti.
I genitori accedono in modo gratuito a opportunità culturali ed educative mirate, sperimentano modalità di relazione educativa fondata su metodi pedagogicamente rilevanti, partecipano a iniziative pubbliche con risultati manifesti (un’installazione, materiali gioco, mostre gioco…).
Oltre ad essere beneficiari, sono quindi co-progettisti delle attività e dei manufatti dei progetto grazie a una strategia di lavoro cooperativo denominata “comunità di pratiche”: gli operatori/educatori sono facilitatori, mediatori di specifiche conoscenze e competenze, come quelle per lo sviluppo e potenziamento della creatività.

I partner:
Il progetto nasce dalle esperienze pregresse di capofila e partner: “Zaffiria”, a Rimini, gestisce una ludoteca con installazioni per bambini nate dal lavoro di artisti, designer, genitori, nonni, insegnanti; alcune sue sperimentazioni sono alla base di progetti europei in corso; “La Collina”, a Trieste, si occupa di rigenerazione urbana a partire dall'attivazione di processi creativi e di crowdfounding; “Binaria”, a Torino, nasce dal Gruppo Abele; “Pinac”, a Brescia, è la prima esperienza italiana di galleria d'arte per bambini attenta all'espressività delle fasce più fragili; il Comune di Mantova ha attivato la sperimentazione Playground (www.mantovaplayground.it); COSPE onlus, a Firenze, sperimenta le potenzialità della creatività nei contesti multiculturali così come “La Piccola Officina” a Palermo. “Progetto Città » (Bari) e “Cresciamo Insieme” (Brindisi) hanno sperimentato in Puglia servizi innovativi a livello culturale ed educativo con un costante lavoro di rete; “Azione e Solidarietà » a Mazara del Vallo, lavora con il Metodo Bruno Munari. Sono coinvolte le scuole di Rimini, Policoro di Matera e Paularo Arta Terme (Udine). A Codogné (TV) è la Biblioteca Comunale il cuore della sperimentazione.

“Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo.
Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD”.

Feb 21

Con il motto “Giornalismo Etico contro i Discorsi d’Odio”, il progetto RESPECT WORDS, coordinato dalla associazione EMA-RTV, coglie la necessità di ripensare come i media e i giornalisti trattano l’argomento relativo ai processi migratori e alle minoranze etniche e religiose.
In un contesto particolarmente preoccupante – disumanizzazione delle politiche inerenti l’immigrazione, mancanza di empatia con la vita e i diritti, aumento di discorsi islamofobici e xenofobi, commercializzazione delle informazioni giornalistiche – oltre 150 media europei e circa 1300 giornalisti degli 8 paesi partner del progetto RESPECT WORDS (Germania, Austria, Slovenia, Spagna, Grecia, Ungheria, Irlanda e Italia) lavoreranno insieme per contribuire alla realizzazione di un nuovo linguaggio, essenziale nella lotta contro i discorsi d’odio.
RESPECT WORDS si basa su tre attività principali:
La prima è orientata verso lo sviluppo e la realizzazione di un codice etico su come trattare, giornalisticamente, gli aspetti legati ai processi migratori (link su “CODICE ETICO”), alle minoranze etniche e religiose. Per preparare questo documento, ogni partner organizzerà nel proprio paese, insieme ad istituzioni ed esperti, un seminario le cui conclusioni saranno raccolte, condivise e organizzate in un comune codice etico europeo.
La seconda attività prevede il lancio online sul sito web del progetto, di una mappa interattiva delle migliori pratiche europee adottate nei confronti dei processi migratori e delle minoranze. Questo darà loro visibilità nel contesto europeo, sottolineando iniziative positive nei settori della comunicazione, dell’informazione, della cultura e dell’integrazione delle popolazioni migranti e delle minoranze. Queste buone pratiche saranno estese ad altre aree, e forniranno esempi per migliorare l’atteggiamento dei media su questi temi.
La terza attività,prevede la realizzazione di una campagna radiofonica europea che i partner del progetto produrranno per mezzo di programmi informativi, interviste e messaggi attraverso cui accrescere la consapevolezza sulle cause delle crisi umanitarie, dei processi migratori, dei rifugiati e dei diritti delle minoranze etniche e religiose. La campagna radiofonica verrà trasmessa, nelle rispettive lingue, in ognuno degli 8 paesi coinvolti nel progetto, con un unico titolo “PAROLE DI RISPETTO”, come il nome del progetto e come il motto per un “giornalismo etico contro i discorsi d’odio”.

Radio Fragola aderisce al progetto: potete ascoltare Respect Words ogni settimana martedì alle 10.35 e sabato alle 10.35

Feb 15

orna Fe’ Ste Feste Festival a Il Posto delle Fragole nel Parco Culturale di San Giovanni a Trieste; il festival a cadenza mensile che coniuga arte e buona musica. Sabato 17 febbraio alle ore 21 appuntamento con l’inaugurazione delle personali degli artisti Giulio Fornarelli e Stefano Saz Azzano. A seguire il concerto dei SixSoldOut.
Due artisti della nostra regione il cui sodalizio nasce nel 2008 e la cui ricerca spazia tra tecniche e materia.

Giulio Fornarelli goriziano classe 1971. Dal 1986 si applica con passione all’indagine delle tecniche antiche e dei relativi materiali, come il coccio pesto, calce, pigmenti naturali e stucco marmo, con finalità artistiche. Dal 1990 si dedica al ripristino e al decoro di ambienti, collaborando al restauro del Duomo di Pordenone, delle stanza del Canova del museo Revoltella di Trieste, della Basilica di Aquileia. Dal 1996 i suoi interessi convergono nello spazio del quadro. Nella primavera 2005 è uno dei 50 artisti chiamati a decorare le botti della “Cantina Produttori di Cormons”; successivamente viene premiato per l’opera Omaggio a Luigi Broggini al concorso PREMIO ARTE indetto dalla Mondadori e, negli anni, espone in diverse mostre. Nel 2012 insieme a Stefano Azzano realizza l’opera ORIGINE per DobiaLab e Strofe Dipinte di Jazz.
Nelle opere di Giulio Fornarelli la naturalità dei materiali e l’essenzialità delle forme si combinano con la volontà di sperimentare nuove tecniche, senza dimenticare la lezione del passato. Fin dall’inizio la scelta dei materiali, con cui opera, è ricaduta sulla terra nuda, raccolta direttamente dai campi, sul catrame, sulla calce e sulla scagliola, una tecnica del 1600.
Dal 2014 Giulio Fornarelli investiga nelle sue opere il sentimento del tempo e crea sugli oggetti la ruggine, utilizzando solamente cartone e pigmenti naturali trattati in modo da apparire lamina di ferro corrosa. Gli oggetti decontestualizzati chiedono a chi li osserva di mettersi in relazione con un prima ed un dopo lungo l’asse del tempo.
SAZ in arte Stefano Azzano classe 1967, ha avuto sin da ragazzo un’ispirazione artistica che, grazie al suo spirito di ribellione e alla sua grande curiosità lo hanno portato a cimentarsi in diversi modi, dalla musica all’espressione materica. Da parecchi anni ha dato vita a un laboratorio artistico con Fornarelli e da lì ha iniziato ad esporre in varie Gallerie, concentrandosi su un discorso crudo e sintetico che porta nelle sue linee e nelle sue costruzioni cromatiche il vissuto dell’artista. La collaborazione tra i due artisti è nata nel 2008. Di lui dice “Ogni mattina mi sveglio perplesso apro gli occhi e vedo un mondo diverso, da quello che conoscevo ... non trovo novità nel mondo che mi circonda, ma nel mio modo di vederlo ... ad ogni sguardo mi trovo più cinico ma anche consapevole che domani il mondo sarà nuovamente nuovo ...”

I SIXSOLDOUT! nascono cinque anni fa come cover band di brani pop-rock. Sul palco alternano grandi hit storiche (pop-rock-disco) degli anni Ottanta a pezzi del momento. Eurythmics, Huey lewis and the news, Van Halen,Stevie Wonder, Sister Sledge, Kool and the gang, Les Chic, Bruno Mars, Lady Gaga, Alicia Keys, Anastacia, Christina Aguilera, Jamiroquai ed altri sono solo alcuni degli artisti in repertorio. I SIXSOLDOUT! Sono Martina Zerjal alla voce, Sandro Colombin alla chitarra e alla voce, Marco Mazzoli alla chitarra solista, Luca Giraldi alle tastiere, Stefano Lesini al basso e Mauro Berardi alla batteria.

Feb 15

Proseguono le domeniche letterarie a Il Posto delle Fragole. Domenica 18 febbraio 2018 alle 10.30 è la volta della casa editrice Comunicarte Edizioni rappresentata da Massimiliano Schiozzi e dagli scrittori Marko Sosič e Silvia Zetto Cassano.
Casa editrice di area giuliana specializzata in volumi d'arte e di cultura. Nata nel 2002 con l'intento di pubblicare cataloghi di esposizioni d'arte, Comunicarte Edizioni ha allargato il proprio orizzonte ad un discorso più ampio di cultura contemporanea, con particolare attenzione al contesto territoriale che gravita attorno alla città di Trieste, sede della casa editrice. Il catalogo delle pubblicazioni comprende attualmente decine di titoli.
Comunicarte Edizioni si presenterà nella persona di Massimiliano Schiozzi, mentre completeranno la panoramica sull'attività della Casa editrice due dei suoi narratori di punta: lo scrittore sloveno Marko Sosič, autore per Comunicarte di Tito amor mijo (nella traduzione di Darja Betocchi), la condizione di gente di confine vista con ironia e acutezza attraverso gli occhi di un giovanissimo sloveno triestino e l'istriana Silvia Zetto Cassano, autrice di Foresti, storia di più generazioni di donne istriane, un'altra volta la condizione di confine vissuta da un altra parte, dagli inizi del XX secolo fino all'esodo forzato da Capodistria.
Come da consuetudine della rassegna, la conversazione sarà stimolata da Walter Chiereghin, direttore della rivista web Il ponte rosso.

A seguire sarà possibile fermarsi per pranzare insieme a Massimiliano Schiozzi, Marko Sosič e Silvia Zetto Cassano per conoscere e confrontarsi in un ambiente conviviale e informale, come quello del pranzo domenicale. Chi desidera fermarsi a pranzo, può prenotare anticipatamente al numero 040 578777

A pranzo tra i libri è un’ iniziativa culturale organizzata dalla Cooperativa sociale La Collina in collaborazione con l'Associazione culturale Il Ponte Rosso e con Radio Fragola che promuove una serie di incontri al Posto delle Fragole con le case editrici di Trieste che raccontano, con linguaggi differenti, la nostra città.

Feb 12

Nel nostro lavoro a Zindis abbiamo accolto qualche tempo fa, per una mattinata di formazione, tutti i volontari di Servizio Civile dell'Azienda Sanitaria inseriti nelle diverse Microaree. Si tratta di una formazione specifica che le diverse Microaree offrono a turno al gruppo dei volontari. Questo articolo è scritto dai volontari ed è il frutto dei discorsi fatti insieme nella mattinata a Zindis. Li ringraziamo tutti, e in particolare Chiara Dicandia e Nicholas Bertani, i volontari di Zindis!

Il volontario del Servizio Civile Nazionale è solo una delle tante figure presenti sul nostro territorio, ma non per questo di minore importanza. Il volontario è indispensabile per tutti i diversi progetti sparsi sul territorio triestino e non solo.

Le motivazioni che spingono la persona ad intraprendere questa strada sono le più svariate. Con le seguenti testimonianze si riescono a percepire le varie sfaccettature e le diverse soggettività che entrano in gioco in questo percorso specifico nelle Microaree.

CATENA RELAZIONALE: (Chiara, Nicholas, Andrea)

Il volontario del Servizio Civile Nazionale nel progetto delle MicroAree ha il compito di instaurare dei rapporti con gli utenti, ma anche con gli abitanti del rione in cui operano e con gli svariati enti aderenti al progetto.

Relazionarsi con gli altri in questo ambito è molto importante perché così facendo si creano dei veri e propri rapporti di empatia basati sulla fiducia, cercando di costruire nel tempo un’amicizia reciproca basata principalmente sull’aiuto e sull’ascolto, creando delle soluzioni adatte a tutti i singoli casi, in base alle diverse esigenze personali.

Questi rapporti interpersonali non sono solo di aiuto agli abitanti delle Microaree, ma creano anche una maturazione personale a livello morale ed etico nel volontario.

Tutto questo aiuta la persona a sensibilizzarsi nei rapporti umani in generale, riuscendo a guardare anche al di fuori dei singoli abitanti stessi. Così facendo si crea una vera catena relazionale e sociale volta a non isolare l'abitante e a renderlo partecipe alla vita di tutti i giorni.

NUDI IN MEZZO ALLA GENTE: (Katia, Tilen, Daniele)

Il volontario deve apprendere l’abilità di interfacciarsi davanti alle persone, cercando di essere aperto alla comprensione dei problemi altrui senza mai mascherarsi e quindi facendo capire alle persone con cui si lavora o per cui si lavora che anche se “non siamo sulla stessa barca", "navighiamo nello stesso mare”.

C’è però il bisogno di mettere dei “paletti” davanti all’utenza con cui sì è a contatto perché assorbire o assimilare tutte le diverse problematiche e difficoltà di queste persone può portare ad un indebolimento non necessario alla figura del volontario.

Ovviamente l’assimilazione, in una dose limitata, delle situazioni ostiche e disagiate porta ad una maggiore comprensione della realtà che si ha davanti e alla risoluzione di esse, ove possibile.

COME UN AMICO: (Alessia, Eleonora, Ahmed, Michele)

La figura del volontario molto spesso viene vista, specialmente dalle persone anziane, come una sorta di amico e di confidente.

Vista la loro età, queste persone molto spesso sono da sole e si trovano davanti a situazioni di isolamento sociale ed emotivo che li porta ad un’assenza di rapporti umani; quindi per loro i volontari diventano come dei nipoti con i quali non si parla solo di salute, bensì di qualsiasi altra cosa.

Diventiamo quindi una figura amica, familiare, con la quale si entra in confidenza e a cui chiedere consigli, o semplicemente diventiamo una persona alla quale raccontare le proprie storie di vita lontane.

In conclusione, la nostra giovane età li condiziona in maniera positiva perché portiamo un raggio di sole nelle loro giornate che, molto spesso, sono buie.

IL SERVIZIO CIVILE NEL NOSTRO PERCORSO DI VITA: (Luca, Massimiliano, Vincenzo, Abu)

Il servizio civile è una scelta importante, in cui per scelta volontaria ci si mette al servizio della comunità per 12 mesi. È inoltre un’ottima opportunità per la propria crescita personale.

In questi mesi da volontario si può cercare di capire se quanto svolto in questo determinato periodo potrebbe diventare in un futuro un lavoro o un inizio di un percorso di studio, basato sulle svariate capacità e abilità acquistate durante l’esperienza personale.

In alcuni casi, quindi, la scelta di essere volontario nasce semplicemente dalla voglia di mettersi in gioco, mettendo a frutto le proprie capacità, visto il fatto che per entrare a far parte di questo determinato progetto non è necessario avere una formazione specifica iniziale; per altri invece questa scelta è presa per approfondire le conoscenze acquistate durante il percorso di studi svolto.

Il Servizio Civile inoltre è un primo contatto con il mondo del lavoro, in quanto trovare occupazione per i giovani d’oggi è sempre più difficile.

METTERCI DEL PROPRIO: (Ilaria, Gaia, Deborah)

In questa esperienza bisogna mettere in gioco le proprie capacità, in modo da riuscire a relazionarsi con le persone il meglio possibile. Inoltre, per fare il volontario bisogna impegnarsi al massimo mettendoci il meglio di sé stessi nelle varie attività che coinvolgono le persone.

Noi volontari dobbiamo mettere le nostre conoscenze ed esperienze personali a disposizione di chi ne ha bisogno, per cercare di capire costantemente le esigenze di ogni persona e, in base ad esse, collaborare con lei in modo da farla sentire a proprio agio.

Si cerca quindi di aiutare gli utenti a sbloccarsi, in modo da guadagnare sempre più fiducia in loro stessi ma anche in noi, per il futuro.

Non è sempre facile capire come comportarsi in determinate situazioni, ma bisogna comunque impegnarsi per cercare di dare qualcosa in più a determinate persone che si rivolgono a noi, anche semplicemente per un consiglio o un aiuto.

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