Giu 11

Martedì 12 giugno alle ore 17, negli spazi espositivi del Museo d’Arte Moderna "Ugo Carà" di Muggia, inaugura la mostra "Danubius Umbratilis" di Sergio Pausig e Gian Carlo Venuto, organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia


Martedì 12 giugno alle ore 17 presso il Museo d’Arte Moderna "Ugo Carà" di Muggia, si terrà l'inaugurazione della mostra "Danubius Umbratilis", omaggio liberamente ispirato al libro "Danubio" di Claudio Magris. L'esposizione, organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia, presenta i dipinti degli artisti Sergio Pausig e Gian Carlo Venuto e la cartella grafica "Danubius Umbratilis" realizzata dalla Stamperia d’Arte Albicocco di Udine con l’incipit di Fulvio Dell’Agnese.
Il progetto Danubius Umbratilis nasce sul limes danubiano, là ove l’impero romano incontra il dato barbarico e l’affinità elettiva di due artisti si mette in gioco per raccontare mondi lontani, seppur distanti il solo varco, immaginario, di una linea. Da un lato del Limes è Sergio Pausig, dall’altro Gian Carlo Venuto. L’uno parla di barbarie, l’altro di civiltà. Entrambi si esprimono nell’omaggio alla fonte letteraria di Claudio Magris, che al Danubio rimanda per il “viaggio sentimentale dalle sorgenti del grande fiume fino al Mar Nero”. Ne nasce una cartella che conosce nella risoluzione calcografica le tecniche della ceramolle e dell’acquatinta lavis.
Conosce anche i saperi antichi dello stampatore Corrado Albicocco e i profumi della stamperia, che tra inchiostri e acidi racconta una tecnica misteriosa e rivela l’attimo che tra lastra e foglio svela, come in uno specchio, il lavoro della mente e della mano. Da un lato del Limes, Pausig racconta la vegetazione incontaminata, irruenta, ingovernabile. Dall’altro Venuto nella pacatezza di un fregio esprime il controllo del mondo e il suo governo in un’antropizzazione che tutto fa proprio. Le grandi stampe calcografiche, nella loro moltiplicazione, argomentano distanze, alimentano scambi, sostengono differenze, visibili oltre il dato dell’opera, in un affondo storico denso di contemporaneità. In gioco è il confine che diviene attualità nel suo senso profondo di limes che tutto abbraccia e separa e che dal dato fisico diviene culturale, sino a farsi condizione mentale, psichica, esistenziale.
Di Fulvio Dell’Agnese è l’incipit, che vive la dimensione particolare di compresenza sulla scena eppure di commento; le parole abitano lo stesso foglio delle incisioni, senza intrecciarvisi se non nella sfera di senso, che coinvolge anche i modi del loro proporsi: il testo si specchia sulla sua traduzione, come l’immagine si sdoppia nel riflesso del fiume.
Perché lungo il limes danubiano, come dice la scrittrice Marina Mander, prende forma un doppio sogno, “in quel territorio di mezzo fluttuante tra conscio e inconscio che gli artisti sanno bene esplorare”.
Il catalogo della mostra verrà presentato all'inaugurazione e comprende testi di Francesca Agostinelli, Marina Mander, Fabio Belloni e Fulvio Dell’Agnese. L’opera grafica è stata realizzata con la tecnica della ceramolle, acquaforte, acquatinta lavis e acquerellata a mano dagli autori. La stampa è stata curata dalla Stamperia d’Arte Albicocco di Udine nel mese di febbraio 2017.
La mostra potrà essere visitata a ingresso libero fino a domenica 8 luglio 2018 con il seguente orario: da martedì a venerdì dalle 18 alle 20, sabato dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 20, domenica e festivi dalle 10 alle 12, lunedì chiuso.

Giu 11

Giovedì 14 e venerdì 15 giugno al Teatro Franca e Franco Basaglia il convegno La comunità che fa salute - le microaree di Trieste per l'equità.

L'esperienza delle microaree di Trieste, che interessa a oggi 16 piccole frazioni di dimensione compresa tra i 500 e i 2500 abitanti, si è basata sulla creazione di una rete di operatori sanitari presenti in modo continuo nei caseggiati popolari con maggiori problemi di reddito e integrazione sociale. L’'intervento è volto a garantire aiuti diretti in ambito sanitario, ma anche a sviluppare relazioni di aiuto tra i cittadini e una sinergia tra i servizi. È stato coinvolto oltre il 5% della popolazione che risiede nelle aree più vulnerabili dal punto di vista sanitario e sociale, per la maggior densità di anziani e soggetti deprivati.
Alcuni punti di forza dell’esperienza sono stati: la continuità nel tempo (oltre 10 anni); la convergenza e la cooperazione istituzionale intersettoriale (ASL, Comune, Ente case popolari (ATER), associazionismo); la centralità dell'azione delle strutture sanitarie nel coordinamento degli interventi di costruzione di reti sociali e istituzionali per la salute; gli importanti risultati sulla salute delle persone e sull'appropriatezza delle cure.

Nel corso del convegno la cooperatival la Collina svolge diverse attività di supporto. Segnaliamo la vendita dei libri della Collana 180, in particolare il volume “La città che cura. Microaree, periferie della salute”di Giovanna Gallio e Maria Grazia Cogliati Dezza.

Giu 11

Il Castello di Miramare, circondato da un rigoglioso parco ricco di pregiate specie botaniche, gode di una posizione panoramica incantevole, in quanto si trova a picco sul mare, sulla punta del promontorio di Grignano che si protende nel golfo di Trieste a circa una decina di chilometri dalla città. Voluto attorno alla metà dall’Ottocento dall’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo per abitarvi insieme alla consorte Carlotta del Belgio, offre la testimonianza unica di una lussuosa dimora nobiliare conservatasi con i suoi arredi interni originari.

Orari di apertura:

Ore 9.00 – 19.00
tutti i giorni dell’anno (chiusura biglietteria ore 18.30)
Chiusura 25 dicembre e 1°gennaio
Da settembre a maggio, nei periodi di chiusura prima delle ore 19.00 l’accesso al Castello è possibile solo attraverso l’ingresso principale (lato mare – “Viale Miramare”).

I servizi museali di sorveglianza, assistenza e supporto al pubblico sono a cura della cooperativa sociale La Collina.

Mag 04

Risultati estremamente positivi in termini di presenze per la mostra Nel mare dell'Intimità. L'archeologia subacquea racconta l'Adriatico, dedicata alla memoria di Pedrag Matvejevi? e allestita al Salone degli Incanti di Trieste che si è chiusa martedì 1° maggio registrando 23.856 visitatori in quattro mesi e mezzo di apertura, con una media giornaliera di quasi 200 persone. Il progetto ha peraltro avuto un nuovo e importante riconoscimento da parte del Mibact che ha inserito l’iniziativa nel programma ufficiale “2018. Anno europeo del patrimonio culturale”.

L'esposizione è stata curata da Rita Auriemma, Direttore del Servizio catalogazione, formazione e ricerca dell'ERPAC - Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia che l’ha promossa e organizzata insieme al Comune di Trieste - Assessorato alla Cultura e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, la Federazione Archeologi Subacquei, il Croatian Conservation Institute, l’International Centre for Underwater Archaeology e numerosi altri partner italiani e stranieri. I servizi di accoglienza del pubblico, bookshop e biglietteria sono stati curati dalla cooperativa sociale La Collina.

Apr 26

Domenica 29 aprile ore 11.00 - Salone degli Incanti di Trieste
CANTO SUL MARE. LE GENTI DELL’ADRIATICO CANTANO IL LORO MARE
A cura dell’Ensemble Vocale Femminile “Il Focolare"


Si chiude domenica 29 aprile a Trieste il calendario degli eventi collaterali della mostra “Nel mare dell’intimità”. Alle ore 11.00 al Salone degli Incanti di Trieste, negli spazi occupati dalla mostra, avrà luogo “Canto sul mare. Le genti dell’Adriatico cantano il loro mare” a cura dell'Ensemble Vocale Femminile "Il Focolare", che proporrà una "fotografia canora" delle memorie delle genti che nei secoli hanno solcato l'Adriatico. Un viaggio lungo le sponde dell’Adriatico alla scoperta di sonorità diverse, tutte accomunate dall’amore per il nostro mare. Partendo dalla costa greca inizieremo con una tipica kantada e poi, risalendo lungo la costa, proporremo canti salentini e abruzzesi cui farà eco un canto marchigiano. Un salto sulla riva opposta del mare per cantare le bellezze di Zara. Ci abbandoneremo quindi alle calme acque della laguna veneta e poi, con le parole di Biagio Marin, ci faremo coinvolgere dalla luna sulle calme onde di Grado, per poi puntare in mare aperto verso Trieste e concludere il nostro viaggio sulla melodia della canzone forse più amata dai triestini: “Marinaresca”. Il coro nasce nel 2000 e sotto la guida di Giampaolo Sion, intraprende lo studio di un repertorio che spazia dal canto gregoriano alla polifonia sacra e profana, prediligendo i canti popolari e di autore della tradizione triestina, regionale, nazionale e internazionale. Ingresso alla mostra: 7€ intero, 5€ ridotto.
Lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio, ultimo giorno per poterla visitare, l’esposizione sarà eccezionalmente aperta dalle ore 10 alle 19. Non è prevista nessuna proroga poichè al suo posto il Salone degli Incanti sarà allestito con migliaia di tele di dimensioni 10x12 centrimetri che la Fondazione Benetton farà sbarcare a Trieste nell'ambito del progetto "Imago Mundi”.

Info: www.nelmaredellintimita.it – tel. 040 3226862 (ore 9-19)

Pagina 6 di 24