Mar 19

Ha inaugurato il 9 marzo la mostra che occupa tutti e tre i piani di Santa Chiara a Gorizia, ove sono esposte circa duecento opere tra cui alcuni importanti dipinti con ritratti e vedute, incisioni e litografie, oggetti e vestiti, panorami, bandi, documenti, libri e vari pregevoli oggetti relativi alle vicende dell’imperatrice Elisabetta d’Austria (1837-1898), più nota al largo pubblico come Sissi.
L’intento dei curatori è quello di offrire al visitatore, attraverso una ricca e in parte innovativa esposizione di materiali rigorosamente originali, una autentica restituzione della dimensione storica di Elisabetta d’Austria, imperatrice e regina d’Ungheria, troppe volte proiettata nel mito e rappresentata in modo non sempre corrispondente a una realtà complessa e talora drammatica, comunque sempre interessante.
I materiali esposti provengono, oltreché dagli enti già citati, dai Musei Provinciali di Gorizia, dalla Galleria Palatina di Palazzo Pitti, dal Castello di Miramare, dal Museo Tecnico Navale della Marina Militare di La Spezia, dall’Archivio di Stato di Gorizia e dall’Archivio del Comune di Trieste, dalle Biblioteche Statali di Trieste e di Gorizia, nonché da esponenti della nobiltà asburgica e da numerosi collezionisti privati.
Organizzata dal Centro Ricerche Turismo e Cultura di Gorizia, la mostra è il frutto di importanti collaborazioni e sinergie operative con la Fondazione Coronini, con i Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste e con il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, in collegamento con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. L’esposizione è curata da Marina Bressan e Marino De Grassi con la partecipazione e la consulenza, anche in catalogo, di Cristina Bragaglia, Rossella Fabiani, Lorenza Rescinitti e Claudia Colecchia; Emanuela Uccello è la referente organizzativa e scientifica interna al Comune di Gorizia.
Anche la cooperativa sociale La Collina è parte dell'iniziativa grazie all'affidamento, in collaborazione con Cosm e Guarnerio, di un progetto LPU del Comune di Gorizia presso il Museo Santa Chiara.

INFO
Dal 09 Marzo 2018 al 10 Giugno 2018
MOSTRA DELLA PRINCIPESSA SISSI
Museo S. Chiara - Corso Giuseppe Verdi, 18 Gorizia
9 Marzo - 10 giugno 2018
Orari: Venerdì e Sabato: 10-13 | 15.30-19.00
Domenica: 10.30-13 | 15.30-19.30: visita guidata gratuita alle ore 16.30
Ingresso gratuito.

Mar 16

Il Comune di Ronchi dei Legionari, l'Assessorato alla Cultura e la Biblioteca Comunale "Sandro Pertini" promuovono “Primavera in Arte” una rassegna di concerti, teatro, incontri con l'autore a Ronchi dei Legionari dall'8 marzo al 13 aprile 2018.
Vi segnaliamo i prossimi appuntamenti della rassegna:
- stasera giovedì 15 marzo, alle 20.30, BLUES IN ORBIT con i Blues in the Pocket (Daniele D’Agaro - sax tenore, Denis Biason - chitarra elettrica, Marzio Tomada - basso elettrico, Alessandro Mansutti - batteria)
Una band che macina senza reverenze il blues con i brani del blues singer Leadbelly degli inizi del 19OO, il soul-jazz degli anni ‘6O, la musica kaseko dal Suriname, il calypso- blues dei Caraibi.
Un mix ad alto voltaggio energetico.

- domani venerdì 16 marzo, alle 18.30, Alberto Fiorin presenterà i sui libri sulla Via Francigena
Alberto Fiorin, cicloviaggiatore con al suo attivo molti viaggi nazionali ed internazionali, ci presenta la sua guida a un percorso incantevole che si dipana tra olivi, vigne, borghi e monasteri medievali, un percorso che è la risposta italiana al Cammino di Santiago, con un patrimonio culturale e naturalistico senza pari.

Per conoscere tutti gli eventi in programma:
https://www.bibliogo.it/library/Ronchi-dei-Legionari/primavera-in-arte/

Mar 12

Seicento anni di storia e storie sono raccolti nella mostra “Tesori e imperatori. Lo splendore della Serbia romana, presentata stamattina in conferenza stampa a Roma nella sede del Ministero per i Beni Culturali e Turismo. Sono intervenuti Debora Serracchiani, presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia, Goran Aleksić, ambasciatore della Repubblica di Serbia in Italia, Claudio Strinati, storico dell’arte.

L’esposizione, che ha aperto al pubblico da domenica 11 marzo nella sede di Palazzo Meizlik ad Aquileia e prosegue fino al 3 giugno, è organizzata dalla Fondazione Aquileia, dal Museo Nazionale di Belgrado e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, il Comune di Aquileia e l’Associazione Nazionale per Aquileia con il supporto di Cassa Rurale Fvg, FCA e Trieste Airport. I servizi di biglietteria e assistenza al pubblico sono forniti dalla cooperativa Arteventi e dalla cooperativa sociale La Collina.

Sessantadue reperti provenienti dal Museo Nazionale di Belgrado, dal Museo Nazionale di Zaječar e di  Niš e dai Musei di Požarevac, Novi Sad, Sremska Mitrovica e Negotin oltre a un calco storico della Colonna Traiana (1861) prestato dal Museo della Civiltà Romana ci trasportano in un lungo viaggio sulle tracce della storia dell’impero romano,  dalla sua espansione a Oriente, all’età d’oro dell’Impero Tardo Antico fino al suo crepuscolo quando il limes non resse più all’invasione dei barbari, gli stessi Unni guidati da Attila che metteranno a ferro e fuoco anche Aquileia.

PERCORSO DI VISITA

Alle estreme propaggini orientali della Serbia di oggi il Danubio s’incunea nello splendido scenario delle Porte di Ferro: duemila anni fa il fiume segnava il confine di un impero, quello romano che nel periodo della sua massima espansione arrivava alla Tracia (Bulgaria sud-orientale, Grecia nord-orientale, Turchia europea) e alla Dacia. L’Illirico fu terra di eventi cruciali - la campagna di Traiano, l’ascesa al potere di Diocleziano e di Costantino – terra di fortificazioni, di legionari e imperatori, di grandi residenze imperiali, prosperi quartieri urbani, commerci fiorenti, luogo di convivenza di culture e segni dei diversi influssi religiosi.

E al Danubio, una via d’acqua che non era solo linea di frontiera, ma confine permeabile agli scambi e alle influenze che provenivano dai territori situati al di là è dedicata la prima sala della mostra che ne rievoca gli scenari grazie a un’installazione multimediale di suoni e immagini.

I reperti in mostra ci raccontano un territorio  in cui nacquero ben 17 o 18 Imperatori, da Ostiliano a Costanzo III, passando attraverso Costantino il Grande e che vide sorgere grandiose ville imperiali, come quella di Felix Romuliana, oggi Gamzigrad, o nuovi centri, che nel caso di Sirmium, oggi Sremska Mitrovica, potevano includere la presenza di un circo, elemento che trasformava un agglomerato urbano in grande e importante città.

Luoghi legati ad Aquileia, città anch’essa di frontiera per l’Impero romano nel periodo della sua espansione, crocevia di strade militari e commerciali, porto fluviale di straordinaria importanza, porta a Oriente ma anche da Oriente. In particolare nel tardo impero Aquileia era molto legata ai centri danubiani e da qui partiva l’antica strada militare e commerciale che la collegava a Singidunum, l’odierna Belgrado per poi arrivare alle sponde del mar Nero.
Protagonisti del percorso di visita tre elmi da parata che ci restituiscono tutto il solenne cerimoniale dell’esercito romano: in particolare l’elmo ritrovato a Berkasovo, dorato e tempestato di elementi in pasta vitrea multicolore a imitazione delle pietre dure, è un vero e proprio capolavoro di artigianato artistico. La stessa magnificenza si ritrova  nelle eccezionali maschere da parata in bronzo rinvenute lungo la sempre minacciata frontiera del limes romano.

E  proprio lungo la frontiera, a Tekija, è stato rinvenuto il tesoro in argento che possiamo ammirare: i preziosi oggetti dovevano essere stati nascosti, come in casi analoghi,  per l’incombere di un pericolo, in questo caso subito dopo l’81 e sono una testimonianza importante della penetrazione dei Daci nel territorio della Mesia.

Il regno della Dacia rappresentava un pericolo per le province romane lungo il medio e basso corso del Danubio – scolpito magistralmente sul calco della colonna traiana  in mostra per l’occasione ad Aquileia – e Traiano vi condusse due importanti campagne belliche contro il re Decebalo facendo costruire anche l’imponente ponte sul fiume.

Significativa la testa di Venere recuperata nel 2003 durante gli scavi in un cortile a peristilio con una fontana in marmo, che ci riporta alla regalità del palazzo-circo di Sirmium divenuto una delle residenze di Costantino il Grande. La statua di Venere era stata portata lì da Costantino o dai suoi successori per propaganda politica, per riproporre i valori della Roma Aeterna  e allo stesso scopo varie rappresentazioni di Costantino cominciarono ad apparire sulle monete e sugli oggetti d’arte. La sua immagine è raffigurata con un diadema, con il capo leggermente inclinato all’indietro, e lo sguardo verso il cielo.

Una delle immagini più importanti di questo tipo che troviamo in mostra è rappresentata sul cosiddetto cammeo di Belgrado in sardonica a più strati, con l’imperatore a cavallo trionfante sopra il nemico sconfitto. Ma il pezzo di arte e di propaganda politica più rappresentativo del tempo di Costantino è la famosa testa in bronzo con diadema dello stesso imperatore parte di una statua dorata rinvenuta nella città natale Naissus, l’odierna Niš, esempio di magnificenza imperiale.

Notevole la testa in porfido rosso dell’imperatore Galerio proveniente da  Gamzigrad, dove il ritrovamento di un archivolto, con l’iscrizione FELIX ROMVLIANA ci indica chiaramente il luogo ove sorgeva il  palazzo eretto da Galerio. Il porfido rosso, la pietra più dura di tutte, ha molti simbolismi: manifesta potere e forza, e il suo colore purpureo richiama alla mente la sublimità e la dignità. Le sculture avevano lo scopo di celebrare e glorificare il potere imperiale e sulla base delle rilevanti dimensioni, si presume che la mano di porfido del braccio sinistro con globo sia appartenuta, così come la testa, ad una figura colossale che poteva rappresentare Galerio come dominatore del mondo.

Un’ultima sezione è dedicata a dei e divinità – una splendida testa appartenente ad una statua marmorea di Ercole più grande del naturale, rinvenuta nel palazzo di Galerio a Gamzigrad, due statue che raffigurano il dio con in braccio il piccolo Telefo), il mitico fondatore di Pergamo. Di grande interesse anche i culti legati alla sfera militare, tra cui quello di Mitra e, in maniera meno sicura, quello di un eroe a cavallo, al quale fanno riferimento le rappresentazioni dei cosiddetti “cavalieri traci” o “danubiani.

Il catalogo della mostra, curato da Ivana Popović e Monika Verzár e contenente le schede e le fotografie di tutte le opere, è edito da Gangemi Editore.

INFORMAZIONI PRATICHE

Titolo mostra: “Tesori e imperatori. Lo splendore della Serbia romana”.

Sede

Palazzo Meizlik

Via Patriarca Popone 7 – Aquileia (Ud)

Durata: Dal 11 marzo al 3 giugno 2018

Orario marzo:

Lun-Ven  9-17

Sab-Dom  9-19

Orario aprile maggio e giugno:

Lun-Ven  9.00-18.00

Sab-Dom  9.00-19.00

Tranne:

Pasquetta, lunedì  2 aprile orario 9.00-19.00

Mercoledì 25 aprile orario 9.00-19 .00

Lunedì 30 aprile orario 9.00-19.00

Martedì 1°maggio orario 9.00-19.00

Biglietti

€ 4 intero

€ 2 ridotto)

Ingresso gratuito

- Minori di anni 18

- tutte le categorie previste dal Mibact e FVG Card

Feb 23

Si comunica che, causa maltempo, SABATO 24 FEBBRAIO resteranno CHIUSE le seguenti AREE ARCHEOLOGICHE di Trieste e provincia:

Antiquarium di via del Seminario

(Trieste)

Antiquarium e Sepolcreto di via Donota

(Trieste)

Grotta del Mitreo

(Comune di Duino Aurisina)

Si ricorda, inoltre che, per lavori in corso, resterà chiusa, fino a nuova comunicazione, nei giorni di mercoledì e prima domenica del mese la Basilica paleocristiana di via Madonna del Mare (Trieste)

Gen 12

Continua al magazzino 26 del Porto Vecchio la BIENNALE INTERNAZIONALE DONNA. La sede della Biennale si può raggiungere anche con la linea 6, entrando dal varco su viale Miramare (Ponte di ferro/Sottostazione elettrica). Per le giornate di sabato 13 e domenica 14 gennaio una navetta per la BIENNALE INTERNAZIONALE DONNA collegherà il molo IV con il magazzino 26 (e ritorno) con i seguenti orari:
andata: 12.00 13.30 14.30 15.30 16.30 17.30
ritorno: 13.00 14.00 15.00 16.00 17.00 18.00 19.00.

Eventi 12-13-14 gennaio

Venerdì 12 gennaio: Workshop degli studenti ENAIP con le artiste Rossana Longo, Laura Porettti Rizman, Fabiola Faidiga, Marina Legovini.

L’ENAIP FVG, tra i sostenitori della “Biennale Internazionale Donna”, ha curato la partecipazione della classe quarta del corso per “Operatore grafico” alla manifestazione triestina. Gli allievi parteciperanno a un workshop a loro dedicato, nel corso del quale le artiste Rossana Longo, Laura Porettti Rizman, Fabiola Faidiga, Marina Legovini, racconteranno le loro storie e i loro percorsi, esponendo opinioni e considerazioni sul complesso mondo artistico, descrivendo stile e tecnica del loro lavoro. Tutto ciò in modo aperto e diretto, tale da consentire alle ragazze ed ai ragazzi di entrare in contatto con le dinamiche e le opportunità che il mondo dell’arte e la professione della grafica offrono, anche in termini di possibili sbocchi del percorso di studi intrapreso. Un’occasione molto importante per le allieve e gli allievi dell’ENAIP FVG ad un passo dal diploma professionalizzante, che potrebbe portare alla nascita di nuove proposte, interessanti ed originali, come già avvenuto in altre occasioni, ad esempio con la campagna di lancio di alcune mostre del Museo Etnografico del Friuli Venezia Giulia.

Sabato 13 gennaio

ore 12: ESPANSIONI SI RACCONTA

Antonella Caroli introduce Ester Pacor e le artiste che da sei anni hanno raccolto i percorsi di creatività delle donne, creando una rassegna d' arte contemporanea internazionale, ESPANSIONI, che ha anche ricevuto la medaglia del Presidente della Repubblica. La rete di ESPANSIONI è composta da Casa C.A.V.E., Circolo Fotografico Triestino, Eleonora Pimentel Lopez de Leon, Eudonna, Gente Adriatica FVG, Gruppo78, Laboratorio Donnae, Maremetraggio, Noor2, Roianopertutti, Stazione Rogers, Trieste Film Festival, Udi "Il caffè delle donne", Idea. Media partner sono Eudonna, Leggere Donna e Noi Donne.

Ore 16 Presentazione delle opere fotografiche di Alessandra Pierelli, che farà una breve introduzione del suo percorso artistico descrivendo il progetto fotografico e la poetica delle opere presenti alla BID: il dittico DOLL’S HOUSE e ESCHER A TRIBUTE.

Seguirà al Caffe’ dell’Arte una conversazione aperta con domande e curiosità degli ospiti.

Ore 17 L’istituto “Deledda” come luogo di apprendistato alle arti tessili di tante giovani ragazze durante l’Impero austro-ungarico. Si parla del volume "Ricami e Biotech" che narra la storia di una scuola triestina di grande prestigio, scritto da Lucia Magro e Rosita Strona, insegnanti per molti anni alla “Deledda”. Letture di Luisa Cividin e Dino Pacco del "Teatro degli Intoppi". Accanto alle vicende di questa scuola, Antonella Caroli parlerà della sezione femminile (ricami, merletti, moda) della Trieste K.K. Staatsgewerbeschule.

Domenica 14

Ore 12.30 – L’artista Laura Poretti Rizman intervisterà Susanna Huckstep (Miss Italia 1984)

Ore 17 – Sala auditorium. La Comunità Greco-Orientale offrirà uno spettacolo del gruppo "Orfeas", della Comunità di danze tradizionali di diverse regioni della Grecia, con esposizione di arti applicate del paese ellenico
Ore 17 Sala al 2° piano - Presentazione del volume "Oltre le parole. Scrittrici triestine del primo Novecento". Performance creativa e letture a cura di Luisa Cividin, Dino Pacco del "Teatro degli Intoppi" e delle autrici del volume. Il libro tratta di scrittrici un tempo notissime e molto amate dal pubblico, e ora del tutto dimenticate (Anna Curiel Fano, Haydèe, Willy Dias, Pia Rimini, Alma Morpurgo). Donne di grande valore artistico e culturale, d'ingegno riconosciuto da tanti scrittori e critici del loro tempo.