Dic 22

Continua fino al 21 gennaio 2018 la grande mostra dedicata all'illustrazione per l'infanzia dal titolo "C'era una volta a Muggia..." con la doppia personale dedicata alle illustrazioni dai più noti libri per l’infanzia del maestro boemo Št?pán Zav?el alla Sala Comunale d'Arte "Giuseppe Negrisin" e le più belle fiabe del giovane illustratore messicano Gabriel Pacheco al Museo d'Arte Moderna "Ugo Carà" di Muggia, organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia in collaborazione con la Fondazione Št?pán Zav?el di Sarmede (TV). In mostra oltre un'ottantina di opere originali accompagnate da video di animazione che raccontano le fiabe e le favole più note ma anche storie inedite pensate da autori contemporanei. La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile fino a domenica 21 gennaio 2018 con il seguente orario: martedì e mercoledì 10-12, giovedì e venerdì 17-19, sabato 10-12 e 17-19, domenica e festivi 10-12.

La veste grafica e i servizi di sorveglianza sono a cura della cooperativa.

Dic 18

Giovedì 21 dicembre 2017 alle ore 18.00,  al Museo Archeologico della Laguna di Marano (Centro Civico - Via Sinodo 28) si inaugurerà la mostra Il senso della scoperta. Nuove testimonianze archeologiche dal mare e dalla terra nella Laguna di Marano, realizzata dal Comune di Marano Lagunare in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio.
La scoperta di qualsiasi antico manufatto – intero o frammentario, prezioso o all’apparenza insignificante – ci introduce in una realtà lontana: quella degli uomini che hanno vissuto centinaia di anni o millenni fa nelle nostre terre, che qui hanno abitato, sfruttato le risorse dell’ambiente, viaggiato, commerciato, svolto attività quotidiane con gesti che tante volte ancora oggi noi ripetiamo simili o identici…
Ogni scoperta di un reperto archeologico acquisisce un senso se, osservandolo, datandolo, decifrandolo, collegandolo ad altri rinvenuti negli stessi luoghi, lo facciamo “parlare” e raccontare la propria storia: la storia di chi l’ha fabbricato applicando la sua sapienza tecnica, l’ha fatto circolare, l’ha maneggiato, l’ha usato, l’ha gettato via una volta inservibile… Tante vicende che danno forma, tutte insieme, a una storia più complessa, quella plurimillenaria del nostro territorio. Tanti reperti che costituiscono, tutti insieme, un insostituibile archivio documentario, da preservare e valorizzare. Un patrimonio che è di tutti noi e che è parte della nostra identità culturale.
La mostra nasce proprio con l’intento di “dare un senso” a una serie di scoperte fortuite avvenute nelle terre che si affacciano sulla laguna o nei fondali marini ad essa antistanti. Vi sono esposti alcuni manufatti recentemente consegnati alla Soprintendenza, per il tramite del Museo, da parte di privati. Vi sono narrate le loro storie, che ci svelano situazioni ed eventi del passato, dall’età del Bronzo all’epoca romana, fino agli inizi del 1800.
Tra i reperti più significativi vi sono delle preziose asce dell’età del bronzo, che dimostrano la straordinaria sapienza tecnica acquisita nella fusione dei metalli dagli artigiani di oltre 3500 anni fa. Un raffinato piatto in ceramica da mensa e alcune anfore recuperati dal mare ci introducono nella fitta trama di scambi commerciali che interessò l’alto Adriatico in età romana. Alcune palle di cannone in ferro ci restituiscono l’eco di un’importante battaglia navale combattuta nelle acque antistanti la laguna all’epoca di Napoleone.
La mostra, ospitata nello spazio espositivo museale, resterà aperta fino al 1 maggio 2018. L’iniziativa rappresenta anche un modo per “festeggiare” i primi dieci anni del Museo Archeologico della Laguna di Marano. Un museo recentemente rinnovatosi nell’arredo e nell’allestimento degli apparati informativi. Nuove modalità di visita, basate su strumenti multimediali, consentono ora ai visitatori di vivere un’esperienza museale diversa, “personalizzandola” a seconda delle proprie curiosità e approfondendo le conoscenze sugli oggetti esposti in stretto rapporto con il contesto storico e paesaggistico da cui provengono.

Dic 13

Al Salone degli Incanti inaugura sabato 16 dicembre alle ore 17.30 la mostra "NEL MARE DELL'INTIMITA'. L'archeologia subacquea racconta l'Adriatico".
Oltre 60 istituzioni culturali italiane e internazionali coinvolte, 50 studiosi, per un’esposizione di 2000 metri quadri che racconterà le straordinarie storie che emergono dal nostro mare Adriatico. Per la prima volta saranno offerti al pubblico in una visione d’insieme relitti, opere d’arte e oggetti della vita quotidiana, merci destinate alla vendita e attrezzature di bordo, circa un migliaio di reperti provenienti dai numerosi giacimenti sommersi e prestati per l’occasione da musei italiani, croati, sloveni, montenegrini. La mostra è dedicata alla memoria di Predrag Matvejevic, che nel suo “Breviario Mediterraneo” definisce l’Adriatico proprio come “il mare dell’intimità”. I servizi di accoglienza del pubblico, bookshop e biglietteria sono a cura della cooperativa sociale La Collina.

Nov 17

Vista la grande affluenza nei primi giorni di apertura di Leros il mio viaggio, la mostra sarà aperta anche sabato 18 novembre con orario dalle 10 alle 14.  Iil percorso espone oltre 60 fotografie divise in 4 sezioni; la testimonianza di un viaggio iniziato nel 1989 e non ancora concluso!


LEROS IERI - reportage realizzato nel 1989 all’interno del manicomio dell’isola greca del Dodecaneso. (1989)
LEROS OGGI - per dare un nome e una dignità che in passato non c’erano. (2011)
LA VERGOGNA DELL’ABBANDONO - le strutture e il senso di vergogna di un passato ancora presente. (2011)
L’ISOLA DEI PROFUGHI – (2016)

Dopo il 18 novembre, la mostra sarà aperta su prenotazione:
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cell. 349 8722305

Nov 09

Dal 12 novembre si svolgerà al magazzino 26 del Porto vecchio di Trieste la prima edizione della BIENNALE INTERNAZIONALE DONNA. La manifestazione è promossa dall’associazione Porto Arte in co-organizzazione con il Comune di Trieste (assessorato alla Cultura – Giorgio Rossi) e con il supporto di Italia Nostra. Ad annunciare l’iniziativa è il comitato promotore (Antonella Caroli, Barbara Fornasir, Alda Radetti) che da tempo ha preparato il percorso di questa Biennale, allestendo una rete di contatti, nazionale e internazionale (con riguardo anche ai Paesi dell’Alpe Adria), della quale fanno già parte numerose artiste.

La Biennale Internazionale Donna vuole essere in particolare occasione d’incontro fra le culture dei diversi Paesi, che si ritroveranno nello speciale contesto speciale di archeologia industriale costituito dal Porto Vecchio di Trieste. Questa Biennale vuole infatti dare continuità alla Biennale Diffusa 2011, alla quale già presero parte numerose artiste, contribuendo alla divulgazione e alla visibilità delle espressività femminili.

L’evento si articola in tre sezioni: A) Artigianato ed arti applicate. B) Arte: tutte le espressioni artistiche, comprese performances di musica, canto, poesia, ecc. C) Imprenditoria femminile

I servizi museali di sorveglianza, bookshop e biglietteria sono a cura della cooperativa sociale La Collina.

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