Gen 10

Domenica 14 gennaio 2018 non perdete il secondo appuntamento di PICCOLI E GRANDI AL MUSEO presso il Magazzino delle Idee Trieste in occasione della Mostra Maria Teresa e Trieste. Una serie di iniziative per le famiglie realizzate da Arteventi Udine in collaborazione con la cooperativa sociale La Collina.

Domenica 14 e 21 gennaio sarà la volta di 4 SALTI NEL BORGO TERESIANO: un gioco dell'oca gigante, saltando di casella in casella, bisogna seguire istruzioni, rispondere ad indovinelli e superare sfide mettendo in pratica quello che si è sperimentato e conosciuto durante la visita alla mostra!

Quando?
domenica 14 gennaio 2018, dalle 11:00 alle 12:00

Quanto?
bambini: entrata gratuita + euro 4,5 di attività
adulti: entrata alla mostra a prezzo ridotto (euro 3,00) comprensivo di eventuale visita guidata

Chi?
bambini tra i 5 e i 10 anni
adulti accompagnatori, che potranno scegliere se partecipare alle attività dei bambini o seguire una visita guidata alla mostra

Come?
per info e prenotazioni
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
+39 040 3774783

Dove?
Magazzino delle idee, Corso Camillo Benso Conte di Cavour, 2, Trieste

Posti Limitati, si consiglia la prenotazione!

Nov 29

"Le attività in carcere sono fondamentali. passare il tempo usando la testa e le mani in maniera costruttiva ci dà uno scopo, ci aiuta molto."

Alcune righe da uno degli articoli che potete leggere nel secondo numero de L'Aquilone, il periodico realizzato nella sezione di Alta Sicurezza della Casa Circondariale di Tolmezzo. Un numero ricco da sfogliare passando dal racconto della vita in una cella (da otto) all'intervista scomoda, dalla rubrica per cuori solitari a quella di arte.  Senza perdere una riflessione sula violenza contro le donne in occasione della giornata del 25 novembre perchè "anche chi ha violato la legge non condivide la violenza sulle donne".

Potete leggere il secondo numero de L'Aquilone qui.

Nov 28

Prendete una classe di studenti delle superiori, raccontatele il carcere. Pian piano i cellulari vengono messi via, il vocio davanti a voi diventa silenzio. Non timore ma curiosità. Plutarco lo diceva: la mente non è un vaso da riempire ma un fuoco da accendere. Le parole si fanno strada, non si sente più solo la mia voce. Il senso unico non esiste, salire in cattedra non è mai stata una mia prerogativa. Il dialogo entra rumoroso in classe. Opinioni, storie, agitazioni, suggestioni. “Ma tu lo hai visto Il Miglio verde? Ma sai la storia di Felicetto Maniero? Io sono stato in un carcere minorile per tre anni, ma guardami ora sono a scuola!” .
Libertà personale, comportamenti a rischio, diritto agli affetti, giustizia e pena. Non ci si ferma qui.
Ogni tanto irrompono delle domande che nella loro apparente banalità ci riportano hic et nunc nella nostra dimensione, quella del fuori. “Possono fumare? Possono giocare a carte? Ma la pizza la mangiano?”
Le pagine de L’Aquilone sono sfogliate sempre più avidamente. Il tempo a disposizione sembra poco. “Prof, davvero devi andare?”.
Dentro e fuori. Chi è dentro non è poi così diverso da chi è fuori. E questa è la più grande consapevolezza che ognuno si riporta a casa dalla classe.

Lucia
Operatore didattico La Collina

Nov 27

Il progetto editoriale “L’Aquilone” è stato presentato alle ragazze e ai ragazzi della IV e V dell’I.T.S. Deledda e Fabiani nell’arco di un modulo didattico incentrato sulla comunicazione sociale.

Le ragazze e i ragazzi hanno fin da subito lanciato una serie di domande che delineano quale sia la “rappresentazione collettiva” (e in parte stereotipata) dell’istituzione penitenziaria: “C’è mai stata un’evasione? Ci sono episodi di violenza? E’ pericoloso avere a che fare con i detenuti? Perchè sono rinchiusi lì dentro? Di sicuro avranno fatto qualcosa di grave per meritarsi una condanna simile... ”.
Ho risposto loro raccontando di quanto sia difficile, complicato e altrattanto importante riuscire ad imbastire un piccolo giornale che parla di/con “normalità”. Ho raccontato loro della conferenza stampa e della trepidante attesa di vedere le prime copie del giornale. “L’Aquilone” è, e deve solo essere, un “normale” giornale fatto in un contesto eccezionale. E hanno infine compreso che il valore reale di questo progetto non sta nel layout grafico o nel corpo del testo, ma nel processo editoriale, ideativo e costruttivo che genera ponti e relazioni. Un consiglio da parte dei ragazzi per il secondo numero? Parlare della quotidianità del carcere, delle piccole cose che “dentro” hanno un valore e che “fuori” diamo per scontate banalità.

Luca
Operatore didattico La Collina

Nov 07

Molto spesso le notizie diffuse sul carcere non hanno un effettivo riscontro su quella che è la vita delle persone ristrette. Giornali, laboratori di scrittura, trasmissioni radio o tv: sono oltre una quarantina le realtà che in Italia danno voce ai penitenziari. Con il progetto L'Aquilone però, per la prima volta in Italia, un periodico nasce da una sezione di Alta Sicurezza.
Ideato e organizzato dalla cooperativa sociale La Collina, in collaborazione con il Garante per le persone private della libertà personale della Regione Friuli Venezia Giulia e la casa circondariale di Tolmezzo, attraverso il contributo della regione, nel corso dei mesi si è sviluppata una vera e propria redazione all'interno della struttura di Tolmezzo che, settimanalmente, si incontra, discute e scrive su argomenti differenti. Nasce così L'Aquilone: non uno dei soliti "giornalini" che raccolgono poesie, pensierini e lamenti, ma un giornale che racconta gli stati d'animo provati e procurati, dando margine anche alla critica sulla condizione o condizioni carceraria.

Pino Roveredo, Garante per le persone private della libertà personale della Regione Friuli Venezia Giulia, sottolinea come sia “vitale ed essenziale la cultura all'interno degli Istituti Penitenziari, cultura intesa come il sapere scolastico, il teatro, ed il giornale. Un giornale che prova ad abbattere molti luoghi comuni che descrivono il carcere con la comodità delle 24 ore in branda, ignorando gli aspetti disumani che vi girano dentro. A Tolmezzo ci sono persone condannate all'ergastolo, che trovano un motivo di sopravvivenza e riflessione anche raccontandosi con la scrittura.”

Fabio Inzerillo, Presidente della cooperativa sociale La Collina, evidenzia come sia “normale per noi tentare di dar voce a chi vive condizioni di marginalità, lo facciamo attraverso l’inserimento lavorativo, attraverso Radio Fragola, emittente comunitaria di cui siamo proprietari, attraverso i molti progetti che facciamo all’interno delle scuole e quindi abbiamo colto ben volentieri questa sfida di far nascere una redazione giornalistica all’interno del Carcere di Tolmezzo. Visto il primo numero de “L’Aquilone”, possiamo dire che questa sfida è stata vinta.”

Sensibilizzare l'opinione pubblica sulla pena e sul carcere, informare sulle difficili condizioni di reclusione del detenuto, andando così ad abbattere il malessere del silenzio, dando il giusto riconoscimento al diritto di raccontarsi e di essere ascoltati. Uno stimolo per superare l'isolamento ed il “niente da fare” che spesso nelle realtà carcerarie diventa motivo di un indirizzo sbagliato e a senso unico.  Un momento di riflessione per raccontare il modo di trascorrere il tempo, di come sono lunghe le attese, ma anche di ripensare ai propri vissuti, attraverso una personale riflessione sul proprio passato.

Il passaggio successivo sarà quello di presentare il giornale all’interno di alcuni Istituti scolastici regionali, dove assieme a Pino Roveredo, Garante regionale per le persone private della libertà, sarà occasione per parlare di legalità, comportamenti a rischio e carcere.

 Scarica qui L'aquilone N.1

 

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