Nov 07

Molto spesso le notizie diffuse sul carcere non hanno un effettivo riscontro su quella che è la vita delle persone ristrette. Giornali, laboratori di scrittura, trasmissioni radio o tv: sono oltre una quarantina le realtà che in Italia danno voce ai penitenziari. Con il progetto L'Aquilone però, per la prima volta in Italia, un periodico nasce da una sezione di Alta Sicurezza.
Ideato e organizzato dalla cooperativa sociale La Collina, in collaborazione con il Garante per le persone private della libertà personale della Regione Friuli Venezia Giulia e la casa circondariale di Tolmezzo, attraverso il contributo della regione, nel corso dei mesi si è sviluppata una vera e propria redazione all'interno della struttura di Tolmezzo che, settimanalmente, si incontra, discute e scrive su argomenti differenti. Nasce così L'Aquilone: non uno dei soliti "giornalini" che raccolgono poesie, pensierini e lamenti, ma un giornale che racconta gli stati d'animo provati e procurati, dando margine anche alla critica sulla condizione o condizioni carceraria.

Pino Roveredo, Garante per le persone private della libertà personale della Regione Friuli Venezia Giulia, sottolinea come sia “vitale ed essenziale la cultura all'interno degli Istituti Penitenziari, cultura intesa come il sapere scolastico, il teatro, ed il giornale. Un giornale che prova ad abbattere molti luoghi comuni che descrivono il carcere con la comodità delle 24 ore in branda, ignorando gli aspetti disumani che vi girano dentro. A Tolmezzo ci sono persone condannate all'ergastolo, che trovano un motivo di sopravvivenza e riflessione anche raccontandosi con la scrittura.”

Fabio Inzerillo, Presidente della cooperativa sociale La Collina, evidenzia come sia “normale per noi tentare di dar voce a chi vive condizioni di marginalità, lo facciamo attraverso l’inserimento lavorativo, attraverso Radio Fragola, emittente comunitaria di cui siamo proprietari, attraverso i molti progetti che facciamo all’interno delle scuole e quindi abbiamo colto ben volentieri questa sfida di far nascere una redazione giornalistica all’interno del Carcere di Tolmezzo. Visto il primo numero de “L’Aquilone”, possiamo dire che questa sfida è stata vinta.”

Sensibilizzare l'opinione pubblica sulla pena e sul carcere, informare sulle difficili condizioni di reclusione del detenuto, andando così ad abbattere il malessere del silenzio, dando il giusto riconoscimento al diritto di raccontarsi e di essere ascoltati. Uno stimolo per superare l'isolamento ed il “niente da fare” che spesso nelle realtà carcerarie diventa motivo di un indirizzo sbagliato e a senso unico.  Un momento di riflessione per raccontare il modo di trascorrere il tempo, di come sono lunghe le attese, ma anche di ripensare ai propri vissuti, attraverso una personale riflessione sul proprio passato.

Il passaggio successivo sarà quello di presentare il giornale all’interno di alcuni Istituti scolastici regionali, dove assieme a Pino Roveredo, Garante regionale per le persone private della libertà, sarà occasione per parlare di legalità, comportamenti a rischio e carcere.

 Scarica qui L'aquilone N.1

 

Ott 23

Venerdì 20 ottobre alle ore 18.30 negli spazi espositivi del Museo d’Arte Moderna "Ugo Carà" si inaugura la personale dell'artista svizzero Pierre Zufferey "EXIL", curata da Maria Campitelli e organizzata dal Gruppo78 e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia, nell'ambito del progetto PRACC che l’Amministrazione Comunale di Muggia ha varato, già nel 2007, assieme alle associazioni culturali Gruppo78, Juliet e Photo-Imago con l’intento di promuovere e valorizzare le nuove forme artistiche contemporanee, in una prospettiva nazionale e internazionale.

Pierre Zufferey è un artista svizzero che già si è fatto conoscere a Trieste, partecipando ad alcune mostre del Gruppo78 e per una personale realizzata tre anni fa alla Lux Art Gallery.
A Muggia presenta un lavoro ex novo, ideato appositamente per lo spazio del Museo Carà. Abbandona infatti la pura pittura che è il suo mezzo espressivo principale con cui visualizza le sue emozioni più profonde, per aprirsi invece all’esterno, alle problematiche sociali, con un discorso più articolato, sia sul piano linguistico che su quello concettuale.
EXIL è una mostra sulle “migrazioni” che drammaticamente attraversano il nostro tempo. Ma il tema viene affrontato in una dimensione poetica quanto naturale, sovrapponendo alla tragedia umana l’immagine degli uccelli che migrano dal nord verso il sud cercando un clima più accogliente per riprodursi. La migrazione umana al contrario risale dal sud per raggiungere il nord, sperando in una vita migliore. Mostra significativa dunque, di ampio respiro, affrontando un tema unico, che induce alla riflessione, soffermandosi sui cicli vitali della natura in contrapposizione ai cicli anomali subiti dall’umanità per sopravvivere.
La mostra consta di diverse parti. E’ dominata d un’opera “guida” “Nuées/nubi” costituita da 12 stampe su delicata carta giapponese, di 100x80cm ciascuna, un blocco imponente che rappresenta insieme il volo degli uccelli migratori e i migranti umani, piccoli punti in movimento, un popolo che fugge, visto dall’alto. “Una poetica della geo-politica attuale” la definisce l’artista. C’è poi una grande pittura, ”Migrazioni” che insiste ancora sulla veduta dall’alto, di un popolo in cammino verso nuove terre. “Lampedusa” invece è un’installazione di miriadi di scarpe posate al suolo, tutte uniformate e quindi rese anonime dal gesso bianco che le ricopre, con qualche eco delle antiche esistenze cancellate. “Orizzonti lontani” raccoglie 13 opere di piccolo formato, tra loro strettamente assemblate come lo furono i migranti sui barconi, attraversate da una linea rossa, un segnale di speranza all’orizzonte. “Onde di scogliera” infine è un gruppo di piccoli quadri che riproducono appezzamenti di terra in attesa di essere coltivati da nuovi contadini, l’ultimo approdo verso l’esilio, con l’auspicata concretezza però di una nuova vita.
La mostra sarà accompagnata da un libro “ORIGINES” che raccoglie il lavoro dell’artista degli ultimi quattro anni.
Inoltre l’artista ha in corso un’altra mostra personale a NYON presso la galleria Danielle Junod e il 28 ottobre ne inaugura un’altra presso la galleria Catherine Niederhauser a Losanna.
La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile fino a domenica 12 novembre con il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17 alle 19, il sabato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, la domenica e i festivi dalle 10 alle 12.

I servizi grafici sono a cura dell'ufficio Creatività e Comunicazione della cooperativa sociale La Collina.

Ott 02

In occasione della mostra Maria Teresa e Trieste Arteventi e la cooperativa La Collina organizzano una serie di percorsi didattici pensate per le scuole di ogni ordine e grado per approfondire in maniera divertente ed unica la figura di Maria Teresa.

Questi i percorsi sviluppati da professionisti del settore:

Scuola dell’infanzia e primo ciclo della primaria
LA CITTA’ DI MARIA TERESA
Visita attiva con laboratorio itinerante
I bambini intraprenderanno un viaggio a postazioni mirato alla conoscenza della dimensione Città. Giochi d’osservazione, quiz, piccoli esperimenti riveleranno le innovazioni che l’Imperatrice ha apportato a Trieste: scuole, ospedali, strade, luoghi di commercio… Passo dopo passo prenderà forma un colorato elaborato a più dimensioni da portare a scuola utile per comprendere le componenti di una città modernamente intesa.


QUATTRO SALTI NEL BORGO TERESIANO
Visita-gioco
Un gioco dell’oca formato gigante per apprendere divertendosi. Saltando di casella in casella, le bambine e i bambini dovranno seguire istruzioni, rispondere a indovinelli e superare sfide mettendo in pratica ciò che hanno sperimentato e conosciuto durante la visita della mostra: la figura della sovrana, la trasformazione e modernizzazione urbanistica della città di Trieste, la vita quotidiana nella città del XVIII secolo.
Scuola primaria


COSTRUIRE PONTI
Visita attiva con laboratorio itinerante
La convivenza di più Religioni e il rispetto per culture diverse sono a Trieste obiettivi tenacemente perseguiti da Maria Teresa. I bambini saranno guidati in un percorso esperienziale a tappe che affronta i concetti di tolleranza e accoglienza in via metaforica, attraverso giochi cooperativi, tecniche teatrali, esercizi corporei e sperimentazioni linguistiche, al fine di favorire l’ascolto e la comunicazione empatica, fisica e non verbale.


LA STANZA DEI TESORI
Visita attiva con laboratorio itinerante
Le sale della mostra raccontano curiosità e meraviglie: armati di speciali taccuini e macchine fotografiche i bambini si metteranno in gioco, alla scoperta dei dettagli segreti nascosti tra gli oggetti esposti. Il particolare di un dipinto, l’angolo di un oggetto, la rielaborazione di mappe e tavole illustrate si trasformeranno in veri e propri tesori da custodire. Tutti i materiali realizzati troveranno una sistemazione su una piattaforma online in grado di mantenere l’accessibilità ed l’interazione anche a percorso concluso.

Scuola secondaria di primo e secondo grado
VISITA ACCOMPAGNATA
Gli alunni saranno guidati tra le sale della mostra attraverso una particolare visita interattiva che permetterà loro di entrare nella Trieste del XVIII secolo: l’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo infatti ha rivestito un ruolo chiave nella nascita della nuova Trieste, essendosi dedicata a riforme sociali, riorganizzazione urbanistica e politiche di tolleranza. Visitare e conoscere la Trieste teresiana per comprendere meglio quella di oggi.

Informazioni
Servizio di prenotazione obbligatoria visite e laboratori
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Tel. +39 040 3774783
Orario
Da martedì a sabato 9:00-19:00
Chiusura biglietteria 18.30
Laboratori didattici per scuole dell’infanzia e scuole primarie
€ 4,50 ad alunno
Visite accompagnate per scuole secondarie di primo e secondo grado
60 € a gruppo classe
Ingressi
Gratuito per bambini fino a 10 anni, giornalisti previo accredito, accompagnatore di disabili.
Intero 6 €
Ridotto 4 € (oltre i 60 anni e studenti universitari con libretto)
Ridotto gruppi 3 €
Gratuito per i possessori di FVGcard

Set 29

Venerdì 29 settembre La Collina Cooperativa Sociale interverrà al convegno formativo "La didattica museale: standard in ambito educativo" organizzato da Servizio catalogazione, formazione e ricerca dell'ERPAC. Nel corso del pomeriggio verranno illustrati una serie di progetti multimediali svolti presso il Museo di storia naturale di Trieste e il Museo Nazionale dell'Antartide - Sezione di Trieste

Di seguito il programma della giornata

XV modulo (dalle ore 9.00 alle 13.00)
MUSEI CENTRI DI RICERCA ED EDUCAZIONE

Saluti e conclusioni
RITA AURIEMMA, direttore del Servizio catalogazione, formazione e ricerca dell'ERPAC
ELIANA CEOLIN e GIORGIA GEMO, Servizio catalogazione, formazione e ricerca dell'ERPAC

Andare al Museo fa bene. Racconti ed esperienze dal MAMbo
VERONICA CERUTI, responsabile del Dipartimento educativo del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna


XVI modulo (dalle ore 14.00 alle 18.00)
I MUSEI DELLA REGIONE PRESENTANO LE LORO ESPERIENZE DIDATTICHE

In cerca di partner: i musei della regione presentano una loro esperienza didattica per arricchirla di nuove collaborazioni
MUSEI, RACCOLTE, ASSOCIAZIONI e IMPRESE CREATIVE DELLA REGIONE

Set 28

La Grande Guerra modificò profondamente la vita quotidiana della società e la sua struttura e le zone dei combattimenti furono le più duramente colpite. Con il progetto "La quotidianità spezzata", partendo da una ricerca-azione sui luoghi ed i segni della Grande Guerra sul territorio locale, mira a rendere visibile e tangibile quella linea sottile che senza soluzione di continuità lega in modo sia sincronico che diacronico avvenimenti tra loro apparentemente distanti e lontani, ma accomunati dagli effetti e dalle conseguenze che ogni guerra lascia sui territori e sulla popolazione civile. I luoghi della memoria del primo conflitto mondiale sono oggetto di sedimentazione di storie e significati. Ad essi si mescolano, generando nuove drammatiche sovrapposizioni, i vissuti di chi fugge dalle guerre odierne. Sull’Isonzo, le immagini dei profughi di ieri si sovrappongono a quelle dei profughi di oggi, che si spingono verso l’Europa risalendola attraverso confini su cui si innalzano nuovi muri, materiali ed immateriali, di timore, diffidenza, disprezzo e rifiuto. Il primo conflitto mondiale fu descritto come “un corso accelerato e violento di modernità imposto a milioni di uomini in situazioni estreme di sradicamento e minaccia per la vita.” (A. Gibelli, L'officina della guerra, Bollati Boringhieri, Torino 1998). La follia dell’uomo e della violenza nei confronti degli altri uomini, il disprezzo delle diversità sono temi che riguardano ancora drammaticamente la contemporaneità. Il progetto prevede l'attivazione di 10 laboratori storico–multimediali della durata totale di 16 ore (ridotte a 12 per i percorsi nelle Scuole di Primarie).

"La quotidianità spezzata" è un progetto finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

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