Dic 10

Buon Natale a tutti quelli che si possono permettere una festa in libertà, col conforto della casa, augurandogli di riuscire ad apprezzare le minime cose, i piccoli gesti, il senso dell’evento, affinché negli anni non ci sia il rammarico di non averle frequentate. Buon Natale, con gli auguri sussurrati sottovoce, discretamente, a tutti quelli che rispetteranno la nascita di Cristo nella restrizione di una prigione, dove un tempo che non torna appesantisce le nostalgie, e la malinconia e l’angoscia torna indietro con un dolore da morire. Auguri anche ai Governanti che con l’uso dell’amnesia e l’abuso dell’indifferenza, trattano la condanna penale come un castigo dell’inferno, e per questo maltrattano la questione penitenziaria con l’incuria del rispetto e il rifiuto del diritto umano. Auguri sorpresi, arrabbiati e stupiti pure a chi con l’arroganza del potere ruba i soldi dei cittadini e che, grazie a una giusta ingiustizia, restituirà poi in sessant’anni di comode rate, mentre intorno, il popolo bue l’impiccano per poche migliaia di lire. Buon Natale anche alla bontà ad orologeria che, come tutti gli anni, si sistemerà la coscienza cristiana organizzando il pranzo per gli abitanti dei marciapiedi e delle stazioni, lasciandoli poi per trecentosessantaquattro giorni nella fame più nera, quella che uccide. Buona festa, con o senza Natale, a tutti i figli della disperazione affinché la nostra terra gli sia buona, togliendo alla nostra coscienza il peso infame dei bambini morti in mare, delle donne stuprate in Libia e dalle guerre che ingoiano morte col prosperoso mercato delle armi fornite dall’Occidente. Buon Natale dal giornale di Tolmezzo a tutti quelli che i Natali li possono scartare e a chi, e penso agli ergastoli ostativi, non potrà mai più accenderli.

 

(piccola anticipazione del nuovo numero di L'Aquilone!)

Nov 30

Dal 30 novembre 2018 al 13 gennaio 2019 si terrà a Muggia (Trieste) la rassegna C’era una volta a Muggia…, che ospiterà la personale di Philip Giordano "Storie dall’arcipelago sottosopra" al Museo d’Arte Moderna Ugo Carà e la mostra dedicata al Giappone "C’era una volta in Giappone: Mukashi Mukashi.." presso la Sala Comunale d’Arte Giuseppe Negrisin.

La mostra, dedicata all'illustrazione per l'infanzia è organizzata dall'assessorato alla Cultura del Comune di Muggia assieme alla Fondazione Stepán Zavrel di Sarmede (Treviso) e si apre con una doppia inaugurazione. Alle 18, alla sala Negrisin, inaugura "C’era una volta in Giappone: Mukashi Mukashi." mostra dedicata alla cultura giapponese in cui scoprire fiabe, giochi, libri e poesie, per un incontro genuino con la cultura di questo Paese. Alle 18.30 si apre invece al Museo Carà la personale di Philip Giordano, giovane illustratore italiano che vive in Giappone da otto anni: con il suo sguardo vive, immagina e reinterpreta la cultura e le storie di un arcipelago “sottosopra”, fluttuante sull’oceano sotto i raggi del sole che nasce.

L'immagine coordinata della mostra e servizi di assistenza al pubblico sono a cura della cooperativa La Collina

C’era una volta a Muggia…
30.11.2018 – 13.01.2019
Storie dall’arcipelago sottosopra | Museo d’Arte Moderna Ugo Carà – via Roma, 9
C’era una volta in Giappone: Mukashi Mukashi… | Sala Comunale d’Arte Giuseppe Negrisin – piazza Marconi, 1
Orari | Martedì e mercoledì 10-12, giovedì e venerdì 17-19, sabato 10-12 e 17-19, domenica e festivi 10-12
Inaugurazione | Venerdì 30 novembre 2018, ore 18 Mukashi Mukashi, ore 18.30 Storie dall’arcipelago sottosopra

Tutte le info su:

www.benvenutiamuggia.eu

Nov 19

Sono molte le scuole che hanno potuto sfogliare le copie de L'Aquilone. Ma cosa significa sfogliare un giornale redatto da detenuti in Alta Sicurezza? Ce lo spiega così uno degli studenti coinvolti: "Ripercorrere le esperienze di queste persone ha significato addentrarsi in un altro universo, quello della vita di carcerato. Se da una parte ci lasciamo trasportare da legittimi sentimenti, non dobbiamo però dimenticare la vita quotidiana di tutte quelle persone che hanno saputo reagire di fronte alle sofferenze o che hanno dovuto affrontare il dolore dell’uccisione di una persona cara. Il punto di vista dei carcerati rischia infatti di adombrare quello delle vittime, altrettanto importante e significativo. Tutti siamo cittadini, sia che abbiamo compiuto o subito un torto, e tutti abbiamo uguale diritto di esprimere la nostra opinione, seppure nel rispetto reciproco."  

Nov 05

Sta per uscire L'Aquilone! In anteprima l'editoriale a cura di Pino R.

 

Parole per dire, parole per esistere, parole per non essere dimenticati, e parole per dare un senso al terzo numero del periodico “L’Aquilone”, pensato, scritto e redatto nella sezione di Alta Sicurezza della Casa Circondariale di Tolmezzo. Periodico che, insieme ai numeri precedenti, verrà presentato ad un convegno a Firenze il 24 novembre e dove si riuniranno per un incontro d’informazione tutti i giornali nati all’interno delle carceri italiane. Il terzo numero del periodico, come successo nei numeri precedenti, affronta tematiche interne alla carcerazione (vedi “L’intervista all’inferno” o “Alla conquista
di una nuova identità), affronta tematiche drammatiche che sono scoppiate fuori dalle mura della contenzione e non per questo meno intense o interessanti (vedi “Il ponte Morandi tra polemiche e prospettive”), senza disdegnare la parte culturale raccontando la forza vitale che si riceve con l’amore per la pittura e raccontando con orgoglio la mostra dei lavori dei detenuti tenutasi a Tolmezzo presso il Palazzo Frisacco, o come quella organizzata da Lions che in occasione della manifestazione “Arte in corsia”, ha esposto i lavori dei detenuti nelle corsie dell’ospedale di Pordenone. Parole per dire, parole per esistere, parole per non essere dimenticati, raccontando anche temi leggeri ma indispensabili per abbattere il tempo, come ad esempio i pronostici calcistici, o temi importanti che toccano l’amore per i libri, fatto assolutamente inconsueto nel mondo dei liberi, dove si crede di sapere tutto anche senza leggere niente.

Ott 04

Giovedì 4 ottobre alle ore 18, negli spazi espositivi del Museo d’Arte Moderna "Ugo Carà" di Muggia, si inaugura la mostra fotografica "Muggia anni 50", immagini provenienti dal Fondo fotografico della Biblioteca Comunale “Edoardo Guglia” di Muggia e dalla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, curata da Francesco Fait e organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia  


Giovedì 4 ottobre alle ore 18 presso il Museo d’Arte Moderna "Ugo Carà" di Muggia, si terrà l'inaugurazione della mostra fotografica "Muggia anni 50", curata da Francesco Fait e organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia. La mostra è il racconto di un decennio attraverso 150 fotografie tratte dal Fondo fotografico della Biblioteca Comunale “Edoardo Guglia” di Muggia e dalla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste. È un decennio in cui convivono tradizione e modernità, ben rappresentate dalle foto scelte come immagini guida della mostra, rispettivamente le massaie che attingono alla fontana del “Cul de nave” - che rappresentano un passato destinato ad essere soppiantato dall’avvento dell’acqua corrente nelle abitazioni - e l’orologio elettrico di via Roma - che rappresenta un primo barlume di diffusione della tecnologia.

Le immagini sono spesso d’occasione, scattate da fotografi professionisti, e documentano momenti di vita festosi o ufficiali: balli dei bambini in maschera, recite scolastiche, manifestazioni sportive, visite di personalità, il varo di una nave. Si tratta, in questi casi, di foto scattate da operatori degli studi De Rota, Borsatti e Giornalfoto, i cui archivi sono stati acquisiti dalla Fototeca dei CMSA di Trieste. Altre volte sono immagini tecnicamente più deboli ma di valenza antropologica, in grado di documentare la vita sociale della comunità muggesana, come la serie degli interni delle case del centro all’alba del decennio, ai quali fanno da contraltare le belle immagini dei palazzi di edilizia popolare appena consegnati dei rioni periferici di Zindis e Aquilinia. Si tratta, nei casi appena citati, di foto possedute dal Fondo fotografico della Biblioteca Comunale “Edoardo Guglia” di Muggia. Altre volte ancora testimoniano fatti di cronaca come nel caso della filovia, la 20, caduta in mare.
E in un caso, infine, si tratta di scatti che raccontano un evento, dolorosissimo, di portata storica: la perdita della metà circa del territorio del Comune di Muggia, passata alla Jugoslavia, avvenuta nell’ottobre del 1954 con il Memorandum di Londra, a seguito del quale circa 3.000 muggesani persero tutti i loro averi decidendo di rimanere cittadini italiani.
Muggia anni 50 è una mostra che offre lo spaccato di una comunità e alla quale la comunità può dare un contributo aggiungendo un nome, una circostanza, un avvenimento legato a ciascuna immagine utilizzando i fogli che si trovano alla fine del percorso espositivo.

La mostra potrà essere visitata a ingresso libero fino a domenica 28 ottobre 2018 con il seguente orario: da martedì a venerdì dalle 17 alle 19, sabato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, domenica e festivi dalle 10 alle 12, lunedì chiuso.


dal 4 ottobre al 28 ottobre 2018
MUGGIA ANNI 50
immagini provenienti dal fondo fotografico
della Biblioteca Comunale "Edoardo Guglia" di Muggia
e dalla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste

promossa da Assessorato alla Cultura - Comune di Muggia
a cura di Francesco Fait
coordinamento generale Barbara Negrisin
segreteria organizzativa Massimo Premuda
segreteria amministrativa Carmen Stoch
grafica Chiara Moretuzzo - la Collina soc. coop
stampa fotografie Attualfoto
stampa apparati Art Group
si ringrazia la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste
per la gentile concessione dell’utilizzo delle immagini

Museo d'Arte Moderna UGO CARÀ
via Roma, 9 - Muggia (Ts) - ingresso libero

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