Nov 29

Sono più di 70 in Italia i complessi che hanno ospitato gli ospedali psichiatrici dal 1904 al 1996, luoghi che ad un certo punto sono stati chiusi, ma che tuttora occupano uno spazio esteso come una decina di milioni di mq. Luoghi che hanno rinchiuso la follia, ma anche tante storie di uomini e di donne. Spazi che non sono solo una superficie su cui sorgono edifici e crescono piante, ma rappresentano un patrimonio di memoria oltre che di natura e di presenza umana. Un patrimonio da mappare, valorizzare e mettere in connessione. Per questo motivo, a quarant’anni dalla legge che ha sancito la chiusura dei manicomi, la cooperativa sociale “Agricola Monte San Pantaleone” di Trieste, uno dei frutti della deistituzionalizzazione, da anni impegnata nella valorizzazione dell’ex ospedale psichiatrico triestino attraverso iniziative culturali, botaniche e scientifiche, ha organizzato un convegno nel Parco culturale di San Giovanni invitando alcuni referenti per ogni realtà per fare con loro il punto sul riuso di quegli spazi, sulle politiche di salute mentale intraprese e in corso, sulla riconversione di parchi e giardini, sull’economia sociale che si è eventualmente sviluppata.
Che ne è stato di quei luoghi dopo la deistituzionalizzazione?
Sono riusciti a riqualificarsi sconfiggendo l’immagine di degrado che rimandava allo stigma o sono rimasti vittime di regole inibitive e dell’inerzia amministrativa?
Che posti sono diventati? Luoghi che valorizzando le differenze e opponendosi all’omologazione parlano della rivoluzione avviata negli ultimi quarant’anni o luoghi riconvertiti in maniera funzionale ma anonima? Luoghi in cui nessuno riconosce i matti ma neanche li disconosce, in cui il diverso non lo distingui ma nemmeno lo respingi? Posti nella norma o posti che continuano a parlare di una distanza, di uno scarto rispetto alla mediocrità della normalità?
Posti di cui si dice “qui c’erano i matti” o posti che ti spingono ad interrogarti sul processo di trasformazione che hanno ospitato?
Luoghi in cui è ancora possibile disegnare la trasgressione o luoghi in cui le leggi vengono interpretate in maniera restrittiva e non evolutiva?
A tutti questi interrogativi e a molti altri proverà a rispondere l’appuntamento in programma venerdì 30 novembre dalle 8.30 alle 17.30 a Trieste al teatro “Franca e Franco Basaglia” del Parco di San Giovanni; si confronteranno tante persone che in quei luoghi hanno lavorato o su quei luoghi hanno riflettuto e sognato, elaborando proposte critiche e innovative per il futuro: enti proprietari, operatori della salute mentale, architetti, realtà dell’economia sociale, sociologi, giuristi, economisti, storici. Da Roberto Mezzina, direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, che è Centro Collaboratore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la Ricerca e la Formazione, a Domenico Luciani, già direttore della Fondazione Benetton, che aveva lavorato al volume “Per un atlante degli ospedali psichiatrici pubblici in Italia”, da un team dell’Università Federico II di Napoli, che in collaborazione con l’Ateneo di Camerino ha inventariato i manicomi, a Pompeo Martelli, direttore del Museo della Mente di Roma, da Michele Zanetti, il coraggioso presidente della Provincia che chiamò Franco Basaglia a Trieste, a Franco Rotelli, che di Basaglia fu il successore, da Mario Novello, anche lui allievo di Basaglia, a lungo direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Udine, a Giuseppina Scavuzzo, architetta che sta partecipando al progetto di rigenerazione urbana del Parco Basaglia a Gorizia, dove è intervenuta la Fondazione Carigo, che sarà rappresentata da Marco Braida.
Le migliori competenze presenti in Italia per non limitarsi a celebrare i 40 anni di una legge, la n.180, che ha rivoluzionato l’approccio alla salute mentale e ai luoghi in cui è stata a lungo rinchiusa, ma per guardare finalmente oltre i cancelli.
Il convegno, aperto a tutti con iscrizione obbligatoria fino ad esaurimento posti (http://www.agricolamontepanta.com/convegno) gode del patrocinio del Comune di Trieste, dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste e dell’Università degli Studi di Trieste, che ha anche destinato un sostegno economico.

Ott 18

Domenica 21 ottobre 2018, con inizio alle ore 15.00, avrà luogo “Storicamente Parco”: giornata di animazione ad ambientazione storica, liberamente aperta alla cittadinanza, che si tiene annualmente nel Parco Culturale di San Giovanni.
Concepita quale contenitore d'immaginazioni sulla storia passata presente e futura, inaugurata ad ottobre 2014, con il Medioevo, vorrebbe in futuro ampliarsi ed estendersi ad una rappresentazione dell'esistente attuale e una prefigurazione del Parco stesso come potrebbe essere tra un anno, o dieci, o un secolo...fantasia permettendo.
L'evento - volto all'integrazione del Parco con la città - organizzato dal Centro Diurno Diffuso del Dipartimento di Salute Mentale e dai volontari dell'Associazione di Volontariato Franco Basaglia, in collaborazione con Associazioni, Cooperative Sociali, gruppi e singoli cittadini, nasce da entusiasmo ed impegno spontanei, costituendo un evento culturale e ricreativo a rinforzo e promozione di una rete partecipativa che sollecita, in questo caso, la presenza di esperti, conoscitori ed appassionati storici.
Nella cornice di una generosa e preziosa collaborazione con le associazioni culturali “Compagnia de Tergeste” e “Dardi Uniti Vertraghi”, si svolgerà, tempo permettendo, dopo aver visto nelle edizioni passate la viva partecipazione di varie famiglie con i propri bambini, che, gioiosamente, in varie domeniche d’autunno, hanno animato il luogo “restituito” alla ricerca del benessere comunitario, alla bellezza dello stare insieme all'aria aperta; conoscendo, imparando e giocando.
I volontari delle associazioni in campo, assieme agli operatori e frequentatori dei laboratori del Centro Diurno Diffuso, mediante la dedizione alla conoscenza, cura e valorizzazione del Parco Culturale di San Giovanni, nell’organizzare ed allestire la manifestazione, ripropongono anche un “filone storico caratteristico” del Parco: una storia che parte dai primi anni settanta (dell’ormai scorso secolo!), quando fu attivato e gestito - da parte di ricoverate, operatrici e volontarie dell’ex Ospedale Psichiatrico Provinciale (EX O.P.P.) - l’asilo dei bambini: i loro figli. Si tratta di una “tradizione” che continua ancora oggi, con la consuetudinaria affluenza di “stormi” di bambini e ragazzi che normalmente vi si recano - spesso accompagnati da genitori, educatori, maestri e professori - per svolgervi attività di studio, di apprendimento, di svago. Alcuni, più grandi, ci vengono da soli, per curiosità e senso d'avventura, o per prodursi in piroettanti discese con lo skate-board...
Oggi non è più un ospedale, non è più un luogo dove rinchiudere la sofferenza di qualcuno, bambini compresi! Oggi è un luogo a disposizione per la vita di tanti; un luogo dove, memori del passato, si può cercare, assieme ad altri, un futuro possibile.
Proprio alla presenza di bambini e ragazzi, con il loro essere attori autentici di una naturale demistificazione di paure ataviche, si darà risalto, rendendoli spettatori e protagonisti di rievocazioni storico-medievali, ad un programma fatto di giochi popolari, racconti, spiegazioni, dimostrazioni pratiche e messa in scena di usi e costumi d’epoca, assalti a fantastici castelli, antichi giochi d’abilità e destrezza. Bambini, ragazzi e adulti potranno cimentarsi nella “corsa della patata” e nelle abilità della “rottura dele nosi e dei scartozzi”; simulare duelli e battaglie con scudi e spade di cartone colorati da loro stessi. Ci sarà anche un angolo per il trucco, animato dalle volontarie.
L'Associazione Compagnia de Tergeste movimenterà l'accampamento medievale e darà luogo alle esibizioni e gli armeggi delle sue donne e dei suoi uomini, tutti vestiti con tipici e fedelissimi costumi dell'epoca.
L'Associazione Dardi Uniti Vertraghi, curerà le dimostrazioni e le prove di tiro con l'arco.
Al calar della luce, la manifestazione si concluderà con la pittoresca fiaccolata in costume.

Il bar Il Posto delle Fragole sarà attivo per ristorare organizzatori e partecipanti.

Confidando in una giornata di bel tempo, vi aspettiamo!

Ott 09

L’Organizzazione Mondiale della Sanità dedica la Giornata Mondiale della Salute Mentale 2018, mercoledì 10 ottobre, al tema:
YOUNG PEOPLE AND MENTAL HEALTH IN A CHANGING WORLD / GIOVANI E SALUTE MENTALE IN UN MONDO CHE CAMBIA

L'adolescenza e i primi anni dell'età adulta sono un momento della vita in cui si verificano molti cambiamenti, ad esempio cambiare scuola, uscire di casa e iniziare l'università o un nuovo lavoro. Per molti, questi sono tempi eccitanti. Possono anche essere momenti di stress e apprensione comunque. In alcuni casi, se non riconosciuti e gestiti, questi sentimenti possono portare a malattie mentali. L'utilizzo in espansione delle tecnologie online, mentre porta indubbiamente molti vantaggi, può anche portare ulteriori pressioni, come la connettività alle reti virtuali in qualsiasi momento del giorno e della notte. Molti adolescenti vivono anche in aree colpite da emergenze umanitarie come conflitti, disastri naturali ed epidemie. I giovani che vivono in situazioni come queste sono particolarmente vulnerabili al disagio mentale e alla malattia.

(http://www.who.int/mental_health/world-mental-health-day/en/)

Il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASUITs organizza, nel Parco Culturale di San Giovanni, un open day dedicato in particolare ai giovani, allo scopo di favorire la loro partecipazione alle varie attività, organizzate in progetti e programmi volti al benessere, all'aggregazione, socializzazione ed inclusione, all'espressione e lotta allo stigma, alla partecipazione e protagonismo, alle specificità di genere, alla formazione e inserimento lavorativo.

Sarà l’occasione per presentare le novità del DSM rivolte ai giovani (come la “Recovery House”), per illustrare le nuove progettualità del Centro Diurno diffuso, realizzate con le associazioni di volontariato e di promozione sociale.

Contestualmente avrà luogo l’incontro conclusivo dell’Empowerment College, progetto europeo rivolto alle persone che, a causa del loro disagio mentale e/o delle loro difficoltà di socializzazione, rischiano di venir escluse dalla partecipazione alla vita sociale e quindi dall’istruzione, dall’impiego e dall’occupazione.

Inoltre, alle ore 16.30, su Rai 1 all’interno de “La vita in diretta”, per lo special sul 10 ottobre, intervista (di un’ora!) di Silva Bon, con Peppe Dell’Acqua in diretta dallo studio.

Nota degna di segnalazione è che, quale nuova Direttrice della Salute Mentale dell’OMS a Ginevra, è stata eletta Devora Kestel, psicologa formatasi a Trieste e che ha lavorato nelle cooperative sociali di Trieste e di Udine. Si tratta della seconda “triestina” dopo Benedetto Saraceno.

Programma:

Sarà possibile visitare i luoghi/attività del Centro Diurno diffuso, presso l’ex Padiglione M, l’ex Padiglione I e l’ex Padiglione G.

Nello specifico si propone il seguente percorso:

Casetta I (ex-padiglione I)

dalle 14 alle 18

· Laboratorio di cinema: postazioni video sulle attività del Centro Diurno Diffuso del Dipartimento di Salute Mentale, e altri video\film sulla deistituzionalizzazione - a cura dell'Associazione di Promozione Sociale NADIR Pro e la Cooperativa IG.

· presentazioni e performances dei laboratori Pittura del Benessere e Gruppo Elica per l'elaborazione di strategie artistiche\artigianali nei luoghi pubblici – a cura dell'Associazione di Promozione Sociale NADIR Pro.

· percorso formativo “Stigma e Empowerment”- progetto sperimentale internazionale dell'Empowerment College costruito in base alla co-produzione tra esperti per professione ed esperti per esperienza diretta di disagio mentale- Ospiti Microarea di Zindis, Gorizia e Monfalcone.

dalle 15 alle 18

· conoscenza del progetto Book Media Crossing – a cura dell'Associazione di Promozione Sociale NADIR Pro.

dalle 14 alle 16

· visita del laboratorio Il Giardino Musicale. Incontro con i musicisti.

 

Cantieri Sociali (Ex padiglione M)

· Museo multimediale Oltre il Giardino a cura della Cooperativa La Collina

· Laboratorio Multimediale Head Mad Lab a cura della Cooperativa Duemilauno-Agenzia Sociale

· Laboratorio di ceramica SAMOS – a cura della Cooperativa Duemilauno-Agenzia Sociale

· Radio Fragola - programmazione non stop a cura della Cooperativa La Collina

· Palestra – presentazione del Programma “Mens sana in corpore sano”

Ore 16 – ex Pad “G”

Presentazione del Servizio “Salute Mentale Giovani”

Si tratta di un servizio, di recente sperimentazione, rivolto ad adolescenti e giovani adulti (tra i 15 e i 25 anni) con problematiche legate al disagio psichico, aperto dalle 9 alle 20 dal lunedì al venerdì, realizzato in collaborazione tra Distretti, DSM e Dipartimento delle Dipendenze, che al suo interno ospita un Centro Diurno che offre diverse attività terapeutiche e riabilitative nonché di promozione alla salute. Tra le diverse opportunità offerte vi sono incontri di gruppo con i ragazzi, con i genitori, attività di stimolazione cognitiva, sportive, musicali, culturali, laboratori artistici ed espressivi. Vi si organizzano percorsi rivolti all’acquisizione di stili di vita salutari, percorsi di inclusione sociale, momenti di socializzazione, gite al mare, in montagna ed in luoghi naturalistici. Vengono garantiti percorsi di supporto alla continuità di cura tra servizi per l’età evolutiva e quelli per l’età adulta, percorsi di contrasto al ritiro sociale, alla solitudine creata dall’uso eccessivo di modalità di comunicazione virtuale ed all’abbandono scolastico.

Ore 16.30: possibilità di seguire Rai 1, “La vita in diretta”

Ore 17.30 – ex Pad “G”

Informazioni sulle attività internazionali del Centro Collaboratore dell’OMS, DSM di Trieste.

Il DSM, Centro Collaboratore dell’OMS, che è stato recentemente re-designato tale anche per il quadriennio 2018-20120, presenterà i progetti con Los Angeles, con il Governo dell’Argentina, con l’India etc.

Ago 28

Pubblicato il bando per la selezione per i volontari da impiegare in progetti di servizio civile nazionale in Italia e all’estero. La domanda di ammissione dovrà pervenire direttamente all’ente.
La data di scadenza è il 28 settembre 2018 (in caso di consegna a mano entro le ore 18:00).
La domanda deve essere firmata e predisposta esclusivamente sul fac simile allegato (all. 3) attenendosi scrupolosamente alle indicazioni in essa inserite, accompagnata da fotocopia di documento di identità valido e corredata dall’allegato 4 (dichiarazione titoli) e dall’informativa sulla privacy (all. 5)
La domanda va consegnata esclusivamente secondo le seguenti modalità:
– a mano
– raccomandata A/R
– posta elettronica certificata (PEC) di cui è titolare l’interessato
Si ricorda che è possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di Servizio Civile Nazionale, da scegliere tra quelli inseriti nel bando, pena l’esclusione.
I requisiti per presentare domanda:
Ad eccezione degli appartenenti ai corpi militari ed alle forze di polizia, possono partecipare alla selezione i giovani, senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il 18° anno e non superato il 28° anno di età, in possesso dei seguenti requisiti:
– cittadini italiani
– cittadini degli altri Paesi dell’Unione Europea;
– cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia;
– non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materia esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.
I requisiti di partecipazione devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e, ad eccezione del limite di età, mantenuti sino al termine del servizio.

 

 

Ago 28

A seguito delle polemiche dei giorni scorsi sulla presenza dei richiedenti asilo lungo le rive cittadine, come persone che lavorano nell'accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati a Trieste vogliamo fare alcune precisazioni.

Esiste a Trieste un sistema strutturato di accoglienza in grado di attivarsi tempestivamente e in maniera organizzata in circostanze di emergenza come tra il 23 e il 25 agosto, quando gli arrivi si sono intensificati. In questa occasione abbiamo individuato, in poco più di 24 ore, 50 posti letto oltre a quelli ordinariamente previsti per l'accoglienza dei richiedenti asilo.

Esiste a Trieste un sistema locale, frutto di un lavoro quotidiano serio, organizzato e trasparente, le cui procedure e modalità di controllo sono state messe a punto progressivamente fin dal 2011, grazie a un impegno congiunto con la Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Trieste e, fino al 2016, anche con il Comune di Trieste, che aveva sino ad allora piena titolarità di azione come soggetto attuatore degli interventi di accoglienza e protezione di tutti i richiedenti asilo presenti sul territorio.

A far funzionare questo complesso sistema sono moltissimi lavoratori, preparati e presenti che, adempiendo al proprio mandato, cercano di rispondere velocemente e nel migliore dei modi proprio per far sì che, se ci sono persone che dormono per strada, ciò si verifichi almeno per un tempo brevissimo. Il sistema funziona ma devono combaciare tempi di arrivo, sistemazioni di “emergenza”, trasferimenti ad altra destinazione o inserimenti nell'accoglienza: questo talvolta non si verifica e anche un meccanismo così ben congegnato si inceppa.

Troviamo offensivo e molto poco rispettoso tutto questo parlare dei “soldi buttati per l'accoglienza” e chiediamo alle istituzioni di questa città almeno di riconoscere il lavoro che viene svolto quotidianamente e di non condannarlo se si verificano situazioni straordinarie come le attuali.

Se poi la richiesta a chi lavora nell'accoglienza è quella di indovinare il momento in cui gli arrivi si intensificheranno o di presagire quando i colli di bottiglia congestioneranno il sistema lasciando persone per strada, va da sé quale possa essere l'unica risposta possibile.

A proposito delle poche persone già inserite nell'accoglienza che sono state trovate sulle rive, è difficile pensare che preferiscano il marciapiede a una casa, se non per restare vicino a persone care, che – appena arrivate – una casa non ce l'hanno ancora.

Ics Ufficio Rifugiati Onlus
Caritas Trieste
La Collina Cooperativa Sociale
Lybra Cooperativa Sociale Onlus
Cooperativa Duemilauno Agenzia Sociale - CIDR Udine

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