Giu 19

sabato 23 giugno torna il Falò di San Giovanni, la tradizionale festa dei propiziatori falò di San Giovanni. La giornata si colloca a conclusione di una serie di manifestazioni promosse dal Dipartimento di Salute Mentale. Per l'occasione Il Posto delle Fragole sarà aperto con delle proposte  enogastronomiche particolari e la festa FYAH - Trieste Official Overjam Preparty - Dub Reggae Dancehall al termine del falò.

"Carissimi,

è bello sottolineare come la festa del Falò di San Giovanni - in calendario, nel parco omonimo, a partire dal 1979, ogni 23 giugno - grazie all' impegno del Centro Diurno Diffuso del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste\A.S.U.I.TS, dei volontari dell'Associazione Franco Basaglia e del Servizio Civile Nazionale; con la collaborazione e l'aiuto di altri diversi soggetti - Pro Loco San Giovanni Cologna, cooperative sociali, associazioni e gruppi di danza, associazioni e gruppi laboratoriali artistici-creativi-espressivi-ricreativi, amici e altri simpatizzanti vari (Vedi sul volantino allegato elenco dettagliato del programma e delle collaborazioni)- si è potuta organizzare, anche quest'anno, ricca di eventi, rinnovando una voglia di partecipazione che ha confermato il fatto che l'iniziativa è percepita quale particolare "valore d'uso culturale" a cui molti cittadini si sentono legati.
Qualcuno riflette su questo senso di appartenenza: l'evento è percepito come l'epica festa primigenia del luogo liberato dall'obbrobrio della segregazione e restituito alla vita della comunità.
E' vero che, tantissimi fra gli "habituè" di quello che oggi si chiama "Parco culturale di San Giovanni", già quando arriva il primo maggio, cominciano puntualmente a chiedere: "Allora, cossa se fa sto anno pei Foghi?!".
Forse questa festa è tanto amata anche perchè, per prima, viene identificata e ricordata quale ricorrente iniziativa pubblica che sancisce l'integrazione dell'ex manicomio con la città, non un mero fatto folkloristico, bensì un esemplificativo "modus operandi" al servizio della salute mentale della collettività: un tradizionale momento d'incontro, un aperto e vivace laboratorio di scambi e convivenze, alla semplice luce del fuoco e della luna, nel verde profumato dai fiori...alla ricerca di un possibile benessere comune.

A seguito della recinzione ed interdizione - causa inquinamento riscontrato nel prato di fronte alle casette "V" e "Z" - l'accensione del fuoco si è dovuta, da vari anni, limitare in spazi molto più ridotti, adattando le dimensioni del falò a valore simbolico e sacrificando l'evocatività del grande cerchio umano danzante intorno ad esso. Facendo di necessità virtù, ci si è inventati via, via piccole o grandi creazioni fantasiose o fantastiche, caricate di significati, a volte, semplicemente attraverso la personalizzazione di foglietti contenenti invocazioni, sogni, speranze, paure, desideri... una sorta di "affido al totem", nell'archètipo del rito condiviso; segnali di riconoscimento nel momento d'incontro nella festa inteso come uno fra gli elementi, non ultimo anche quello empatico, fondanti processi costitutivi d'identità soggettiva e sociale.

Il 2018 vede maturare un quarantennio dalla nascita della legge di riforma psichiatrica italiana - la legge 180 - indirizzata e determinata dal pensiero e dall'opera di Franco Basaglia; perciò la festa, costituendo, tra l'altro, momento conclusivo del convegno internazionale "40#180 DEMOCRAZIA E SALUTE MENTALE DI COMUNITA'", sarà in particolare ispirata a tale anniversario, proponendo estratti dagli scritti di Basaglia stesso e di sua moglie Franca Ongaro, oltre ad allestimenti, opere artistiche e gigantesche immagini video-fotografiche creati e dedicati dai laboratori che operano nel Centro Diurno Diffuso.
Unitamente alle esecuzioni che allieteranno la manifestazione con la loro musica dal vivo, numerosi i gruppi di danza che omaggeranno l'evento con la loro presenza.

L'ingresso è previsto in forma libera e gratuita.

Per concludere: pioggia e vento permettendo, buon Falò!

Gli organizzatori del Falò"

Giu 15

Il 20 giugno 1951 venne approvata la Convenzione sui Rifugiati da parte dell'Assemblea generale
delle Nazioni Unite. Per ricordare questo evento, dal 2001 ricorre, in questa data, la Giornata
Mondiale del Rifugiato. A ricordarlo è Gianfranco Schiavone, presidente dell'ICS – Ufficio
Rifugiati onlus: «Non si tratta di un'iniziativa locale ma internazionale, a cui Trieste aderisce anche
in virtù della sua particolare storia. La nostra città infatti è stata tra le capofila dello SPRAR
(Servizio Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati), e l'accoglienza diffusa è riconosciuta come
modello, non solo in Italia».
«Lo scopo dell'iniziativa – continua Schiavone – è richiamare l'attenzione sul diritto d'asilo,
garantito non solo da diritto internazionale ma anche dall'articolo 10 della nostra Costituzione».
Durante la conferenza stampa, che si è tenuta stamattina al Knulp, è stato poi esposto il programma
completo delle tre giornate di eventi:
16 GIUGNO (Molo Audace e piazza Barbacan)
ore 16.30, Molo Audace: volo degli aquiloni realizzati durante alcuni laboratori svolti a Trieste
dalla comunità di rifugiati insieme a scolaresche e anziani.
ore 18.30, piazza Barbacan, c/o Zufdynamic Bar , Combinè e Studio Sanchez Puyade:
inaugurazione della mostra “Mosul, scappando dal rumore delle macerie” del fotografo Giulio
Magnifico.
Ore 19.00, piazza Barbacan: musica a cura di Michael Petronio.
20 GIUGNO (Parco di San Giovanni)
ore 16.00, Parco di San Giovanni: laboratori di aquiloni, yoga, gara di orienteering, laboratori
artistici con Mini-Mu, henné, e molto altro.
ore 18.30: Assaggio di piatti non tipicamente italiani
ore 20.00: concerto di apertura di Chattoui Lachan, a seguire dalle ore 21.00 concerto di FREDDY
FRENZY & THE MAGAZIN ROOTS.
22 GIUGNO
Presentazione del libro “Il diritto d'asilo 2018. Accogliere, proteggere, promuovere, integrare” della
Fondazione Migrantes. Saluti della prefetto di Trieste Porzio e del Vescovo di Trieste Crepaldi.
Interverranno Cristina Molfetta, Gianfranco Schiavone e Maurizio Veglio.
Quest'ultimo evento è stato presentato da Don Amodeo, della Fondazione Caritas Trieste: «Si tratta
di un report della Fondazione Migrantes, fondazione della Chiesa cattolica italiana che si occupa di
chiunque si muova sul territorio. Non soltanto i rifugiati, quindi, ma anche settori di persone in
movimento come rom e sinti. Una parte significativa del testo è curata da Gianfranco Schiavone, e
ciò onora la città di Trieste». Don Amodeo ha poi sottolineato l'attenzione della Chiesa al fenomeno
dei rifugiati: «basti pensare che Papa Francesco ha cambiato il nome della “Giornata del Migrante”,
prevista il 14 gennaio, in “Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato”». E infine ha aggiunto:
«Parliamo di persone, non di numeri. Non esistono persone di serie A e di serie B, dovremmo avere
per tutti lo stesso rispetto».
La novità principale di quest'anno, all'interno delle iniziative per la Giornata Mondiale del
Rifugiato, è la campagna di sensibilizzazione #iostoconlaccoglienza. Viene presentata da
Gianfranco Schiavone (ICS): «lo scopo della campagna è richiamare l'attenzione sul valore
dell'accoglienza, attraverso la decostruzione di molti luoghi comuni sulle migrazioni. Si caratterizza
infatti per l'utilizzo di alcune parole-chiave – “sicurezza”, “paura”, “invasione”, “radici”,... – che
vengono riempite di nuovo senso». Alla campagna si può aderire online, utilizzando l'hashtag
#iostoconlaccoglienza e seguendo l'omonima pagina facebook.
«La campagna parte da Trieste – conclude Schiavone – ma siamo aperti alla partecipazione di ogni
realtà che voglia aderire».
La campagna è promossa da ICS, Fondazione Caritas Trieste, La Collina, Duemilauno agenzia
sociale, Lybra, e Acli Trieste.

Giu 06

Venerdì 8 giugno alle ore 16.00 presso l'aula magna della scuola media Ascoli (Via Mascagni, 9)
Siete tutti/e invitati/e a condividere i risultati del percorso che abbiamo fatto insieme per questo rione!

Presentiamo anche il libretto e il video nati da questa avventura.
Segue bicchierata presso il Francine Caffè (Via Signorini, 6) alle 18.30

Vi aspettiamo!

E poi, per chi vuole, ceniamo tutti insieme al Melting Pot (Via Colinelli, 3) alle 19.30
Prenotatevi entro il 6 giugno chiamandoci al 346.0470022
Aspettiamo le vostre prenotazioni!
Menù fisso a partire da 7,50€ a persona.

Per info ci trovate in giro per il rione
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Cell: 346.0470022

Organizzato da La Collina Cooperativa Sociale
In collaborazione con Azienda per l'Assistenza Sanitaria 2 Bassa Friulana Isontina, Ater Gorizia e Servizio Sociale dei Comuni (Unione Territoriale Intercomunale "Collio-Alto Isonzo)

Giu 05

Dal 21 al 23 maggio la cooperativa sociale La Collina e lo IAL FVG sono stati ospitati a Zavidovici dell'associazione "Ambasciata della Democrazia Locale a Zvidovici" nell'ambito del progetto europeo "Balkan Youth Development".
Il progetto europeo interviene con azioni dirette a potenziare il sistema di servizi sociali, soprattutto in campo educativo. Azioni rivolte ai giovani minorenni che vivono in aree rurali e periferiche o in realtà di disagio, emarginazione e carenza di risorse attraverso il coinvolgimento dell'associazionismo e del privato sociale analizzando i bisogni e promuovendo risposte coerenti alle esigenze del territorio promuovendo sia la rete istituzionale che i processi di partecipazione della cittadinanza.
Tale progetto, localizzato nell'area dei Balcani, si sviluppa anche nel comune di Zavidovici della Bosnia Erzegovina, comprende anche delle missioni di scambio di esperienze che, in questa occasione hanno coinvolto La Collina e lo IAL FVG per un confronto tra i modelli di servizi e per far in modo che si sviluppino forme di gestione pubblico-privato sociale necessarie per i paesi dell'area balcanica in quanto impegnati nell'adeguamento istituzionale richiesto nell'adesione all'Unione Europea.
Durante questo soggiorno abbiamo avuto modo di illustrare le attività della coop. soc. La Collina, nello specifico quelle della Microarea Zindis e di Radio Fragola e le attività formative dello IAL FVG.
Realtà inclusive come la Microarea e la Radio, in cui vengono valorizzate anche le persone più fragili, cercando di costruire insieme risposte positive sia per loro che per tutto il contesto in cui vivono, hanno molti punti in comune con l'associazionismo a Zavidovici.
In questi contesti risultano rilevanti le esperienze e le attività organizzate incentivando l'uso di buone pratiche, dinamiche inclusive e di realizzazione di sè sul proprio territorio. L'inclusione sociale ed educativa dei giovani nell'area dei Balcani come in Friuli Venezia Giulia è un punto centrale al fine di costruire una rete di esperienze che possano rappresentare un riferimento nei processi di riforma in corso dal punto di vista sia legislativo che organizzativo. In modo da vivere attivamente il proprio territorio e non da intenderlo solo come un luogo da cui emigrare.
Abitanti e giovani sono i protagonisti del sviluppo del territorio: a Zavidovici l'inclusione giovanile si attua attraverso la partecipazione attiva e volontaria di giovani che realizzano attività rivolte all'infanzia, ai disabili e alle donne provenienti da dinamiche di violenza domestica.

Durante la permanenza, oltre a un interessante confronto con l'assessore alle politiche sociali, abbiamo avuto modo di conoscere e vedere in azione le principali attività promosse dall' associazione "Ambasciata della democrazia locale a Zvidovici". Le attività sono le seguenti, diverse tra loro ed afferenti a diverse associazioni del territorio, ma sempre in rete tra loro:
- l'associazione "Cecker", che si occupa di progettualità rivolte ai bambini tra cui: "Ludobus" furgoncino che, muovendosi nelle zone rurali, realizzazione attività ludico/educative per i bambini; ed il progetto "Starni Vari" che si occupa di realizzare interventi ricreativi in estate per i bambini;
- l'associazione "Little Mermaid" fornisce materiali e attività rivolti ai bambini con disabilità, autogestendo una struttura arredata da loro appositamente per bambini con disabilità e per le loro famiglie in modo da avere un luogo in cui confrontarsi con educatori e specialisti;
- l'associazione "Sigurno Mjesto" che si occupa di supporto alle donne vittime di violenza domestica, realizzando sia interventi di prevenzione nelle scuole che attività laboratoriali e di supporto.
Ci siamo salutati arricchiti e intenzionati a sviluppare cooperazioni future, in un'ottica di sviluppo di pratiche comunitarie che influiscano positivamente sulla vita di tutti e in particolare su quella dei più giovani e di chi vive in situazioni di disagio.

Giu 01

Dalla collaborazione tra la cooperativa sociale La Collina, il CSM di Gorizia, la pasticceria L’Oca Golosa e La Chef Mobile è nato Social Cooking Lab, un progetto articolato in 8 incontri di informazione e condivisione tra appassionati del mondo culinario, e non solo. Social cooking Lab vuole offrire ai cittadini un ambiente accogliente in cui socialità ed esperienza culinaria, mescolandosi, possono dar vita ad un prodotto unico e speciale.
Gli incontri si svolgeranno presso la cooperativa sociale Arcobaleno e, durante l’ultima serata, sarà organizzato un rinfresco aperto agli abitanti del rione di Campagnuzza.

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