Ott 13

Torna Fe' Ste Feste Festival con una terza edizione tutta da scoprire. Da ottobre a maggio, a metà “più o meno” di ogni mese, gli spazi del Posto delle Fragole saranno trasformati in una vera e propria galleria con installazioni, opere pittoriche e fotografiche accompagnate ogni volta da una band d’eccezione. Unire l’arte alla musica, dando vita a un evento dove estro, emozione e sonorità ricercate la fanno da padroni è l'obiettivo della rassegna. 8 appuntamenti per tutti i gusti e le età: dal jazz all'hip hop passando per la musica d'autore, dalla pittura ad installazioni con materiali quotidiani. Si comincia sabato 14 ottobre alle 21.00 con la personale dell’artista triestino Francesco Demundo e il concerto di Moahmmed Chang. tutti gli eventi sono ad ingresso libero

Fè Ste Feste Festival è un evento ideato e organizzato dalla Cooperativa Sociale La Collina. Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito e si svolgono al Posto delle Fragole.

Ott 10

Non c’è due senza tre !!! Terza edizione di Fè Ste Feste Festival, l’appuntamento mensile con arte e musica al Posto delle fragole nel Parco di San Giovanni a Trieste. A partire da ottobre fino a maggio, a metà “più o meno” di ogni mese, gli spazi del Posto delle Fragole saranno trasformati in una vera e propria galleria con installazioni, opere pittoriche e fotografiche accompagnate ogni volta da una band d’eccezione.

Si comincia sabato 14 ottobre alle 21.00 con la personale dell’artista triestino Francesco Demundo.

È nella tattilità dei materiali impiegati che ritroviamo lo spirito più profondo dell’opera di Francesco Demundo. E l’ironia (di un’immagine piegata al suo volere o di un titolo a sottolinearne il significato) fa da cornice a questa testimonianza e, in qualche modo, la completa.

Nel recupero del relitto e dello scarto, e nella casualità di questi incontri polimaterici, non c’è una vera estasi estetica, ma, piuttosto, ritroviamo un muro e un limite da intendere come coscienza antagonista al vuoto sconosciuto dell’abisso e del precipizio. In questo modo, la parte nota della storia, si fa perimetro e diviene un argine che ci permette di sopravvivere all’ingorda fame della devastazione.

A seguire il concerto dei Mohammed Chang.

Ottima attività svolta con suoni indefiniti da un eptetto di nuovi talenti. Ecco una band d’incontri … Mohammed Chang, cuore che non mente, parente del Dalài Bilama, progenitore e succube dell’heavy—mental, vi porterà in una fantastica foresta solo per il gusto d’abbandonarvicisivi.
Scaturìtevene!
dove il 5 incontra l’11…
(e no xé vìa Massimo D’Azeglio)


Fè Ste Feste Festival è un evento ideato e organizzato dalla Cooperativa Sociale La Collina. Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito e si svolgono al Posto delle Fragole.

Giu 13

Nel 1977 Al Di Meola, chitarrista italo-americano affermatosi a cavallo tra gli anni ‘70 e ’80 e famoso per i suoi lavori jazz-fusion, pubblica Elegant Gypsy. Da qui l'omaggio e la reinterpretazione dei suoi brani a cura del quartetto Elegant Gypsy Fusion Band. Venerdì 16 giugno alle ore 21 non perdete il loro concerto a Il Posto delle Fragole.


Gli Elegant Gypsy Fusion Band: band strumentale di recente formazione. Reinterpretare i brani di Al Di Meola è un banco di prova impegnativo per quattro musicisti uniti non solo dalla passione per questo grande artista, ma anche da solidi legami personali: Lucio Zanella (basso elettrico) e Luca Zanella (chitarra elettrica) padre e figlio, entrambi talentuosi musicisti, per la prima volta fianco a fianco in un progetto musicale; Cristiano Devitor (chitarra semiacustica), in passato allievo di Lucio Zanella ha ora l’onore di condividere con lui i tecnicismi di questo funambolico repertorio e Diego Primosi (percussioni), musicista dalla straordinaria sensibilità e professionalità porta all'insieme la giusta amalgama con classe e creatività.

Il concerto è ad ingresso libero

Giu 05

Giovedì 8 giugno alle 20.00 “Strawberry Food & Wine” dedicato ai poco conosciuti vini bianchi del Piemonte. Tre straordinari vini prodotti da vitigni autoctoni del Piemonte da abbinare con un ricco menù terra e mare, oppure uno squisito vegetariano.

Il Piemonte, lo sappiamo, è terra di grandi rossi, Nebbioli e Barbere, Barolo, Barbaresco e Gattinara, etc. E i bianchi piemontesi, questi sconosciuti e bistrattati? Esistono! E in molti casi sono eccellenti! L'idea è dunque quella di presentare tre vini bianchi da vitigni autoctoni del Piemonte, ritornati agli onori delle cronache enologiche negli ultimi decenni grazie alla volontà di alcuni viticoltori di ridare valore alle produzioni strettamente locali e facendo scuola alle nuove generazioni di vignaioli. Quelli presentati sono inoltre vini ancor più speciali perché prodotti da aziende che hanno deciso di non trattate le loro uve in maniera convenzionale, e di abbandonare l'utilizzo di prodotti chimici sia in vigna che in cantina, lasciando che il territorio e l'annata si esprimano in maniera del tutto naturale.
Partiamo dal primo, Gavi DOCG 2016 di La Raia di Novi Ligure (AL), un bianco da uve Cortese fresco e vivace, che nasce sulle colline del Gavi da agricoltura biodinamica, elegante ed equilibrato, perfetto per introdurre la serata e accompagnare l'antipasto del nostro Chef.
Il secondo è il Derthona 2014 di Andrea Tirelli, vino bianco da uve Timorasso che crescono sui colli tortonesi, precisamente Costa vescovato (AL) dove Andrea fa vino dal 2002, quando ancora giovanissimo ha deciso di trasformare la sua passione in professione. Una scelta coraggiosa, soprattutto in un territorio periferico del Piemonte, senza celebri denominazioni, con rese basse, che tuttavia è stata premiata dalla riuscita del suo bianco di punta, questo Derthona appunto, non filtrato e prodotto con breve macerazione sulle bucce che ne aumenta la struttura e il frutto al palato. Per palati curiosi.
Stessa scelta senza compromessi anche per il terzo bianco, Grano di Sale 2015 di Giulia Gonella a San Martino Alfieri (AT), dove Giulia ha preso il timone delle vigne paterne e da due anni produce questo bianco da uve Arneis, che in dialetto locale significa "scontroso". Ed in effetti quest'uva un po' scontrosa lo è, non facile da coltivare è principalmente nota per bianchi freschi e beverini. Ma la vignaiola in questione ha deciso di stravolgere questi canoni, ottenendo un bianco di grande carattere ed un'alcolicità importante, con un bellissimo colore dorato dato da breve macerazione sulle bucce, fruttato e ammandorlato, ma allo stesso tempo sapido, come l'acqua marina che occupava quella zona dell'astigiano in epoche passate e della quale ora rimangono tracce nei fossili che Giulia trova in vigna. Da qui il nome del suo vino, quasi da meditazione, o come perfetta conclusione della nostra cena!

Due ricchi menù, uno terra e mare, l’altro vegetariano, assolutamente imperdibili.


CENA ABBINAMENTO GIOVEDÌ 8 GIUGNO

- Sformato di zucchine e montasio, con salsa allo zafferano

Gavi DOCG 2016 Az. Agr. La Raia


- Fagottino di crespella con salmone, porri e robiola, su crema di ceci

Derthona 2014 Az. Agr. Andrea Tirelli


- Bocconcini di rana pescatrice in crosta di corn flakes con salsa al mango, spinacini saltati

Grano di Sale 2015 Az. Agr. Giulia Gonella


- Cheesecake ai frutti di bosco


VARIANTE VEGETARIANA

- Sformato di zucchine e montasio, con salsa allo zafferano


- Fagottino di crespella con robiola, porri, pomodorini e olive taggiasche


- Quiche con spinacini, cipollotto caramellato e granella di mandorle, salsa al mango


- Cheesecake ai frutti di bosco


Costo della serata € 30, con piatti, vini, acqua, caffè e coperto inclusi

Per informazioni e prenotazioni: Tel. +39 040 578777 E-Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Mag 22

Si conclude il percorso tra la filosofia e la pittura al Posto delle Fragole. Domenica 28 maggio alle 10.30, il filosofo Alessandro Di Grazia ci accompagnerà nell’ultimo viaggio di suggestioni pittoriche alla ricerca del pensiero di un maestro dell’arte. In questo nuovo incontro si parlerà del pittore “Dublinese maledetto” del Novecento Francis Bacon.

“Penso che l`arte sia un’ossessione per la vita e, dato che siamo esseri umani, la nostra più grande ossessione è quella per noi stessi. Secondariamente ci sono gli animali, poi i paesaggi”
Pittore esistenziale ai limiti della patologia estetica, maestro della defigurazione o della deformità, Francis Bacon nacque in una clinica di Dublino da genitori inglesi. Era un bambino estremamente timido, sempre ammalato e soggetto a violente allergie e crisi d’asma. Adorava vestirsi da donna, indossando gli indumenti intimi della madre. La sua evidente omosessualità faceva infuriare suo padre, capitano dell’esercito britannico in pensione, che era solito punirlo anche duramente e che infine lo cacciò di casa. A sedici anni si trasferì a Londra, quindi a Berlino, dove conobbe il realismo di Grosz, Dix e Beckmann, e infine a Parigi, città in cui iniziò a dipingere disegni ed acquarelli d’ispirazione cubista sotto l’influenza di Picasso. Nel 1928 rientrò a Londra dipingendo e lavorando come decoratore, illustratore e interior designer. Dopo i primi lavori degli anni 30 che già rivelavano un interesse per l’ambiguità della trama figurativa, fu nel decennio successivo che avvenne la sua consacrazione ufficiale di artista, al fianco di Henry Moore e Graham Sutherland. Il nuovo corso della sua pittura si aprì nel 1944 con i Tre studi di figure per la base di una crocifissione che sconcertarono il pubblico con le loro inquietanti figure. I lavori dei decenni successivi segnarono un ulteriore approfondimento della sua spietata analisi della condizione umana, da cui emergeva la visione di un uomo distorto e sfigurato. L’opera di Bacon, caratterizzata da una violenta carica espressionistica che è stata formalmente accostata a Van Gogh e Munch, ha esercitato un forte influsso sui pittori delle generazioni successive, specie su quelli della cosiddetta nuova figurazione.

 

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