Giu 13

Nel 1977 Al Di Meola, chitarrista italo-americano affermatosi a cavallo tra gli anni ‘70 e ’80 e famoso per i suoi lavori jazz-fusion, pubblica Elegant Gypsy. Da qui l'omaggio e la reinterpretazione dei suoi brani a cura del quartetto Elegant Gypsy Fusion Band. Venerdì 16 giugno alle ore 21 non perdete il loro concerto a Il Posto delle Fragole.


Gli Elegant Gypsy Fusion Band: band strumentale di recente formazione. Reinterpretare i brani di Al Di Meola è un banco di prova impegnativo per quattro musicisti uniti non solo dalla passione per questo grande artista, ma anche da solidi legami personali: Lucio Zanella (basso elettrico) e Luca Zanella (chitarra elettrica) padre e figlio, entrambi talentuosi musicisti, per la prima volta fianco a fianco in un progetto musicale; Cristiano Devitor (chitarra semiacustica), in passato allievo di Lucio Zanella ha ora l’onore di condividere con lui i tecnicismi di questo funambolico repertorio e Diego Primosi (percussioni), musicista dalla straordinaria sensibilità e professionalità porta all'insieme la giusta amalgama con classe e creatività.

Il concerto è ad ingresso libero

Giu 05

Giovedì 8 giugno alle 20.00 “Strawberry Food & Wine” dedicato ai poco conosciuti vini bianchi del Piemonte. Tre straordinari vini prodotti da vitigni autoctoni del Piemonte da abbinare con un ricco menù terra e mare, oppure uno squisito vegetariano.

Il Piemonte, lo sappiamo, è terra di grandi rossi, Nebbioli e Barbere, Barolo, Barbaresco e Gattinara, etc. E i bianchi piemontesi, questi sconosciuti e bistrattati? Esistono! E in molti casi sono eccellenti! L'idea è dunque quella di presentare tre vini bianchi da vitigni autoctoni del Piemonte, ritornati agli onori delle cronache enologiche negli ultimi decenni grazie alla volontà di alcuni viticoltori di ridare valore alle produzioni strettamente locali e facendo scuola alle nuove generazioni di vignaioli. Quelli presentati sono inoltre vini ancor più speciali perché prodotti da aziende che hanno deciso di non trattate le loro uve in maniera convenzionale, e di abbandonare l'utilizzo di prodotti chimici sia in vigna che in cantina, lasciando che il territorio e l'annata si esprimano in maniera del tutto naturale.
Partiamo dal primo, Gavi DOCG 2016 di La Raia di Novi Ligure (AL), un bianco da uve Cortese fresco e vivace, che nasce sulle colline del Gavi da agricoltura biodinamica, elegante ed equilibrato, perfetto per introdurre la serata e accompagnare l'antipasto del nostro Chef.
Il secondo è il Derthona 2014 di Andrea Tirelli, vino bianco da uve Timorasso che crescono sui colli tortonesi, precisamente Costa vescovato (AL) dove Andrea fa vino dal 2002, quando ancora giovanissimo ha deciso di trasformare la sua passione in professione. Una scelta coraggiosa, soprattutto in un territorio periferico del Piemonte, senza celebri denominazioni, con rese basse, che tuttavia è stata premiata dalla riuscita del suo bianco di punta, questo Derthona appunto, non filtrato e prodotto con breve macerazione sulle bucce che ne aumenta la struttura e il frutto al palato. Per palati curiosi.
Stessa scelta senza compromessi anche per il terzo bianco, Grano di Sale 2015 di Giulia Gonella a San Martino Alfieri (AT), dove Giulia ha preso il timone delle vigne paterne e da due anni produce questo bianco da uve Arneis, che in dialetto locale significa "scontroso". Ed in effetti quest'uva un po' scontrosa lo è, non facile da coltivare è principalmente nota per bianchi freschi e beverini. Ma la vignaiola in questione ha deciso di stravolgere questi canoni, ottenendo un bianco di grande carattere ed un'alcolicità importante, con un bellissimo colore dorato dato da breve macerazione sulle bucce, fruttato e ammandorlato, ma allo stesso tempo sapido, come l'acqua marina che occupava quella zona dell'astigiano in epoche passate e della quale ora rimangono tracce nei fossili che Giulia trova in vigna. Da qui il nome del suo vino, quasi da meditazione, o come perfetta conclusione della nostra cena!

Due ricchi menù, uno terra e mare, l’altro vegetariano, assolutamente imperdibili.


CENA ABBINAMENTO GIOVEDÌ 8 GIUGNO

- Sformato di zucchine e montasio, con salsa allo zafferano

Gavi DOCG 2016 Az. Agr. La Raia


- Fagottino di crespella con salmone, porri e robiola, su crema di ceci

Derthona 2014 Az. Agr. Andrea Tirelli


- Bocconcini di rana pescatrice in crosta di corn flakes con salsa al mango, spinacini saltati

Grano di Sale 2015 Az. Agr. Giulia Gonella


- Cheesecake ai frutti di bosco


VARIANTE VEGETARIANA

- Sformato di zucchine e montasio, con salsa allo zafferano


- Fagottino di crespella con robiola, porri, pomodorini e olive taggiasche


- Quiche con spinacini, cipollotto caramellato e granella di mandorle, salsa al mango


- Cheesecake ai frutti di bosco


Costo della serata € 30, con piatti, vini, acqua, caffè e coperto inclusi

Per informazioni e prenotazioni: Tel. +39 040 578777 E-Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Mag 22

Si conclude il percorso tra la filosofia e la pittura al Posto delle Fragole. Domenica 28 maggio alle 10.30, il filosofo Alessandro Di Grazia ci accompagnerà nell’ultimo viaggio di suggestioni pittoriche alla ricerca del pensiero di un maestro dell’arte. In questo nuovo incontro si parlerà del pittore “Dublinese maledetto” del Novecento Francis Bacon.

“Penso che l`arte sia un’ossessione per la vita e, dato che siamo esseri umani, la nostra più grande ossessione è quella per noi stessi. Secondariamente ci sono gli animali, poi i paesaggi”
Pittore esistenziale ai limiti della patologia estetica, maestro della defigurazione o della deformità, Francis Bacon nacque in una clinica di Dublino da genitori inglesi. Era un bambino estremamente timido, sempre ammalato e soggetto a violente allergie e crisi d’asma. Adorava vestirsi da donna, indossando gli indumenti intimi della madre. La sua evidente omosessualità faceva infuriare suo padre, capitano dell’esercito britannico in pensione, che era solito punirlo anche duramente e che infine lo cacciò di casa. A sedici anni si trasferì a Londra, quindi a Berlino, dove conobbe il realismo di Grosz, Dix e Beckmann, e infine a Parigi, città in cui iniziò a dipingere disegni ed acquarelli d’ispirazione cubista sotto l’influenza di Picasso. Nel 1928 rientrò a Londra dipingendo e lavorando come decoratore, illustratore e interior designer. Dopo i primi lavori degli anni 30 che già rivelavano un interesse per l’ambiguità della trama figurativa, fu nel decennio successivo che avvenne la sua consacrazione ufficiale di artista, al fianco di Henry Moore e Graham Sutherland. Il nuovo corso della sua pittura si aprì nel 1944 con i Tre studi di figure per la base di una crocifissione che sconcertarono il pubblico con le loro inquietanti figure. I lavori dei decenni successivi segnarono un ulteriore approfondimento della sua spietata analisi della condizione umana, da cui emergeva la visione di un uomo distorto e sfigurato. L’opera di Bacon, caratterizzata da una violenta carica espressionistica che è stata formalmente accostata a Van Gogh e Munch, ha esercitato un forte influsso sui pittori delle generazioni successive, specie su quelli della cosiddetta nuova figurazione.

 

Mag 12

Imperdibile appuntamento di maggio con Fè Ste Feste Festival: sabato 13 maggio alle ore 20.00 inaugurazione della personale del fotografo Nino Gaudenzi dal titolo Street Photography: “The beginning of work”. Una serie di scatti divisi in 8 tipologie di soggetto. Ogni Tema nasce in maniera autonoma senza alcuna preparazione preliminare, vedendo solo a lavoro finito analogie tra scatti fatti a distanza di tempo ed in luoghi diversi. Il modo di fotografare di Nino si può racchiudere in questa frase: “Per me scattare una foto è escludere tutto il resto del mondo dalla mia lente.”
A seguire il concerto dei Sunday Band. Tiziano, Maddy, Save e Gabriele vi stupiranno con il loro scoppiettante repertorio rock e blues di covers e canzoni riarrangiate. 


NINO GAUDENZI
Si appassiona alla fotografia sin da ragazzo, accompagnando il padre Renato nelle sue passeggiate “fotografiche” in città , sul carso e nel vicino Friuli. Dal padre impara i primi “segreti“ fondamentali ed ha la fortuna di introdursi nel mondo della fotografia utilizzando una macchina Reflex Olimpus manuale, pertanto obbligato a centellinare gli scatti, visti anche i costi dei materiali di consumo (anni ’70-80 …. Rullino e stampe o diapo, niente computer, niente schede di memoria: Ne apprezza particolarmente “l’insieme di regole” che permette di raggiungere il risultato e la pazienza necessari a trovare il momento giusto (molto simili al pescatore in riva al fiume).
Non trovando, all’epoca, abbastanza stimolante la scuola, si avvia giovanissimo al lavoro, e altrettanto giovane costruisce la famiglia; proprio la moglie Manuela, ne primi anni ‘90 gli regala la prima macchina fotografica “quasiseria”: una NIKON F801. Nino sviluppa particolare piacere a fotografare composizioni “essenziali” e/o “street” ricevendo spesso complimenti da amici e conoscenti per la capacità di cogliere l’inquadratura.
Dopo alcuni piacevoli anni con la NIKON, lavoro e famiglia costringono Nino a rinunciare momentaneamente al suo hobby; deve cedere l’attrezzatura e dedicarsi ad altro.
Ma la passione non sopisce, e già agli inizi degli anni 2000 cerca di portarsi in eventuali viaggi e vacanze la macchina fotografica del padre o del fratello; poco dopo acquista una prima compattina con zoom Panasonik con la quale inizia a riprendere confidenza con la voglia di hobby fotografico. Nel frattempo è arrivata l’era del digitale, la possibilità di archiviare migliaia di immagini, e di usare il computer. Nino ha sviluppato negli anni una certa famigliarità con l’uso del computer, grazie alla passione per i giochi ma anche per lavoro, quindi coglie subito la duttilità dei nuovi strumenti per la fotografia.
Finalmente, (2013-2014) in occasione del 25° anniversario di nozze + 50° compleanno, Nino entra in possesso di una attrezzatura fotografica dignitosa. La passione riesplode, e già in occasione del viaggio di anniversario rientra con quasi 4000 foto. 
Negli ultimi 3 anni Nino ha collezionato oltre 30000 foto, trovando particolare attitudine allo stile “street”, e lavorando tutte le foto che poi pubblica su social FB e sul sito JUZA, in post produzione al computer. Monta e produce anche alcuni filmati-raccolta con sottofondo musicale. Alcuni colleghi fotoamatori gli dicono che ormai ha uno “stile” riconoscibile, e questo per Nino è motivo di grande orgoglio. Dal 2016 entra a far parte del Circolo Fotografico Triestino.

SUNDAY BAND 

La Sunday band nasce dall'incontro di Gabriele Starini alla batteria, Saverio Gaglianese al basso e Tiziano Bole. Tre musicisti con backgrounds musicali diversi che si incontrano a Trieste alle jam sessions della domenica del Round Midnight e all'Antico Spazzacamino. Proprio come in una jam session il repertorio è molto vario e cambia di volta in volta come cambiano le collaborazioni. In questa concerto proporranno un repertorio rock e blues di covers e canzoni riarrangiate per l'originale voce di Maddalena Murano che ha già collaborato con loro in altre situazioni. 

Fè Ste Feste Festival è un evento ideato e organizzato dalla cooperativa sociale La Collina. Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito e si svolgono al Posto delle Fragole.

Mag 03

Terzo imperdibile appuntamento con percorso culturale tra la filosofia e la pittura al Posto delle Fragole. Domenica 14 maggio alle 10.30, il filosofo Alessandro Di Grazia ci accompagnerà in un nuovo viaggio di suggestioni pittoriche alla ricerca del pensiero di un maestro dell’arte.

In questo nuovo incontro si parlerà del pittore ed acquafortista olandese del seicento Rembrandt.

Rembrandt fu uno dei più importanti artisti del secolo d'oro olandese e della pittura, non solo del XVII secolo ma di tutta la storia dell'arte occidentale. Dopo che gli furono attribuiti centinaia di dipinti, i ricercatori moderni hanno ristretto la sua produzione a circa 300 dipinti, di cui quasi 100 autoritratti, a cui va ad aggiungersi un migliaio di disegni. Rembrandt è un pittore tra i più profondamente personali; non solo in riferimento ai numerosi autoritratti, ma al suo stile emozionante e libero da convenzioni, e straordinario nella realizzazione. I suoi capolavori, come La ronda di notte, o anche opere precedenti, come la Lezione di anatomia del dottor Tulp, sono tra le pietre miliari della grande pittura dell'età dell'oro olandese.

Questi incontri di pratiche filosofiche e pittura hanno come titolo Dal corpo alla carne: l'auto rappresentazione del soggetto nella pittura occidentale.

Attraverso l'osservazione e l'analisi di alcune famosissime opere della pittura occidentale il laboratorio si prefigge di mettere in evidenza in quale modo l'immagine del soggetto si sia trasformata durante lo sviluppo della cultura europea.

L’ultimo appuntamento con il filosofo Alessandro Di Grazia è previsto per il 28 maggio, dove si parlerà del pittore irlandese Francis Bacon.

Il laboratorio sarà per lo più caratterizzato da uno stile dialogico proprio delle pratiche filosofiche.

Non sono necessarie competenze specifiche di storia dell'arte.

Al termine, sarà possibile fermarsi per pranzare insieme al filosofo Alessandro Di Grazia per conoscere e confrontarsi in un ambiente conviviale e informale, come quello del pranzo domenicale. Chi desidera fermarsi a pranzo, può prenotare anticipatamente al numero 040 578777

L’evento è organizzato dalla Cooperativa sociale La Collina.

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