Mag 26

Lunedì 1 giugno 2020 alle ore 17.30 italiane (18.30 in Turchia) in diretta streaming

dal link https://www.youtube.com/watch?v=ggpNTB1XEfk&feature=youtu.be si terrà l’evento conclusivo del progetto “Mavi at Kafè un passo avanti” realizzato dalla cooperativa La Collina, insieme a Conferenza Permanente per la Salute mentale nel Mondo (Co.Per.Sa.M.M.) – ONLUS e ?izofreni Hastalar? ve Yak?nlar? Dayan??ma Derne?i - (Solidarity AssociatioN for Schizophrenia Patients and Their Families) di Ankara, con il sostegno dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Legge regionale 19/2000.

In Turchia, su oltre 79.000.000 di abitanti, più di 700.000 persone soffrono di schizofrenia. Per anni, la Solidarity Association for Schizofrenia Patients and Their Families, è stata un punto di riferimento per i pazienti e le loro famiglie sul territorio. Il Blue Horse Café (Mavi at Kafè) di Ankara è stato ideato nel 2009 come parte di un progetto di riabilitazione.

Da allora, ha dato la possibilità a diverse persone schizofreniche di riappropriarsi di un ruolo attivo nella società, che ne rafforzasse l’ autostima, contrastando i pregiudizi attraverso il contatto diretto dei pazienti con il pubblico. Dalla sua apertura, il Café ha dato lavoro a circa 30 persone, senza però poterne garantire sempre degli stipendi.

Il progetto “Mavi at Kafè un passo avanti” ha costruito un ponte ideale tra l'esperienza basagliana di Trieste e quella di Ankara con lo scambio delle buone prassi triestine.

In Turchia, lo stigma ed il rischio di esclusione sociale, riducono notevolmente l’efficacia delle terapie di cura. Il pregiudizio che “le persone affette da schizofrenia non possano lavorare” è parte integrante del senso comune del paese. Inoltre non esistono leggi che tutelino il loro ingresso o reinserimento nel mondo del lavoro. L’esperienza del Mavi At Kafè (Blue Horse Cafè) pur rendendo possibile l’empowerment dei suoi associati non ne garantisce l’autonomia e indipendenza economica. Lo stigma continua ad essere molto forte, anche perché trattasi di un progetto isolato nel contesto socio politico del paese.

“Mavi at Kafè un passo avanti” ha puntato prioritariamente da un lato a garantire la sostenibilità economica del Mavi at Kafe attraverso un rapporto formativo e di scambio con Il Posto delle Fragole, con l’obiettivo di creare nuove opportunità lavorative remunerate per le persone svantaggiate e di favorire una gestione “imprenditoriale” del locale e dall’altro a dare vita, con la collaborazione di Radio Fragola, ad una start up radiofonica comunitaria in grado di raccontare e diffondere l’esperienza del Mavi At in Turchia.

Nel corso della diretta streaming l’intero progetto sarà ripercorso insieme ad alcuni dei protagonisti. Sempre in questa occasione sarà presentato il documentario prodotto da Aysegül Selenga Taskent e Delizia Flaccavento, che ne racconta le fasi.

Apr 10

Sono a Trieste e mi ritrovo ad imparare parole italiane. Radio Fragola e Lucia mi piacciono talmente tanto che al di là dell’inglese, dell’italiano e del turco mi tuffo in una lingua completamente nuova. Mi sembra di cominciare la giornata prima di tutti. Ci aspetta un programma molto intenso, ma mi sveglio presto per scattare fotografie, così faccio anche il mio programma personale. Sono consapevole di ogni attimo di questo intenso programma e questa consapevolezza mi fa bene. Imparare la storia delle cooperative sociali e visitare il roseto è così prezioso…
Bisogna ridefinire i colori. Anche se è difficile interpretare in modo diverso gli odori e i suoni, bisogna provarci, lo sento. Il colore azzurro non è solo azzurro. È profondo e sentimentale. Quando è tranquillo dice “salutatemi tutti i miei amori”; quando è scontroso, invece, dice “non ho neanche un gatto”. È profondo e scopre; è profondo e insegue le sue passioni, non sa neanche una poesia a memoria semplicemente perché vuole assaporare poesie nuove. È la libertà, la novella, passi coraggiosi. L’azzurro non è solo il colore delle nostre ali. L’azzurro non è solo il mare, il cielo, è nel contempo anche la terra.
Quando torno in Turchia riusciremo a creare Radyo Mavi At? Apriremo la nostra radio nonostante tutto? Forse che abbiamo tutte queste difficoltà quasi insormontabili perché ridefiniamo il colore azzurro e la libertà? Mentre camminavo verso il faro di Trieste ho perso l’orientamento. Ad Ankara ho perso l’orientamento quando sono arrivati il computer, le cuffie, il microfono, l’apparecchiatura per la registrazione dell’audio, quando ho usato il registratore per la prima volta e quando ho lavorato alla musica per il programma radio. Non penso che controllare razionalmente le situazioni in cui ci troviamo sia una priorità, una cosa indispensabile. So che le mie esperienze vissute sono dei giochi mentali e scrivendo adesso penso a Gadamer, alla definizione di “gioco”, al concetto della “precomprensione” e all’idea che esista una relazione tra esperienza ed essere aperti all’esperienza e all’apprendimento.
Il colore azzurro c’era quando il professor Haldun ha ascoltato il primo tentativo di podcast e ha detto “è fatto bene”; quando Aysegul ha scritto i suoi commenti sulla musica di Radyo Mavi At e quando ho lavorato a quella musica con Kursat e Murat; ogni volta che il mio sguardo ha incontrato quello di Delizia; e nella risposta di Meral quando le ho chiesto il suo parere sulla radio. Il colore azzurro c’era anche quando Mehtap e Zehra mi hanno detto di non agitarmi; nell’aiuto del signor Selman; nella poesia che ha scelto Serkan per la radio; nella passione di Volga quando parla della radio ad altre persone; e nelle domande di Seyda. In questo modo l’azzurro che abbiamo ridefinito è il colore non solo della libertà ma anche della creatività.
Lo slogan di Radyo Mavi At è “aggiungi i tuoi sogni alla vita”, perché noi crediamo nei sogni tanto quanto crediamo nella vita. Per favore fate più domande, giovani! Per favore non accettate la vita, i sogni e le risposte così come sono! Più domande fate, più curiosi diventate e più saprete ragionare attraverso un colore azzurissimo. Più domande fate, più vi accorgerete che il sapere conoscibile è immenso e ogni tanto rendervene conto vi metterà in crisi, ma la vita comincia con questa consapevolezza. Date la vostra definizione personale ai colori, ai suoni e agli odori…
La nostra natura è la nostra libertà. Non abbiate paura di essere voi stessi, di essere diversi, la vita comincia qui. Ad Ankara o in un’altra città del mondo ridefinite la vostra casa, il vostro viaggio, i colori, i suoni, il vostro stato d’animo. Quando vi trema la voce e vi agitate tanto da non poter proseguire il vostro discorso, tutto diventerà più difficile... Accettate questa verità e talvolta tremerete talvolta lascerete che il vostro discorso s’interrompa, però sappiate che queste esperienze vi renderanno la persona che siete. Credete nei vostri sogni, la verità comincia qui. Credete nel vostro viaggio, la costruzione della vostra casa comincia proprio in quel momento.
Le emozioni belle e intense che il Mavi At Kafe ci dà da anni ci rende più forti. Durante il suo intervento al Congresso Internazionale su Società e Schizofrenia ad Ankara, la dottoressa Giovanna Del Giudice ha detto: “Quando aumenteranno i Cavalli Azzurri in Turchia, non sentirete più la necessità di vedere l’Italia e di venire a Trieste”. Lo stesso giorno Giovanna ha anche detto: “Avete bisogno di contatti forti”.
Mi viene in mente il processo attraverso il quale la farfalla esce dal bozzolo, la necessità della lotta nel bozzolo perché le ali diventino più forti; mi viene in mente la poesia di Melih Cevdet Anday dal titolo “L’Ufficio Telegrafico”; mi vengono in mente le parole di Ursula K. Le Guin; mi vengono in mente le parole del professor Haldun: “Tutto richiede tempo e impegno, anche comprendere il mondo interiore di chi soffre di schizofrenia”...
Abbiamo fatto domande, abbiamo fatto passi avanti, abbiamo stabilito contatti, siamo diventati più forti.

La forza interiore, la forza che viene dal collaborare, la forza che viene dal saper fare si sono unite e oggi il cavallo azzurro corre a Trieste, ad Ankara e a Balikesir. Esiste una lingua della guarigione completamente nuova. In questa lingua della guarigione noi non siamo “malati”, ma degli individui resi esperti dalla propria esperienza. Un giorno tutti coloro che vorranno parlare questa lingua ne utilizzeranno le parole, le frasi e le regole grammaticali con consapevolezza. Le persone guarderanno al significato della libertà. Impareranno a non ripetere a memoria, faranno passi avanti tramite domande, mettendo in discussione. Per poter essere fluenti in questa lingua, prima dovranno capire che la libertà guarisce e poi dovranno interiorizzarlo.
Quando il dottor Franco Basaglia ha pensato che i manicomi potevano solo essere chiusi, aveva assolutamente ragione. Anche il dottor Haldun Soygur ha ragione quando afferma che questa lingua della guarigione è umana.

Yasemin Senyurt
11.03.2020
Ankara
Traduzione dal turco di Riza Tunc Ozben
Fotografie di Delizia Flaccavento

Feb 17

“Questo è un invito artistico che vi richiama all'interno del Parco di San Giovanni - Trieste. Il luogo non è casuale, così come non lo è la rassegna.
Questo è per noi un omaggio ad una persona che ha fatto tanto, molto, il possibile e spesso di più per l'arte e per gli artisti triestini”.

ZufZone #Corpo è la quinta tappa di una rassegna poetica strutturata in otto date, ognuna di un colore diverso.

Il colore rosa:

Questa nostra esplorazione avrà luogo a Il posto delle fragole Trieste il 22 febbraio a partire dalle 20.30 e si aprirà con un Poetry Jam, uno spazio di condivisione letteraria, dove tutti sono invitati a portare un testo, una lettura inedita o persino le proprie canzoni.
Il tutto condotto dal nostro MC della serata: Theo La Vecia Verdiani.

Sperimenteremo poi la voce e il corpo di Francesca Gironi:
Danzatrice e poetessa, Francesca esplora il confine tra corpo e voce. Finalista ai campionati nazionali LIPS - Lega Italiana Poetry Slam per tre anni di fila dal 2015, nel 2017 con la performance di spoken word e danza CTRL ZETA vince insieme a Sergio Garau il premio di produzione CROSSaward. Nel 2018 fonda insieme a Manuela Dago, Francesca Genti, Roberta Durante e Silvia Salvagnini il collettivo SUPERNOVE, con cui pubblica SUPERNOVE. POESIE PER GLI ANNI 2000 (Sartoria Utopia 2019 e VandA ePublishing). Il suo primo libro di poesie dal titolo Abbattere i costi è edito da Miraggi Edizionii (Torino, 2016).

A concludere la serata ci sarà il musicista e chitarrista Amrit Beran. Nato nel 1999 in Nepal, suona la chitarra con un'impostazione classica ma anche jazz e studia al Conservatorio di musica Giuseppe Tartini Trieste. Nel 2017 partecipa al Koblenz International Guitar Festival, dove si confronta con illustri chitarristi, partecipando a diverse masterclass, tra cui quella con Costas Cotsiolis. Nel 2018, in occasione del Mittelfest Festival, registra in diretta per Rai Radio Friuli Venezia Giulia. Nel 2019, in occasione del Ticino Musica Festival in Svizzera, partecipa a una scuola di alto perfezionamento con il Maestro Pablo Márquez e, sempre nell'ambito del festival, si esibisce in concerto sia come solista che in ensemble cameristici.

Infine, il tema "Corpo" continuerà ad essere indagato per tutto il mese con una mostra collettiva curata da Wii Houbabi.

A tracciare questa mappa poetica sono ZufZone in collaborazione con La Collina Cooperativa Sociale, Zeno, Il posto delle fragole Trieste, Radio Fragola, MOLD Records e Enoteca di Cormons, che porterà un po' di questa nostra esplorazione anche all'interno della rassegna Taglio Poetico, ideata dalla poetessa Gaia Rossella Sain.

Feb 13

In Turchia, su oltre 79.000.000 di abitanti, più di 700.000 persone soffrono di schizofrenia. Per anni, la Solidarity Association for Schizofrenia Patients and Their Families, è stata un punto di riferimento per i pazienti e le loro famiglie sul territorio. Il Blue Horse Café (Mavi at Kafè) di Ankara è stato ideato nel 2009 come parte di un progetto di riabilitazione.

Da allora, ha dato la possibilità a diverse persone schizofreniche di riappropriarsi di un ruolo attivo nella società, che ne rafforzasse l’ autostima, contrastando i pregiudizi attraverso il contatto diretto dei pazienti con il pubblico. Dalla sua apertura, il Café ha dato lavoro a circa 30 persone, senza però poterne garantire sempre degli stipendi.

Il progetto Mavi at Kafè un passo avanti – è partito da uno scambio di buone prassi con il processo di deistituzionalizzazione basagliana avvenuto a Trieste. Sia il nome del Caffè che il progetto stesso, prendono spunto dal simbolo di Marco Cavallo e dalla consolidata realtà di inserimento lavorativo del Bar Il posto delle Fragole di Trieste, attualmente gestito dalla Cooperativa Sociale La Collina.

In Turchia, lo stigma ed il rischio di esclusione sociale, riducono notevolmente l’efficacia delle terapie di cura. Il pregiudizio che “le persone affette da schizofrenia non possano lavorare” è parte integrante del senso comune del paese. Inoltre non esistono leggi che tutelino il loro ingresso o reinserimento nel mondo del lavoro. L’esperienza del Mavi At Kafè (Blue Horse Cafè) pur rendendo possibile l’empowerment dei suoi associati non ne garantisce l’autonomia e indipendenza economica. Lo stigma continua ad essere molto forte, anche perché trattasi di un progetto isolato nel contesto socio politico del paese.

Il progetto iniziato il 13/12/2018, ha avuto due obiettivi primari:

garantire la sostenibilità economica del Mavi at Kafe attraverso un rapporto formativo e di scambio con l’esperienza di Trieste;
creare una radio web comunitaria che possa coinvolgere altre realtà e organizzazioni turche sensibili al tema, rafforzando il network esistente a livello locale e internazionale.
Grazie al finanziamento della Regione Fvg, è stato possibile quindi:

  • attivare due Borse lavoro, retribuendo i volontari del Mavi at Kafe.

  • ridefinire la strategia commerciale del Ristorante, migliorandone l’offerta,

  • creare le basi per l’avvio del podcasting di una radio web comunitaria turca;

Il tutto è stato possibile con dei viaggi in Turchia da parte degli esperti de La Collina e di Copersamm, ed all’attivazione di una piattaforma e-learning creata ad hoc per formare il personale del Mavi at Kafe.

Feb 05

In un momento in cui il disagio giovanile è una delle questioni prioritarie che interessano le società occidentali, il progetto S(pazzi) per la libertà intende portare il contributo all'individuazione dei bisogni dei giovani, alla loro capacitaizone nell'affrontare le situazioni di fragilità, promuovendo la ricerca consapevole e partecipata di soluzioni inclusive e sostenibili, attraverso l'accesso alla rete dei servizi territoriali e alle opportunità offerte dai contesti di vita. Il progetto ideato da CoPerSaMM si avvale anche della collaboraizone della cooperativa La Collina per la realizzazione delle visite guidate nel Parco di San Giovanni e la realizzazione di laboratori radiofonici con Radio Fragola. Da gennaio è iniziata l'attività presso alcuni classi dell'Istituto Sandrinelli di Trieste con alcune lezioni focalizzate sull'informazione corretta e attenta sulle tematiche della salute mentale, su come promuovere percorsi personali di benessere. Da febbraio a gennaio le classi coinvolte potranno sperimentare con mano quanto appreso attraverso visite guidate storiche culturali nel Parco di San Giovanni e laboratori di comunicazione sociale. Obiettivo del progetto è aiutare i ragazzi a comprendere quanto la sofferenza psichica non sia solo una quetsione sanitaria, materia di specialisti e addetti ai lavori, ma ancor prima una questione etica, che investe temi come il lavoro, l'abitare e l'affettività.

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