Quest'anno la Regione FVG ospiterà il festival di turismo Responsabile IT.A.CÀ in due tappe: Trieste e Gorizia.
IT.A.CÀ è un festival ideato nel 2009 da tre attori della cooperazione internazionale con sede a Bologna (l’associazione YODA, COSPE onlus e NEXUS Emilia Romagna) e oggi coinvolge una rete composta oltre 700 realtà locali, nazionali e internazionali. Si tratta di un festival premiato dall‘Organizzazione Mondiale del turismo dell’ONU per l‘eccellenza e l’innovazione nel turismo.

Il Festival si svolgerà venerdì 6 settembre a Trieste (in Parco San Giovanni) e sabato 7 settembre a Gorizia (in parco Basaglia).
www.festivalitaca.net/portfolio-articoli/itaca-trieste-e-gorizia-agosto-settembre-2019/ a questo link sarà possibile visionare quali gli eventi che caratterizzeranno queste giornate.

L’apertura ufficiale del festival, a Parco San Giovanni di Trieste, verrà fatta dalla cooperativa Sociale La Collina che ha deciso di accogliere per la prima volta questo festival nella nostra regione curando l'organizzazione delle due tappe a Trieste e Gorizia.

IT.A.CÀ (che in dialetto bolognese significa “Sei a Casa”) struttura il suo programma itinerante basandosi su un tema sempre diverso: quello di quest’anno è la Restanza. La Restanza, concetto sviluppato dall’antropologo Vito Teti, è qui interpretata non come pigrizia o incapacità di agire bensì come scelta di vita consapevole volta a prendersi cura dei luoghi come beni comuni. È basandosi proprio da questa Restanza che La Collina deciso di presentarsi con due giornate dedicate ai luoghi che hanno caratterizzato la rivoluzione Basagliana. I due ex ospedali psichiatrici sono luogo di storia e cultura: la Cooperativa La Collina ha così deciso di utilizzare il turismo come motore di integrazione e scambio di buone prassi per far conoscere quel che è avvenuto.

www.festivalitaca.net/2019/08/francesca-giglione-trieste-gorizia/ a questo link sarà possibile leggere maggiori dettagli circa la nostra specifica tappa.

Questo il programma delle due giornate in sintesi:

Venerdì 6 settembre 2019 - Parco S.Giovanni di Trieste:

Il festival aprirà alle 14 con un intervento di Franco Rotelli. Sarà prevista una passeggiata storico culturale (itinerari basagliani) per Parco San Giovanni in grado di ripercorrere la Storia della Rivoluzione (che svolgerà Giorgio Liuzzi insieme al team de La Collina). Al termine vi sarà un incontro con la Sartoria Sociale Lister che ha sede sempre in uno dei padiglioni del parco, e poi in chiusa ci sarà modo di conoscere la storica Radio Fragola e la mostra “Oltre il giardino” (una mostra multimediale dotata di 3 tavoli touchscreen che permettono di immergersi nella storia della rivoluzione basagliana toccando letteralmente più di 5000 foto, video e documenti)

Sabato 7 settembre 2019 - Parco Basaglia di Gorizia:

La giornata apre sempre nel primo pomeriggio (ore 14) con l’altro itinerario Basagliano che permetterà una passeggiata storia culturale di Parco Basaglia grazie all’archivista Sara Fantin che ha lavorato a “La memoria restituita”: un progetto finalizzato al recupero e inventariazione dell’archivio storico dell’Ospedale psichiatrico provinciale Isontino. Sarà poi prevista l’esposizione di alcuni scatti realizzati da Sergio Scabar nel ’76 proprio in quello che era l’ospedale psichiatrico. Verranno esposti 3 installazioni - con relativa spiegazione - dei progetti realizzati dai ragazzi di architettura (durante il workshop svoltosi ai primi di giugno a Parco Basaglia) in 3 differenti luoghi del parco e saranno visionabili in maniera libera da parte dei partecipanti.

Per concludere ci sarà un dialogo aperto alla cittadinanza con Professori (dell’Università degli studi di Trieste) ed esperti del territorio.

Chiuderà il festival il 31 agosto 2019 alle ore 21 Elli de Mon. Una one woman band che combatte i suoi demoni con lo strumento a lei più congeniale: la musica. Un blues nuovo, fatto di slice selavaggi e contaminato da influenze punk e dalla musica indiana, che attinge dal blues del Delta del Mississippi e ne restituisce una versione attualissima.
A marzo 2013 debutta con il 7” Leave this town. Fin da subito inizia a macinare concerti su concerti, tra cui un tour americano in compagnia dell’amico Phill Reynolds. Nel febbraio 2014 è uscito per CORPOC e Otis Recordings il suo primo album, dal titolo omonimo, registrato da Bruno Barcella e Alessio Lonati al TUP studio di Brescia. La tiratura in vinile è andata esaurita in soli tre mesi. Da febbraio 2014 Elli de Mon ha suonato ovunque, dividendo il palco con artisti come The Jon Spencer Blues Explosion, Afterhours, Reverend Beatman, the Monsters, Molly Gene onewoamanband, Big John Bates, Chuck Ragan, Larry and His Flask, Cedric Burnside, Bror Gunnar Jansson, Carmen Consoli.
Ha partecipato a numerosi festival nazionali, come Radio Onda D’Urto, Sherwood Festival, Mojostation Blues Festival, To.t.em. Festival, Musicaw Festival, Nistoc, Salone del Libro di Torino (Radio Tre) ed internazionali come il festival blues di Lugano, di Cognac e il Berlin Fest. Elli de Mon ha portato il suo album in tour anche in Spagna, Francia, Germania, Belgio e Svizzera.
Nel febbraio 2015 è uscito II per Pitshark Records, etichetta francese al lavoro con band come Radio Birdman, Motorheads, Cosmic Psychos,mentre il disco di debutto di Elli de Mon viene ristampato dall’italiana Ammonia Records (Shandon, Peawees, Manges, The Hormonauts).
Nel 2016 è uscito sempre per Ammonia lo split  VS con un altro one man band, Diego Deadman Potron.
Nel 2017 è uscito un nuovo lavoro per Pitshark, incentrato sulla musica indiana, chiamato Blues tapes: the indian sessions. Il tour ha portato in giro una rivisitazione oscura di suoni lontani, di dreni, riverberi e visuale. A farla da padrone la voce di Elli, il sitar, la dilruba, la mohanveehna, le distorsioni della chitarra slide… e i suoi piedi, sempre intenti a tenere un ritmo sciamanico.
Nel 2018 è uscito, sempre per Pitshark, Songs of merci and desire, un lavoro più articolato rispetto ai precedenti, che Elli ha scritto durante la sua gravidanza. Le sferzate slide dei dischi precedenti ci sono anche qui, ma questa volta Elli ha voluto lasciare spazio anche a ballads più intime, scritte cullando la sua pancia.

Inizio ore 21:00 Parco di San Giovanni Ingresso libero 

Incontro con Wolf Bukowski

Un libro che è anche una «piccola storia del decoro», nella quale l’autore de «La danza delle mozzarelle» e «La santa crociata del porco» ricostruisce come l'adesione della sinistra ai dogmi del «decoro» e di una versione pervertita della «sicurezza» abbia spalancato le porte all'egemonia della destra. Una perlustrazione dell'«abisso in cui ci sono fioriere che contano come, e forse più, delle vite umane». Wolf Bukowski dialoga con Wu Ming 1 e Andrea Olivieri sui temi sollevati dal suo ultimo lucidissimo libro edito da Edizioni Alegre.

È in corso da anni una guerra, combattuta tra le strade delle città, contro poveri, migranti, movimenti di protesta e marginalità sociali. Le sue armi sono decoro e sicurezza, categorie diventate centrali nella politica ma fatte della sostanza di cui son fatti i miti: Furio Jesi chiamava idee senza parole gli artifici retorici di questo tipo, con cui la cultura di destra vagheggia fantomatici «bei tempi andati» di una società armoniosa. Lo scopo è cancellare ogni riferimento di classe per delimitare un dentro e un fuori, in cui il conflitto non è tra sfruttati e sfruttatori ma tra noi e loro, gli esclusi, che nel neoliberismo competitivo da vittime diventano colpevoli: povero è chi non si è meritato la ricchezza. Il mendicante che chiede l'elemosina, il lavavetri ai semafori, il venditore ambulante, il rovistatore di cassonetti, dipinti come minacce al quieto vivere. I dati smentiscono ogni affermazione ma non importa, la percezione conta più dei fatti: facendo appello a emozioni forti, come la paura, o semplificazioni estreme, come il «non ci sono i soldi» per le politiche sociali, lo scopo delle campagne securitarie diventa suscitare misure repressive per instillare paure e senso di minaccia. A essere perseguita non è la sicurezza sociale, di welfare e diritti, ma quella che dietro la sacra retorica del decoro assicura solo la difesa del privilegio. Sotto la maschera del bello vi è il ghigno della messa a reddito: garantire profitti e rendite tramite gentrificazione, turistificazione, cementificazione, foodificazione. Wolf Bukowski ripercorre come l'adesione della sinistra a questi dogmi abbia spalancato le porte all'egemonia della destra. Una perlustrazione dell'«abisso in cui, nel nome del decoro e di una versione pervertita della sicurezza, ci sono fioriere che contano come, e forse più, delle vite umane».

Inizio ore 20:30 Parco di San Giovanni Ingresso libero

Di Pino Roveredo con il gruppo di Scritture Mal- Educate

La storia del distributore automatico di bibite posizionato nel Distretto 4 di Trieste, che incontra le varie solitudini degli utenti. Per loro acquista voce e coscienza intrecciando la meraviglia del dialogo, della lite, del sorriso e la voglia di sottolineare la malilnconia della solitudine

Scritture Mal - Educate è un progetto sostenuto da Asuits che prevede, nell’ambito delle attività a favore delle persone con disabilità, un corso e un percorso di scritture con Pino Roveredo

Inizio ore 20:30 Parco di San Giovanni Ingresso libero 

Flavio Davanzo – tromba
Riccardo Morpurgo – tastiera
Paolo Muscovi - batteria

Riccardo Morpurgo, Paolo Muscovi e Flavio Davanzo, già collaboratori in una serie di progetti e dischi insieme, nonchè membri della Niente Band del Pupkin Kabarett di Trieste, s’incontrano per esplorare delle musiche popolari provenienti da varie parti del mondo e brani della tradizione jazzistica.
La formazione del trio caratterizzata dall’assenza del basso si allontana dalle tradizionali Jazz band come quartetto e quintetto per creare un sound più malleabile, lirico, allo stesso tempo giocoso e libero di muoversi fra le strutture musicali.

Inizio ore 21:00 Parco di San Giovanni Ingresso libero 

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