Ago 23

Sabato 2 settembre alle 21 appuntamento da non perdere al Lunatico Festival con due ospiti di grande carisma, Ornella Vanoni e Pino Roveredo.

Davanti al domicilio di Cecilia, in attesa di iniziare il film “Ballando con Cecilia” argomentano il tema della follia.

Ballando con Cecilia è un libro di Pino Roveredo edito da Bompiani nel 2014.
Un uomo riceve l'incarico di andare alla Casa dei Matti, padiglione I, per far compagnia ai degenti. Ed ecco spalancargli di fronte il mondo dell'ex manicomio, diverso da quello riformato coraggiosamente da Franco Basaglia, ma al tempo stesso sempre uguale, come un mito che non tramonta. Qui tutti hanno un'identità e una storia, anche se in frantumi. Tra l'odore del disinfettante e quello degli alimenti si aggirano Amalia, che si crede nobile, Anita, la "donna down" sempre col cappotto addosso, Maria che non fa che cantare, Olga, senza denti e con la mania religiosa, Berto, fissato con le parole crociate. E poi Cecilia: una donna molto anziana, di novantasei anni, di cui molti, troppi, trascorsi in manicomio, non si sa neppure perché. Cecilia è litigiosa, solitaria, bizzarra. Ma forse ha solo bisogno che qualcuno riconosca che lei "è". Allora l'io narrante le offre una cioccolata. Lei si scioglie, cominciano a parlare. Gli racconta la sua vita, di quando faceva la commessa in una pasticceria e guadagnava settanta centesimi alla settimana. Altri tempi: ora lei, come gli altri, non sa più cosa accade nel mondo. E per quanti sforzi si facciano, non si può più tornare indietro, recuperare il tempo ormai trascorso. Si può solo ballare: un ballo reale e metaforico insieme, perché sulle note scorrono come in un sogno gli anni non vissuti da questi degenti, Cecilia compresa: gli anni perduti.

Ago 23

Appuntamento con il Tango nell'ambito del Lunatico Festival, venerdì 1 settembre alle 21:00 la cantante argentina Gabriela Alarcón ci riporta nei quartieri di Buenos Aires con brani che sono un classico del genere rivisitati in chiave moderna, ricreando un’atmosfera intima e raccolta con l’accompagnamento di piano e contrabbasso.

Gabriela Alarcón nasce a Buenos Aires il 17 giugno 1977. Durante la sua adolescenza studia chitarra e canto interessandosi prestìssimo al tango. E stato suo padre a trasmetterle l'amore per questa musica. All'età di 20 anni inizia a donare la sua voce al tango, studiando con maestri quali "Mirella", pianista e compositrice con una vasta esperienza nel genere. La sua ricerca non si limita alla voce e così, si dedica ad imparare il tango nella versante dell'interpretazione attraverso il ballo.

Contemporaneamente partecipa a concorsi locali (Villa Urquiza, Villa Pueyrredon, Belgrano, San Martin) per poi cominciare ad esibirsi nei locali più rinomati della città: La Esquina Homero Manzi, La Casa del Tango, Complejo Tango, La Manzana de las Luces, ecc).
Dal 2007 la sua storia continua in Italia, dove Gabriela ha posto in atto delle collaborazioni con diversi musicisti, essendosi esibita in Italia ed all'estero.

L'interesse di Gabriela non si rivolge soltanto all'interpretazione dei brani che fanno parte del suo repertorio classico, ma si concretizza anche nella composizione. Questo fa parte del suo desiderio di trasmettere la passione per la sua cultura e la musica della sua città, aspirando a fornire un piccolo contributo al genere: un suo modo di ringraziare per tutto ciò che il tango è stato e continua ad essere nella sua vita.

Prima del concerto dalle 19:00 e a seguire Dj Set a cura di Radio Fragola

Ago 23

Giovedì 31 agosto alle 21:00 al Lunatico Festival va in scena WHITE TRASH «Canzoni e storie dall'America profonda»

con
Michele Dal Lago, voce, chitarra e narrazione
Giusi Pesenti, voce e percussioni
Francesco Mosna, chitarra e dobro
Icaro Gatti, banjo e contrabbasso

Uno spettacolo a cavallo tra musica e storia sociale americana, un repertorio di canzoni country e bluegrass che raccontano la vita quotidiana dell'America impoverita nell'epoca del neoliberismo e di Trump, commentate e proposte nella loro dirompente attualità da una formazione di eccezione nata nel 2017 da una costola della più longeva bluegrass band italiana, i Bluegrass Stuff, attiva dal 1977.

Michele Dal Lago, chitarrista e cantante country-bluegrass, si interessa da anni di storia sociale della musica statunitense. Voce e chitarra di Hillbilly Heroin (country) e Ain't No Grave (bluegrass gospel), si esibisce in diverse formazioni a due con Max De Bernardi, Massimo Gatti, Nena Marinelli, Giusi Pesenti e Sandra Boninelli. Ha collaborato in più occasioni con gli storici americanisti Bruno Cartosio e Sandro Portelli.

Giusi Pesenti, cantante bergamasca, collabora da anni con Michele Dal Lago con cui esplora la popular music del Novecento proponendo spettacoli tematici di vario genere.

Icaro Gatti, giovane musicista milanese, ha iniziato a esibirsi e girare l'Europa a dodici anni con i Bluegrass Stuff. Suona il contrabbasso e il banjo, strumento nel quale è considerato uno dei migliori performer in Europa.

Francesco Mosna, trentino, ha alle spalle una lunga attività nell'ambito blues ed è uno dei pochi musicisti italiani a cimentarsi con il dobro squareneck studiando lo stile di Jerry Douglas e seguendone le orme.

Ago 23

Appuntamento con il teatro nell'ambito del Lunatico Festival al Parco di San Giovanni, martedì 29 agosto alle ore 21 va in scena BARBABLU - Reading musicale, Amélie Nothomb
a cura di Stefano Dongetti
con Laura Bussani e Alessandro Mizzi.
pianoforte Riccardo Morpurgo, effetti sonori Nazareno Bassi.
Video animazioni di Francesco Paolo Cappellotto
Regia Sabrina Morena

Saturnine, giovane ragazza belga, cerca un alloggio a Parigi e trova un suntuoso appartamento da condividere con l’eccentrico proprietario, il Grande di Spagna don Elemirio Nibal y Milcar. Ma l’irriverente Saturnine non sa che otto donne prima di lei hanno abitato in quella magnifica casa e che di loro nessuno ha più notizie. Un romanzo che rivendica il diritto ad avere dei segreti e che indaga i meccanismi dell’amore e la doppiezza della natura umana.
Barbablu è un reading in cui la parola e la musica si intrecciano come i personaggi nella loro relazione ambigua, fatta di seduzione e di sospetto in una dimensione dove il reale e il surreale si confondono. Il tutto condito dall'inconfondibile senso dell'umorismo e dal gusto del paradosso di Amélie Nothomb.
Una favola dalla dimensione sinistra si inserisce nel mondo contemporaneo facendo dialogare Saturnine, una ragazza di oggi, e un nobile spagnolo che vive nel mondo di ieri, con strampalate teorie sulle relazioni sentimentali (interpretati da Laura Bussani e Alessandro Mizzi). Come nella favola del Barbabù, c'è una stanza segreta in cui la ragazza non può entrare e subito e la curiosità e il sospetto si insinuano in lei, allo stesso tempo inizia il gioco di seduzione del nobile don Elemiro che ogni sera invita a cena Saturnine affascinandola attraverso l'arte pasticcera.
“Due leggii a lato del palco e una tavola imbandita a festa fanno da scenografia allo scambio di battute serrate tra Saturnine e Don Elemirio che portano a riflettere sulla solitudine e sull’amore e a scoprire piano piano sempre più dettagli sul passato del padrone di casa e delle sue otto ex coinquiline…. è interessante assistere a Barbablù: storia di amore, morte ma anche di riscatto femminile.( Anna De Marco, La Nouvelle Vague goo.gl/YFdI1Q)
Una coproduzione 2017 S/paesati – Bonawentura – Pupkin Kabarett .
Organizzazione: Bonawentura.

Ago 16

Torna il Lunatico Festival a Udine con l'ultimo appuntamento della rassegna al Parco Sant'Osvaldo: Donne Combattenti.

Venerdì 25 agosto alle 21:00, presentazione del libro "Variazioni di Luna - Donne combattenti in Iran, Kurdistan, Afghanistan" di Patrizia Fiocchetti, con la giornalista Anna Dazzan e l'attrice Aida Talliente.

L'evento ad ingresso gratuito si svolgerà presso la Comunità Nove.

Alzerò la mia voce al di sopra del brusio dei potenti. La renderò tuono, perché esploda tra le nuvole e le sue note cadano come gocce di pioggia a far respirare la terra. Se per questo pagherò, subirò violenza o l’esilio non mi fermerò. Perché difendo la vita e la verità e non legittimo confini.

Né madonna, né puttana, né santa, né strega. Sono Donna, sono persona, sono padrona del destino, colei che scrive la Storia del mondo.

Mah, nella mitologia persiana, è una divinità femminile, rappresentazione della Luna, regina della notte. Mah è anche la radice di molti nomi femminili, tante variazioni di Luna, che ritornano nelle storie di donne qui raccontate: Mahshid, Mahtab, Mahin, Mahnaz.

Donne che hanno scelto di non tacere e non rassegnarsi di fronte a un destino di sottomissione che sembrava segnato, per loro e per i popoli a cui appartengono. Le loro vite si incrociano con quelle di una donna proveniente dall’Italia, l’autrice del libro Patrizia Fiocchetti, che dopo 13 anni di militanza con la resistenza al regime khomeinista dell’Organizzazione dei mojahedin del popolo iraniani incontra altre donne e altre resistenze, tra le rivoluzionarie afghane di Rawa, le combattenti curde delle Ypj e tante altre voci e volti di donne, declinazioni di lotte lontane ma comuni.

Patrizia Fiocchetti per più di vent’anni ha lavorato con i rifugiati politici con il Consiglio Italiano per i Rifugiati, la Caritas di Roma e il Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). Ha pubblicato Afghanistan fuori dall’Afghanistan (Poiesis ed. 2013, con Enrico Campofreda) e ha partecipato ai libri Una mattina ci siam svegliate (Round Robin, 2015) e Si può ancora fare (Safarà, in uscita nel 2016). Ha pubblicato articoli con Il Manifesto e le riviste Laspro, Confronti e Guerre e Pace.

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