Lug 25

 

Mercoledì 26 luglio alle ore 21 Vitaliano Trevisan, l'esperto narratore di “paesaggi con figure” del Nord Est terrà una vera e propria lezione di modi di esplorare e scandagliare quello che ci sta attorno per uno degli appuntamenti del progetto Sguardi incrociati a cura di Bonawentura/Teatro Miela.

Il progetto “Sguardi Incrociati”, che ha preso il via con alcuni esperimenti di ‘teatro urbano’ nelle piazze cittadine in collaborazione con Il Piccolo, è un laboratorio aperto di scrittura e narrazione del territorio dedicato alla nostra città. L’iniziativa, curata da Massimo Navone con Bonawentura/Teatro Miela svilupperà nel corso del prossimo triennio varie attività sul tema delle diverse identità del territorio, con l’obiettivo di coinvolgere in varie forme di partecipazione attiva un numero sempre più ampio di persone di ogni provenienza e di ogni età.
Questi incontri al Lunatico Festival con Vitaliano Trevisan e Gianfranco Berardi sono altre due tappe “quasi didattiche” nel cammino di questa iniziativa. Altre due preziose tessere che andranno a formare il puzzle di sguardi e racconti della nostra città e dei diversi modi di raccontarla.
Il 26 luglio Vitaliano Trevisan, esperto narratore di “paesaggi con figure” del territorio del Nord Est terrà una vera e propria lezione di modi di esplorare e scandagliare quello che ci sta intorno, con la sua consueta e tagliente attenzione a tutto ciò che va a comporre il senso del nostro vivere in questi anni in questi luoghi.
Il 23 agosto Gianfranco Berardi, eccezionale attore e autore teatrale ipovedente, ci condurrà in un itinerario tra le possibilità del diverso guardare di chi non ha la vista, dell’osservare il paesaggio con altri sensi e altri modalità nel “sentire” il territorio, le sue forme e le sue voci.


Vitaliano Trevisan nasce a Sandrigo, in provincia di Vicenza, nel 1960. Dopo una giovinezza trascorsa come impiegato nel settore edilizio e dell'arredamento, si dedica a lavori più manuali fino ad approdare alla letteratura. Raggiunge il successo nazionale e la notorietà nel 2002 con il romanzo I quindicimila passi, apprezzato dalla critica, che racchiude i pensieri di un uomo, Thomas, dalle mille fobie e dai meccanici comportamenti ossessivo-compulsivi. Il libro ha ricevuto il Premio Lo Straniero e il premio Campiello Francia 2008.

Nel 2003 è l'attore protagonista, nonché co-sceneggiatore, del film Primo amore di Matteo Garrone, girato a Vicenza, in concorso al 54mo Festival di Berlino. È attore nel film Il riparo di Marco Simon Puccioni (miglior film al festival di Annecy nel 2007), oltre che nel film Dall'altra parte del mare di Jean Sarto. Nel 2009 ha un importante ruolo nella serie televisiva R.I.S. Roma - Delitti imperfetti di Fabio Tagliavia.

I suoi testi teatrali sono stati messi in scena da Valter Malosti, Renato Chiocca e Toni Servillo; di recente pubblicazione per Einaudi i Due monologhi, ossia Oscillazioni e Solo RH portato in scena nell'edizione del Festival delle Mura 2007 da Roberto Herlitzka. Nel 2012 il regista Michele Angrisani scrive il copione di uno spettacolo teatrale liberamente tratto dal romanzo Il ponte. Un crollo; questo verrà poi portato in scena dalla compagnia teatrale Il Canovaccio, per la regia di Antonello Pagotto e con Diego De Francesco nella parte del protagonista. Nel 2016 pubblica Works.

Luogo Parco di San Giovanni, via de Pastrovich 4 antistante ristorante Il Posto delle Fragole

Info:04054659

Lug 20

Dal romanzo di Pino Roveredo "Mio padre votava Berlinguer", lo spettacolo con PIno Roveredo e Alessandro Mizzi, andrà in scena martedì 25 luglio alle ore 21. “Continuo a scrivere papà, scrivere veloce, con la parola che attacca la parola, la riga che rincorre la riga, con lo spazio che si accorcia, e con le cose da dire che pretendono di essere raccontate.” Una confessione al padre, un padre operaio-calzolaio sordomuto. Scomparso ma ancora vivo nel ricordo e nelle parole. Un padre che votava Berlinguer, ma, prima che per una scelta ideologica, per la consapevolezza che lui era “una brava persona”. E questo giudizio continua a premere sulla realtà rimasta, di oggi, e a porre problemi. Un buon padre, certo, anche se l’alcol era una delle sue debolezze. E un figlio che ripercorre una sua vita di cadute e risalite, private e pubbliche. Un figlio che rivendica la sua terza media, il suo operaismo, la sua irregolarità di scrittore, e che si pronuncia sull’attualità rimpiangendo, ma a occhio asciutto, la “fatica” di un tempo, la solidarietà. Una produzione Bonawentura con la regia di Massimo Navone

 

Lug 19

Una serata all'insegna dello psycho surf! Non perdete venerdì 21 luglio alle 21 l'appuntamento con i Daisy Chain: un trio che suona surf sul filo del rasoio, fra ondate di riverbero, suggestione in stile horror b-movie e temi celebri riarrangiati in chiave pulp.
Un imponente repertorio di musica strumentale dove le composizioni originali vengono intervallate a cover mai banali.
Lo spettro sonoro esplorato va dalle radici del surf più classico (Ventures, Surfairs) per spingersi verso il rock'n'roll più malato (Messer Chups, Cramps) e strizzare l'occhio al desert rock e al Tex Mex (Calexico, Morricone).
Fuoriusciti da alcune band friulane (Radio Zastava, Playa Desnuda, FranK C Nutria) sono forti di una presenza scenica non comune! A seguire la serata prosegue con le selezioni vinilche di Jaguar e Jazzmaster.

 

Lug 19

Giovedì 20 luglio alle ore 21 Lunatico Festival ospita Loris De Filippi, presidente di Medici Senza Frontiere e Stefano Bizzi, giornalista de Il Piccolo. Un incontro per riflettere sulla migrazione, dopo il fallito vertice di Parigi, la stretta sulle navi delle ONG che operano sul Mediterraneo e le notizie di questi giorni di navi di esrema destra che ostacolano gli aiuti e gli sbarchi. Più di 60 milioni di persone nel mondo fuggono da guerre, violenze o povertà. Non sono criminali ma uomini, donne e bambini che hanno bisogno di cure mediche, sostegno psicologico e protezione. Per questo motivo, per il terzo anno consecutivo, MSF è impegnata in operazioni di ricerca, soccorso e assistenza medica nel Mediterraneo centrale. Il fatale tratto di mare tra Libia e Italia resta l’unica via per migliaia di persone che cercano di raggiungere le coste europee, rimanendo anche nel 2016 la rotta migratoria più battuta. MSF vuole riportare al centro del dibattito l’umanità dimenticata, chiedendo ai governi e alla comunità internazionale di affrontare il tema della migrazione non più come un problema di sicurezza ma come un’urgente questione umanitaria.

Durante la serata - tramite visori 3D di ultima generazione che permettono di vivere un’esperienza a 360 gradi - sarà possibile immergersi nelle drammatiche condizioni di chi è costretto a fuggire e a compiere gli estenuanti viaggi via terra e via mare che dalla Siria portano in Grecia e lungo i Balcani, o è costretto a vivere nelle baracche fatiscenti dei campi profughi del Sud Sudan.
Medici Senza Frontiere è la più grande organizzazione medico umanitaria indipendente al mondo creata da medici e giornalisti nel 1971. Oggi MSF fornisce soccorso in quasi 70 paesi a popolazioni la cui sopravvivenza è minacciata da violenze o catastrofi dovute principalmente a guerre, epidemie, malnutrizione, esclusione dall’assistenza sanitaria o disastri naturali. Nel 1999 ha ricevuto il premio Nobel per la Pace.

Lug 18

Ferro batte ferro, sbarra chiama sbarra. Togliete le lancette dagli orologi e scontate la condanna.

La Bela vita, in scena mercoledì 19 luglio alle ore 21, presenta -con toni umani, poetici, drammatici ed ironici- delle storie di vita vissuta all'interno di un carcere, all'insegna della considerazione che "la vita non è bella in carcere, ma anche in carcere si vive".
Il testo di Pino Roveredo (vincitore del Premio Campiello nel 2005 per il libro di racconti "Mandami a dire") descrive gli avvenimenti quotidiani e i sentimenti che si provano in una prigione: un'esperienza realmente vissuta dall'autore, in gioventù come detenuto, e poi come operatore sociale e Garante delle detenute e dei detenuti del Friuli Venezia Giulia nelle carceri. Il testo è una sorta di "diario collettivo" di vari carcerati. I detenuti raccontano la loro pena, i ricordi, i sentimenti ed affetti lontani. La vita che scorre lentamente, tra incontri con i famigliari in parlatorio, battute ironiche e momenti drammatici. Lo spettacolo è già stato portato in scena alcuni anni fa al Politeama Rossetti con una compagnia di detenuti. Questa volta tocca agli Instabili, la compagnia teatrale nata all'interno dei laboratori condotti al Sert. Sono ragazzi, senza ambizione artistica/teatrale, che sfidano la paura, il timore di calcare la scena raccontando la loro storia in maniera “maleducata”. L'arte teatrale diventa salvifica, un veicolo per allontanare i ragazzi dalle loro fragilità, dal loro male di vivere.

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