Lug 17

Il Lunatico Festival per la prima volta si sposta da Trieste in Friuli: martedì 18 luglio alle 21 con una prima tappa al Palco Sant'Osvaldo di Udibe per lo spettacolo “Il cavallo magico ed altre fiabe”, organizzato in collaborazione con C.O.S.M.

Quando parliamo delle origini del moderno film d'animazione è d’obbligo riferirci al lavoro di Lotte Reiniger (1899 – 1981), creatrice di circa quaranta film di silhouette tra il 1910 e gli anni ‘70. Sono fiabe dagli aspetti onirici e visionari, storie della tradizione europea che rivivono nelle opere della regista, che segna l’avanguardia cinematografica del Novecento. Il progetto di sonorizzazione dal vivo - con le musiche originali di Doriana Legge - vuole rifarsi a quell’artigianato fiabesco proprio della regista: la musica non è più semplice sostegno della drammaturgia visiva ma una strada alternativa più complessa per una diversa lettura delle opere.

Il progetto si articola attorno alla sonorizzazione di quattro cortometraggi, meglio definiti come film di silhouette, che appartengono a diverse fasi del lavoro di Lotte Reiniger
1922 CENERENTOLA (CINDERELLA)– tratto dalla fiaba dei Fratelli Grimm 1954 LA FORMICA E LA CICALA (THE GRASSHOPPER AND THE ANt)– tratto dalla fiaba di Jean de La Fointaine 1954 IL CAVALLO MAGICO (THE MAGIC HORSE) – è un estratto dal lungometraggio Le Avventure Del Principe Achmed 1955 JACK E IL FAGIOLO MAGICO (JACK AND THE BEANSTALK)– basato su una fiaba popolare inglese, con silhouette nere su sfondo a colori.

Inoltre nel corso della serata sarà possibile firmare per la campagna "Ero Straniero" una campagna culturale e una legge di iniziativa popolare per cambiare il racconto, superare la legge Bossi-Fini e vincere la sfida dell’immigrazione, puntando su accoglienza, lavoro e inclusione.

Ero straniero - L’umanità che fa bene è una campagna promossa da: Radicali Italiani, Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, ACLI, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CNCA, A Buon Diritto, CILD, con il sostegno di numerosi sindaci e organizzazioni impegnate sul fronte dell’immigrazione, tra cui Caritas Italiana e Fondazione Migrantes.

Lug 17

Non bisogna avere paura di ciò che non si conosce
ma bisogna temere ciò che crediamo vero
e invece non lo è
Mark Twain

Martedì 18 luglio alle ore 21 sale sul palco del Lunatico Festival Giulio Cavalli con lo spettacolo Mafie, maschere e cornuti, giullarata antimafiosa.

Dalla lezione dei giullari del ‘500 abbiamo imparato che la risata è l’arma più potente contro i prepotenti: quando il potere è incapace di governare rispettando le regole teme la parola dei giullari perché ha bisogno di nascondere le proprie impudicizie. Le mafie, da sempre, sono un’incrostazione di potere che sopravvive grazie (anche) alla proiezione che riescono a dare di se stesse; ma quanto c’è di vero nella narrazione mafiosa (e di chi nel raccontarla finisce per celebrarla con un concorso
culturale esterno)che quotidianamente ci viene proposta? Siamo sicuri che Riina (l’uomo che sognava di mangiare carne, comandare carne e cavalcare carne) potesse tenere da solo sotto scacco un intero Paese? E cosa ci dice lo scalcagnato covo di Provenzano?

Ripartendo dallo spettacolo “Nomi, cognomi e infami” (che ha girato l’Italia per ben 10 anni con oltre 500 repliche complessive) Giulio Cavalli smonta l’onorabilità mafiosa delle nuove leve raccontandone i vizi privati e smontandone l’onore. Ci sono i mafiosi surgelati che a Alcamo si incontrano nella cella frigorifera di un negozio di ortofrutta sperando di non essere ascoltati; i bambini di ‘ndrangheta che scrivono lettere in cui sognano di “diventare boss come papà”; c’è il camorrista che si traveste da donna per coprire la propria latitanza; i fratelli Marchese (Cosa Nostra) che pensano di uccidere i genitori dell’amata di uno dei due per aggirare la norma che impedisce a un uomo d’onore di sposare una donna con genitori separati (ma non orfana); c’è il padrino che autorizza una storia di corna per “liberare” uno dei suoi picciotti; c’è il patetico giuramento mafioso con cui si viene “combinati” e molto altro.

Ripercorrendo le operazioni antimafia degli ultimi anni “Mafie, maschere e cornuti” racconta la tragica comicità di una mafia che svelata non può fare così paura. Perché ridere di mafia è antiracket culturale. E le mafie, come tutte le cose terribilmente serie, meritano di essere derise.

Giulio Cavalli
Attore, regista, giornalista e scrittore ha iniziato l’attività teatrale formandosi nella Commedia dell’Arte. Tra i suoi lavori più importanti ci sono Linate 8 ottobre 2001 (che ha debuttato al Piccolo Teatro di Milano), Kabum! (giullarata sulla resistenza con la regia di Paolo Rossi), Benvenuta Catastrofe (con la regia di Dario Fo). Negli ultimi anni si dedicato al tema delle mafie (dal processo Andreotti, con la collaborazione drammaturgia di Gian Carlo Caselli fino alla vicenda di Marcello
Dell’Utri). Con la giullarata Nomi, Cognomi e Infami (di cui questo spettacolo è la naturale prosecuzione) ha girato i teatri, le piazze e le scuole in più di 500 repliche. Ha vinto il premio Fava Giovani nel 2009, il premio Borsellino nel 2012 e il XXIII Premio internazionale Rosario Livatino-Antonino Saetta-Gaetano Costa nel 2017. Scrive per Left, Fanpage e collabora con L’Espresso.
Ha pubblicato libri per Chiarelettere, Rizzoli e Verdenero. Il suo ultimo romanzo è Santa Mammauscito per i tipi di Fandango nel marzo 2017.

Lug 13

Venerdì significa musica al Lunatico Festival. Il 14 luglio arrivano HiStrio. Compagine transfrontaliera (Croazia: H, Italia: I, Slovenia: S) formata da Stefano Bembi (fisarmonica, piano), Bika Blasko (voce, cello, cajon) e Toma Ž Nedoh (sax) featuring I Virtuosi del Carso, un istrionico trio nato dal sodalizio tra teatro, musica, lingue, generi, parole, comicità, poesia, virtuosismi e gioco! Il loro ultimo disco “People” è una raccolta di musiche tratte dal repertorio popolare, balcanico, yiddish e mediterraneo con canti di terre diverse e un lieve tocco di pop, rock e swing. Mondi vicini, mondi lontani. I generi si mescolano durante l’ascolto, senza apparente logica e i musicisti, come provetti giocolieri, danno vita a sonorità ed arrangiamenti caratteristici del trio, unendo culture, stili musicali e popoli. Due i brani inediti inseriti nell’album: “Game of Love”, di sapore squisitamente teatrale e poetico, e “Homeland” brano toccante ed emotivo che, attraverso il dialogo tra una madre rimasta nella terra natia e la figlia emigrata, affronta argomenti drammaticamente attuali come l’immigrazione, a volte forzata e spesso inevitabile, di popoli e culture. Il cd è stato registrato presso l’ “Urban Recording Studio” grazie alla “Casa della Musica di Trieste”.

Prima del concerto dalle 19:00 Dj Set a cura di Antobnio dj Pietro di Radio Fragola

Lug 13

Quando tutti pensavano che Hillary Clinton avrebbe vinto le elezioni, una preoccupata Rebecca Traister faceva notare che il magnetismo personale era tutto dalla parte di Donald Trump – e che una sua vittoria avrebbe dovuto farci “riconsiderare l’importanza del magnetismo” nel mondo contemporaneo.

Alla questione è dedicato l’ultimo libro di Mariano Tomatis: «Mesmer. Dall’età della pietra all’età dell’anima» (2016) si muove tra magnetismo animale e politica, suggestioni ipnotiche e storytelling emancipatorio, usi e abusi della manipolazione del linguaggio, offrendo il punto di vista di un prestigiatore su tali complesse dinamiche. Il dibattito su questi temi muove i primi passi nel Settecento ed esplode letteralmente all’arrivo di Franz Anton Mesmer a Parigi.

A dispetto del progetto culturale dell’Illuminismo, che si fonda su parole ricche di riferimenti alla luce (illuminer, rayonner, éclairer), nell’Europa del XVIII secolo proliferano ciarlatani, maghi e negromanti. “Magnetismo” è la parola d’ordine che spalanca le porte di un mondo Altro. Per le strade e nei palazzi nobiliari gli illusionisti sfruttano in modi ingegnosi le proprietà magnetiche delle pietre. Gli automi di Pinetti sembrano adottare un comportamento intelligente, Cagliostro manipola specchi magici, Robertson proietta spettri sul fumo e Mesmer si spinge a postulare l’esistenza di un “magnetismo animale”. Ben prima della discussione contemporanea sul concetto di “post-verità”, i giornali alimentano accesi dibattiti sulla natura ultima della realtà: di fronte a fenomeni tanto sorprendenti, si può ancora tracciare una linea netta tra realtà e finzione?

In una presentazione del libro che è anche uno spettacolo, Mariano Tomatis riporta in vita scienziati e maghi del Settecento attraverso i loro oggetti, le loro storie e i loro trucchi, focalizzandosi sulla lunga ombra che continuano a gettare sulla società contemporanea.

Mesmerized! è la fedele riproduzione di una dimostrazione di fisica dilettevole del XVIII secolo, intrecciata con l’analisi delle retoriche e dei meccanismi che si nascondono dietro le quinte. Tra teschi che parlano e lanterne magiche, occhiali a raggi X e carte che si sollevano, gli spettatori prenderanno parte a un colto e sorprendente viaggio nel lato oscuro dell’Illuminismo.

Dopo aver ipnotizzato e meravigliato il pubblico triestino nell'edizione 2016 con «La Magia dei Libri», torna al Lunatico Festival lo specialista in meraviglia Mariano Tomatis con una nuova conferenza spettacolo nata in un'aula universitaria inglese.
La presentazione-spettacolo Mesmerized! andrà in scena giovedì 13 luglio 2017 alle ore 21 all'interno del cartellone del Lunatico Festival.
http://www.mesmer.it/

MARIANO TOMATIS
Scrittore e illusionista, Mariano usa i libri come palcoscenico, la penna come bacchetta magica.
Come wonder injector si occupa professionalmente di Meraviglia: la sua magia sorprende, apre prospettive insolite e sfida lo status quo.

Lug 12

Mercoledì 12 luglio alle ore 21 al Lunatico Festival non perdete l'incontro con Pino Roveredo e la presentazione del suo nuovo libro "Tira la bomba".

Il libro Tre bambini, un ordigno bellico trovato per caso, il rischio che si trasforma in energia. Giuliano, Mirko, Stefano. Un’amicizia lunga cinquant’anni. Tre ragazzini persi nei loro giochi, accomunati da vite semplici vissute nel perimetro dello stesso rione, scoprono una bomba rimasta inesplosa nel corso della Seconda guerra mondiale. È pericolosa ma anche molto affascinante, un talismano, un segreto che li unisce e che dà forma al loro legame: la bomba diventa il loro alibi, il loro scudo, l’oggetto magico a cui ricorrere tutte le volte che si sentono insicuri o in difficoltà. In questo libro Pino Roveredo non ci parla di emarginazione e solitudine, ma di esseri che crescono, sperano, desiderano e fantasticano con tutto lo slancio dell’infanzia: e lo fa col suo tono leggero e pungente, onesto e diretto, pronto a scherzare sui drammi della vita perché è l’unico modo per affrontarla senza farsi abbattere.

L'autore Pino Roveredo è nato a Trieste nel 1954. Ha scritto racconti, romanzi e testi teatrali. Si è sempre occupato di ultimi, dai reclusi per decenni negli ospedali psichiatrici ai tossicodipendenti; è garante dei detenuti del Friuli Venezia Giulia. Dopo l’esordio nel 1996 con "Capriole in salita" ha vinto il premio Campiello nel 2005 con "Mandami a dire".

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