Lug 06

Il primo appuntamento con il teatro vede sul palco del Lunatico Festival Flavio Oreglio, cabarettista e scrittore italiano, con lo spettacolo “Catartico!”. Martedì 11 luglio alle ore 21 arriva con il suo show che riscopre la freschezza e la modernità di un linguaggio fatto di micro poesie (epigrammi) e di aforismi che hanno segnato il costume italiano all’inizio del nuovo millennio. 

Conciso e senza fronzoli, grazie ai veloci tratti della scrittura breve (la “Brev Art”, come la chiama lui), Oreglio si districa tra le tematiche dell’oggi scoprendo quei punti “umani” più che “politici” che rendono ridicolo e tragicomico l’approccio e i tentativi di soluzione non riusciti dei problemi del nostro tempo. Il problema è che si è perso il senso della logica, e quindi, setacciando la vita quotidiana (ambito su cui il “politico” agisce e interferisce) si scoprono le nudità: cioè quegli aspetti contraddittori che ne costituiscono la faccia più pericolosa ma la tempo stesso più divertente.

Nihil novum sub sole… Oreglio insiste su questo aspetto da sempre. Irriverente senza essere offensivo, più filosofo che politico, Oreglio da sempre individua la “rivoluzione culturale” come tratto più importante rispetto alla semplice e banale “rivoluzione politica” fatta di volti che cambiano o che si vogliono cambiare. “Se non cambia la testa delle persone, la politica non cambierà mai. Il problema però è che per cambiare la testa delle persone occorre cambiare la politica... Questo paradosso mi spinge a ritenere – forse - insuperabile lo status attuale.. ma non ce n’è come ragionarci sopra per divertirsi”
Oltre ai caratteristici monologhi fatti di riflessioni e pensieri rapidi, lo spettacolo propone musica e canzoni, la cifra e lo stile “musicomedians” che da sempre contraddistingue gli spettacoli di uno degli artisti più versatili e completi del nostro tempo.

Lug 05

Venerdì 7 luglio tornano i Sick Tamburo sul palco del Lunatico Festival: l'occasione per presentare il loro nuovo disco Un Giorno Nuovo, prodotto da Gian Maria Accusani nel suo home studio per Discgust Music Production.

"Un giorno nuovo è il giorno in cui riusciamo a vedere il mondo per quello che veramente è, senza tutti i filtri dell'educazione che ci accompagnano da sempre. È il giorno in cui lasciamo andare la maggior parte delle cose a cui davamo vitale importanza, rendendoci finalmente conto che di importanza non ne avevano alcuna. È il giorno in cui lasciamo andare tutte quelle cose che sono solo estensioni del nostro ego e ci rendiamo conto di quanto sia importante vedere il sole che si alza al mattino. Il giorno nuovo è il giorno del grande cambiamento. Del cambiamento dentro di noi."
(Sick Tamburo)

L’album contiene nove nuove tracce e prosegue il discorso musicale intrapreso dalla band nel 2007 portandolo ad un nuovo livello grazie al rinnovato intreccio di chitarre elettriche e sintetizzatori, di ritmi incalzanti e melodie wave. In una canzone (Meno male che ci sei tu) partecipa Motta (primo fan dei Sick Tamburo e forte del successo del suo primo album La fine dei vent’anni nel 2016) alla voce e alla darabouka. La copertina lenticolare dell’album (in cui Mr Man e Miss Understanding si scambiano una rosa davanti ad un’esplosione atomica) è logica prosecuzione dei dischi/gioco fin qui realizzati: il primo Sick Tamburo aveva una sovra-copertina fustellata che fungeva da maschera/passamontagna per il ragazzo in copertina, il secondo A.I.U.T.O. era un flip-book in cui la scritta A.I.U.T.O. spariva in mezzo al mare, il terzo Senza vergogna era un origami “inferno paradiso”.

La serata si apre già alle re 19 con le selezioni musicali del duo tutto al femminile Zwei Knodel. Ingresso libero.

Lug 03

Terzo appuntamento con il Lunatico Festival: giovedì 6 alle ore 21 Ivan Grozny incontra Leonardo Palmisano e il suo ultimo lavoro "Mafia Caporale". Il Global Slavery Index 2016 - il rapporto annuale sulla schiavitù nel mondo - conta in 129.600 le persone ridotte in schiavitù in Italia, collocandoci al 49esimo posto nel ranking dei 167 Paesi presi in considerazione. In Europa unicamente la Polonia fa peggio. Siamo il vertice europeo della sparizione dei minori non accompagnati e dello sfruttamento delle prostitute provenienti dalla Nigeria e dai Paesi ex Socialisti, ma siamo soprattutto lo Stato dove caporalato e impresa tendono a fondersi con le più consolidate organizzazioni mafiose. Questo intreccio è "Mafia Caporale". Il business di questa metamafia è l'illecito sfruttamento del lavoro. Dall'agricoltura ai servizi, fino alla piccola industria, il mercato del lavoro si riempie di lavoratori e di lavoratrici schiavizzati. Mafia Caporale è oggi più forte del collocamento pubblico, e dà vita a una moltitudine di agenzie di somministrazione lavoro dentro le quali lava somme inimmaginabili di denaro sporco. Sarte, braccianti, camgirls, muratori, prostitute, blogger, coccobello!, lavavetri, parcheggiatori, vigilanti, camionisti, mendicanti e minori, sono solo alcuni dei volti della schiavitù di cui i parla Leonardo Palmisano nel suo viaggio al nord al sud di Italia dove ha incontrato personalmente ognuno di loro, e per ognuno ha raccolto una storia, un'immagine, un ritratto. Non si può rimanere indifferenti dopo la lettura di "Mafia Caporale", ogni storia rimane impressa nella memoria.

“Mafia Caporale (FandangoLIbri) non è soltanto un libro/inchiesta, ma un nuovo sistema criminale che lucra sullo sfruttamento degli esseri umani. Tale composita congrega non confligge al proprio interno, ma scarica le tensioni sui lavoratori ponendoli gli uni contro gli altri in una esasperata guerra tra poveri. Mafia Caporale è oggi più forte del collocamento pubblico, e dà vita a una moltitudine di agenzie di somministrazione lavoro dentro le quali lava somme inimmaginabili di denaro sporco. Le tante storie di questo libro attraversano tutte le regioni italiane, tutti i settori produttivi, tutte le sfaccettature di un caporalato che sta arricchendo le più grandi mafie italiane.”


Leonardo Palmisano (Bari, 1974), etnografo e scrittore, insegna Sociologia Urbana al Politecnico di Bari. È autore del romanzo Trentaquattro (Premio Eboli 2011), delle inchieste Arrivare per restare? La presenza straniera in Puglia, La Città del Sesso. Dominazioni e prostituzioni tra immagine
e corpo, Dopo di Lui. Cosa sarà dell’Italia dopo Silvio Berlusconi; e dei saggi Palombella
Rotta, un decalogo per la sinistra in piena crisi e Nessuno tocchi la Puglia Migliore. È sceneggiatore; ha scritto per il manifesto, Liberazione, AlfaBeta2 e NarcoMafie.

 

 

Giu 30

Secondo appuntamento mercoledì 5 luglio alle 21 con il Lunatico Festival: per il filone Narrazioni arriva al Parco di San Giovanni uno dei nomi del giornalismo italiano più seguiri, DIego Bianchi in arte Zoro. Conduttore e co-autore di Gazebo, regista, musicista, scrittore, con i suoi reportage su campo è diventato un vero e proprio fenomeno di culto... Ma non ditegli che fa "tv intelligente! Zoro incontrerà il pubblico presente insieme a Ivan Grozny, giornalista che si è occupato  soprattutto di temi internazionali con reportage dall’America Latina e dal Medio Oriente.

Diego Bianchi, conosciuto in Rete come Zoro, ha lavorato per il portale Excite – dove ha aperto nel 2003 il suo blog di opinionistica saltuaria. A un certo punto prende a far video, e li mette online su YouTube: prima sul Grande Fratello, poi sulla politica – Partito Democratico e dintorni. Nasce la serie Tolleranza Zoro, i cui video, dal 2008 al 2011, sono andati in onda su Rai 3, all’interno del programma “Parla con me” e nel 2012 su La7, nel programma “The Show Must Go Off”.

A dicembre 2011 è andato in onda su La7 il suo film-documentario “Finale di Partita“. Il 2 gennaio 2013 in onda su Rai 3 analogo film-documentario: “Anno Zoro – Finale di Partita 2012“.
Ha scritto per Il Riformista (La Posta di Zoro), ha curato un blog sul sito di La7 (La7 di 7oro) e attualmente firma per il Venerdì di Repubblica la rubrica Il sogno di Zoro – e con questa ha quasi esaurito i giochi di parole con il suo nick (manca giusto Zorolandia).
A Giugno 2012 è uscito “Kansas City. La Roma di Luis Enrique. Cronache tifose di una revoluciòn complicata”, scritto con Simone Conte, tratto dalla pagina Facebook omonima e pubblicato dai tipi di ISBN.
Nel 2009 ha condotto Orzo, a tu per tu con molti leader politici ospiti della spartana webcam e Dopolavoro Democratico, due settimane di talk show alla Festa del Pd di Genova. Nel 2010, 2011 e 2012 simili performance durante il Premio Ilaria Alpi di Riccione e il Festival del Giornalismo di Perugia.
E’ lìder indiscusso della Fondazione Daje, che finché ha avuto voglia ha fatto cose divertenti (come ad esempio Pattuja).
Suona, pure. Con la Original Slammer Band da una vita, e più di recente con L’Orchestraccia e Trinità.
Ogni tanto potete incontrarlo in giro con il suo cineforum (fatto di video andati in onda, inediti, chiacchiere con il pubblico, dubbi e perplessità), o per presentazioni di Kansas City 1927, o a suonare. Dal 3 marzo del 2013 ha condotto “Gazebo” su Rai3.
C’ha ‘sta fissa per il testo bianco su sfondo nero, che chi gliela toglie ormai.

Giu 28

Un ricco cartellone di eventi, a fruizione gratuita, da sabato 1 luglio fino a sabato 9 settembre, articolato nelle sezioni musica, teatro e narrazione. 35 appuntamenti nella splendida cornice del Parco culturale di San Giovanni, storico luogo di innovazione e cambiamento. Si alterneranno artisti emergenti e talenti di rilievo nazionale e internazionale, spettacoli comici, reading, teatro d'impegno civile, concerti dal vivo e incontri con l’autore, dando vita a un festival che fonde ironia e satira, propone occasioni di svago e opportunità di riflessione, concerti e momenti di sperimentazione culturale.

Una direzione artistica collettiva quella del gruppo del Pupkin Kabarett, affiancato da altre collaborazioni per quanto riguarda il percorso delle “Narrazioni”. Il percorso live di musica e teatro (curato da Alessandro Mizzi e Laura Bussani) "In questa edizione il cartellone prenderà una forma più impegnata e coerente, ma allo stesso tempo diversificata nelle tematiche e nei generi. Apriremo anche una nuova piccola finestra in collaborazione con Bonawentura/Teatro Miela "Sguardi Incrociati" a cura di Massimo Navone, il nuovo progetto di narrazione del territorio dedicato a Trieste. Siamo arrivati alla quarta edizione e “Lunatico” è già un rifermento importante per l'attività culturale che Trieste offre durante il periodo estivo" -  spiega Mizzi.

Nel cartellone di questa edizione nomi di rilievo e occasioni imperdibili, dall’incontro con Diego Bianchi a Ornella Vanoni, dai Sick Tamburo al Management del Dolore Post Operatorio, da Flavio Oreglio all’immancabile compagnia del Pupkin che si cimenterà in una nuova avventura dedicata al vino di confine.
Forte il legame con la comunità e l’impegno sociale e solidale: Lunatico Festival accoglie al suo interno la festa di chiusura della Giornata mondiale del rifugiato, dedica appuntamenti a Medici Senza Frontiere e Amnesty International.

Ma non solo. Due importanti novità caratterizzano l'edizione di quest'anno: il Lunatico Comics Festival e un cartellone itinerante.

“Siamo arrivati al quarto anno, la sfida di organizzare un festival per la città si rinnova – spiega Fabio Inzerillo, presidente della cooperativa sociale La Collina – nella consapevolezza che le attività culturali siano irrinunciabile leva di sviluppo ed elemento di coesione per una comunità. Abbiamo deciso addirittura di rilanciare; quest'anno avremo anche il "Lunatico Comics Festival" e alcuni appuntamenti li porteremo anche in altre città della regione e nella vicina Slovenia. Ovviamente Il format continua ad essere “lunatico”, ironico ed eccentrico, ma poggia su un’attenta ricerca di espressioni artistiche capaci di valorizzare il territorio e diventare cosi stimolo, fonte di crescita, ma soprattutto momento di incontro confronto e spesso anche di riflessione”

Due giorni, 8 e 9 settembre, al Parco di San Giovanni di Trieste, con quattro autori di fumetti che rappresentano tre generazioni del fumetto italiano, dal “veterano” Otto Gabos (Frigidaire, Cyborg, Nova Express) alla giovanissima Cristina Portolano (“Quasi signorina”), dall’epoca delle riviste di fumetto d’autore al fenomeno del giornalismo a fumetti con Gianluca Costantini e Claudio Calia. Appuntamenti, dediche, book review per due giorni all’insegna delle nuvole disegnate!

Lunatico Festival è entrato a pieno titolo nell’offerta culturale regionale. L’edizione 2017 avrà un calendario itinerante: eventi non solo a Trieste ma anche a Udine, Gorizia e Pordenone, Muggia e Sgonico, a cui si aggiunge una serata oltre confine a Koper.
Il Lunatico Festival è un progetto della cooperativa sociale La Collina, realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in partnership con ASUITS, ASS 2 Bassa Friulana – Isontina, Comune di Muggia, Bonawentura/Teatro Miela, C.O.S.M., ICS, Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin, European Alternatives, Legacoopsociali Friuli Venezia Giulia, Manifetso 2020; in collaborazione con Medici Senza Frontiere, Cooperativa Reset, Cooperativa Arcobaleno, con il patrocinio dell'Università degli Studi di Trieste.

SCARICA QUI IL PROGRAMMA COMPLETO DEL LUNATICO FESTIVAL 2017

 

 

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