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Lug 16

Al Lunatico Festival, per il ciclo Narrazioni, il 19 luglio alle ore 20.30 Giovanni Cattabriga aka Wu Ming 2 presenta il libro del Collettivo Joana Karda.

Prodotto durante un Wu Ming Lab di scrittura meticcia, «Schischok» è il libro d'esordio del collettivo di scrittrici Joana Karda che racconta di come uno stesso fenomeno possa essere vissuto in modo completamente differente a seconda della cultura di appartenenza. Scrittura meticcia e scrittura collettiva sono i temi che il libro solleva e che saranno affrontati con Wu Ming 2 (Giovanni Cattabriga), componente del collettivo Wu Ming e coautore di una narrazione transmediale sulla famiglia italo-somala dei Marincola, che comprende il romanzo meticcio «Timira», il CD «Basta uno sparo. Storia di un partigiano italo-somalo nella resistenza italiana» e il reading «Razza Partigiana».

Il collettivo Joana Karda nasce nel 2012 all'interno del laboratorio di scrittura meticcia, organizzato dall'associazione Eks&Tra in collaborazione con il Dipartimento di Italianistica dell'Università di Bologna e condotto da Giovanni Cattabriga (scrittore bolognese meglio conosciuto con lo pseudonimo di Wu Ming 2).

Il racconto SCHISCHOK è il risultato di questa esperienza: con l'intento di creare un "racconto meticcio", le autrici hanno voluto rappresentare come uno stesso fenomeno possa essere vissuto in modo completamente differente a seconda della cultura di appartenenza. La storia si snoda infatti intorno a uno spiritello dispettoso e alle incomprensioni che la sua presenza crea fra i suoi coinquilini dalle svariate provenienze.

La seconda parte del libro svela i retroscena di questo processo di scrittura a più mani, illustrandone tutte le tappe attraverso la corrispondenza tra le tre autrici. Il collettivo Joana Karda vuole essere un progetto aperto e sperimentale con l'obiettivo di fondere pensieri e creare linguaggi contaminati.

Lug 11

LUNATICO FESTIVAL | TEATRO|

martedì 17 luglio ore 20.30
A CASA LORO

Monologo in atto unico di e con Giulio Cavalli
Testo di Giulio Cavalli e Nello Scavo
Proiezione e musiche di A. Nidi e Giulio Cavalli

«Quando negli uffici della Mezzaluna Rossa squilla il telefono non scatta nessuna corsa contro il tempo. Sanno già di cosa si tratta. «Cadaveri da ricomporre, non c’è nessuno da soccorrere». Va avanti così da mesi. Gli operatori sono stati addestrati per salvare vite, ma in Libia è sempre troppo tardi. Alle volte li restituisce il mare, altre vengono scoperti per caso in una buca di sabbia. «Spesso non si riesce neanche a capire se si tratta di migranti uccisi dagli scafisti, di combattenti eliminati nei regolamenti di conti tra bande di paramilitari, oppure entrambi i casi», spiega una fonte locale.
Giorni fa ne hanno tirati fuori 14 da una fossa vicino Bengasi. Alcuni erano neri, altri maghrebini.
Legati mani e piedi recavano segni di torture di molto precedenti all’uccisione. Neanche questo aiuta. I miliziani catturati e interrogati vengono trattati come i subsahariani che non hanno soldi o che si ribellano nelle prigioni clandestine degli scafisti. Eliminati per dare l’esempio, oppure perché le loro braccia non sono buone neanche per il mercato interno degli schiavi. Gli uomini dello scaltro generale Haftar giurano di non saperne nulla. Mentre più a Sud, nelle zone desertiche, l’Organizzazione internazionale dei migranti ha dovuto attivare, come in mare, una operazione 'Sar' per la ricerca e il soccorso dei 'desaparecidos' del Sahara».
(Nello Scavo, Avvenire 1 settembre 2017)

Il Mediterraneo è il cimitero liquido dei nostri scheletri ma lì intorno, nelle regioni che scendono per l’Africa, quelle sulla rotta balcanica e nella zona impigliata tra i fili spinati della Turchia ci sono le persone. Persone, semplicemente, con il fardello delle loro storie che hanno l’odore di carne viva, senza valigie ma con quintali di paura, costretti al macabro destino di stare sulle pagine dei giornali o sulle bocche più feroci della politica e poi davvero non avere un posto dove stare.
Il mare non uccide. Ad uccidere sono le persone, la povertà, le politiche sbagliate e le diseguaglianze che rendono il mondo un posto opposto dipendentemente dal nascere dalla parte giusta o sbagliata.
“A casa loro”, partendo dalle coraggiose inchieste di un reporter internazionale, prova a raccontare quella parte del mondo che ci illudiamo di conoscere e di poter giudicare guardando le immagini dei profughi mentre invece ci viene nascosta nel buio delle notizie non date.
“A casa loro” è anche la scelta di versare sul palco quel pezzo di mondo che ignoriamo per assolverci e invece la storia ce ne renderà conto perché la solidarietà non sta nei regolamenti, nei trattati internazionali e nemmeno negli editoriali. E per questo forse anche uno spettacolo teatrale serve: i furbi parlano molto di solidarietà, ma ne parlano troppo con chi avrebbe bisogno di riceverla, piuttosto che parlarne con chi avrebbe bisogno di farla.
(Giulio Cavalli)

GIULIO CAVALLI
Scrittore, attore e giornalista. Autore e attore di teatro civile ha collaborato con Paolo Rossi,Renato Sarti e Dario Fo. Ha scritto come editorialista per Left, Fanpage.it, Il Fatto Quotidiano, l’Espresso, Linkiesta. Si occupa di criminalità organizzata con inchieste, spettacoli, conferenze e incontri nelle scuole. Ha pubblicato due romanzi per Rizzoli e Fandango.

NELLO SCAVO
Nello Scavo è giornalista di "Avvenire", nonché reporter internazionale e cronista giudiziario.
Negli anni, ha indagato sulla criminalità organizzata e il terrorismo globale, firmando servizi da molte zone «calde» del mondo come la ex-Jugoslavia, il Sudest asiatico, i paesi dell'Urss,
l'America Latina, il Corno d'Africa. Per scrivere I sommersi e i salvati di Bergoglio (Piemme, 2014)
è partito per Buenos Aires, alla ricerca della verità sulle voci di presunta connivenza di Papa
Francesco con le dittature sudamericane. Suo è anche La lista di Bergoglio (EMI, 2013), tradotto
in più di 15 lingue. Nel 2017 ha pubblicato con Piemme Perseguitati.

Lug 10

venerdì 13 luglio 20.30 (dalle 19 dj set di Plastik)

GIOVANNI SUCCI

Rock musician, songwriter, reading performer. Mr. Bachi Da Pietra, Madrigali Magri, La Morte, Lampi Per Macachi, Spam&SoundEnsemble…

Giovanni Succi è un artista colto ed eclettico, attivo sulla scena musicale italiana da circa un trentennio, protagonista di diversi progetti per i quali ha firmato l’intera discografia come autore (Bachi da Pietra, Madrigali Magri, La Morte…), caratterizzandoli ciascuno con una scrittura, una voce e una vena compositiva inconfondibili.

Il 22 settembre 2017 per La Tempesta Dischi è uscito “Con ghiaccio“, di fatto il primo disco di inediti pubblicato a nome Giovanni Succi, essendo stati i due precedenti – “Il conte di Kevenhüller” (Tarzan Rec., 2012) e “Lampi Per Macachi” (Wallace Rec./Audioglobe, 2014) – rivisitazioni di opere altrui: il primo una lettura per sola voce dell’ultima opera di Giorgio Caproni, il secondo un tributo personale a Paolo Conte, per diversi aspetti sui artisti di riferimento. Oggi per la prima volta dagli esordi Giovanni Succi presenta le sue canzoni nei panni di se stesso. Un nuovo inizio.

Lug 10

Mercoledì 12 luglio alle ore 20.30, serata con Simone Pieranni al Lunatico Festival, nel Parco di San Giovanni.

Simone Pieranni, laureato in Scienze Politiche, nel 2009 ha fondato China Files, agenzia editoriale con sede a Pechino che collabora con media italiani con reportage e articoli sulla Cina. Dal 2006 al 2014 ha vissuto in Cina, scrivendo per media italiani e internazionali. Dal 2014 lavora alla redazione esteri del Manifesto. E’inviato in Asia per Il manifesto, Internazionale, Radio Popolare e Wired, come scrittore di nonfiction racconta la sua vicenda di dializzato nel romanzo autobiografico «Settantadue» e la sua città in «Genova macaia. Un viaggio da Ponente a Levante».

Lug 09

Da fine giugno a settembre, l’estate di Trieste è al Festival Lunatico con spettacoli comici, reading, teatro d'impegno civile, concerti, occasioni di svago, opportunità di riflessione e momenti di sperimentazione culturale. Nelle splendide cornici del Parco San Giovanni e del Parco Sant’Osvaldo, il festival avrà come ospiti anche quest’anno Medici Senza Frontiere (MSF), che presenterà il rapporto “Fuori Campo” sulle carenze del sistema di accoglienza per richiedenti asilo in Italia e racconterà le grandi emergenze umanitarie dimenticate e come vengono raccontate sui media italiani.

Martedì 10 luglio, ore 18:00 – Al Parco Sant’Osvaldo, in Via Pozzuolo 330, verrà presentata la seconda edizione del rapporto di MSF Fuori Campo dal curatore della ricerca, Giuseppe De Mola. Il rapporto denuncia come migliaia di richiedenti asilo e rifugiati, pur essendo regolarmente presenti sul territorio italiano, siano costretti a vivere in insediamenti informali nelle grandi città, nelle aree rurali e nelle zone di frontiera, senza accesso ai beni essenziali e alle cure mediche di base, spesso costretti a condizioni di vita durissime. In particolare a Gorizia, Pordenone e altre città del Friuli Venezia Giulia, decine di persone che cercano di presentare richiesta di asilo sono costrette a trascorrere settimane in strada, nei parchi, sulle rive dei fiumi prima di essere ammesse nel sistema di accoglienza. Tale situazione si protrae da anni, e gli unici interventi sono a carattere emergenziale e temporaneo, quando non si traducono in sgomberi forzati.
“A due anni dalla prima edizione del rapporto, si conferma il triste spettacolo di emarginazione sociale cui sono costretti migliaia di uomini, donne e bambini, a dispetto della retorica che descrive i rifugiati come ospitati in alberghi a cinque stelle – dichiara Giuseppe De Mola, advocacy officer e curatore del rapporto Fuori Campo “Di fronte a tale situazione, invece che realizzare serie politiche di integrazione, si preferisce adottare interventi che mettono in discussione anche i modelli di accoglienza più virtuosi, rischiando di aggravare le condizioni di vulnerabilità di persone che avrebbero invece diritto a essere protette, per di più aumentando irresponsabilmente le tensioni con le comunità ospitanti.”

Insieme al curatore del rapporto, saranno presenti Gianfranco Schiavone presidente del Consorzio Italiano di Solidarietà (ICS Trieste), i sindaci di Aiello, Andrea Bellavite e di Staranzano, Riccardo Marchesan, Comuni enti gestori di progetti di accoglienza diffusa nell’ambito dello SPRAR, e Michela Vogrig del Consorzio COSM.

Mercoledì 11 luglio, ore 21,00, seconda presentazione del rapporto Fuori Campo a “Il Posto delle Fragole”, nel Parco di San Giovanni, in Via De Pastrovich, 4. L’incontro sarà l’occasione per fare il punto sulle politiche di accoglienza e integrazione attuali e future nella regione Friuli Venezia Giulia. Nel panel interverranno Giuseppe De Mola per  Medici Senza Frontiere e Gianfranco Schiavone per il Consorzio Italiano di Solidarietà. Modererà il dibattito la giornalista della sede Rai del Friuli Venezia Giulia, Eva Ciuk.

Mercoledì 25 luglio, ore 21:00 – A “Il Posto delle Fragole” di Parco San Giovanni, la serata sarà dedicata al racconto e all’approfondimento delle crisi dimenticate con l’incontro “Lontane dagli occhi. Le crisi umanitarie dimenticate e il ruolo dei media”.
MSF è da sempre presente in aree di crisi remote di cui si parla poco o nulla, dove spesso è l’unica organizzazione a prestare soccorso a persone che altrimenti non avrebbero nessun tipo di attenzione.
Una grave tendenza che si evidenzia in questi ultimi anni è proprio l’inasprimento di queste crisi con “uomini armati che assaltano i pazienti ricoverati negli ospedali, cliniche prese di mira come obiettivi militari o farmacie e ambulatori sistematicamente distrutti e saccheggiati” – dice Gabriele Eminente, direttore generale di MSF. È per questo che MSF continuerà a stimolare costantemente i media ad accendere un riflettore sulle crisi umanitarie che rimangono nascoste agli occhi del pubblico. Infatti, se la missione principale di MSF è fornire assistenza medica gratuita di qualità, portare la testimonianza delle sofferenze delle persone assistite è parte integrante dell’identità dell’organizzazione.

Proprio Gabriele Eminente parteciperà alla discussione a Parco San Giovanni, insieme ai giornalisti Annalisa Camilli (Internazionale), Stefania Battistini (inviata RAI TG1) e Ivan Grosny Compasso. Modererà i loro interventi il regista e sceneggiatore Alessandro Metz e ci sarà spazio anche per le testimonianze degli operatori umanitari di MSF in rientro dalle zone di intervento.

Medici Senza Frontiere è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo. Nel 1999 è stata insignita del Premio Nobel per la Pace. Opera in 72 paesi portando assistenza alle vittime di guerre, catastrofi naturali ed epidemie. www.medicisenzafrontiere.it
 
Il Gruppo MSF di Udine è nato nel 2015 per organizzare iniziative di sensibilizzazione e promuovere le attività dell'organizzazione in città e provincia. È costituito da volontari di ogni età e operatori umanitari, e non solo da personale sanitario. La partecipazione è aperta a tutti coloro che desiderano sostenere MSF dedicandole parte del proprio tempo. http://www.medicisenzafrontiere.it/gruppo-di-udine

Da fine giugno a settembre, l’estate di Trieste è al Festival Lunatico con spettacoli comici, reading, teatro d'impegno civile, concerti, occasioni di svago, opportunità di riflessione e momenti di sperimentazione culturale. Nelle splendide cornici del Parco San Giovanni e del Parco Sant’Osvaldo, il festival avrà come ospiti anche quest’anno Medici Senza Frontiere (MSF), che presenterà il rapporto “Fuori Campo” sulle carenze del sistema di accoglienza per richiedenti asilo in Italia e racconterà le grandi emergenze umanitarie dimenticate e come vengono raccontate sui media italiani.

 

Martedì 10 luglio, ore 18:00 – Al Parco Sant’Osvaldo, in Via Pozzuolo 330, verrà presentata la seconda edizione del rapporto di MSF Fuori Campo dal curatore della ricerca, Giuseppe De Mola. Il rapporto denuncia come migliaia di richiedenti asilo e rifugiati, pur essendo regolarmente presenti sul territorio italiano, siano costretti a vivere in insediamenti informali nelle grandi città, nelle aree rurali e nelle zone di frontiera, senza accesso ai beni essenziali e alle cure mediche di base, spesso costretti a condizioni di vita durissime. In particolare a Gorizia, Pordenone e altre città del Friuli Venezia Giulia, decine di persone che cercano di presentare richiesta di asilo sono costrette a trascorrere settimane in strada, nei parchi, sulle rive dei fiumi prima di essere ammesse nel sistema di accoglienza. Tale situazione si protrae da anni, e gli unici interventi sono a carattere emergenziale e temporaneo, quando non si traducono in sgomberi forzati.

A due anni dalla prima edizione del rapporto, si conferma il triste spettacolo di emarginazione sociale cui sono costretti migliaia di uomini, donne e bambini, a dispetto della retorica che descrive i rifugiati come ospitati in alberghi a cinque stelledichiara Giuseppe De Mola, advocacy officer e curatore del rapporto Fuori Campo “Di fronte a tale situazione, invece che realizzare serie politiche di integrazione, si preferisce adottare interventi che mettono in discussione anche i modelli di accoglienza più virtuosi, rischiando di aggravare le condizioni di vulnerabilità di persone che avrebbero invece diritto a essere protette, per di più aumentando irresponsabilmente le tensioni con le comunità ospitanti.”

 

Insieme al curatore del rapporto, saranno presenti Gianfranco Schiavone presidente del Consorzio Italiano di Solidarietà (ICS Trieste), i sindaci di Aiello, Andrea Bellavite e di Staranzano, Riccardo Marchesan, Comuni enti gestori di progetti di accoglienza diffusa nell’ambito dello SPRAR, e Michela Vogrig del Consorzio COSM.

 

Mercoledì 11 luglio, ore 21,00, seconda presentazione del rapporto Fuori Campo aIl Posto delle Fragole”, nel Parco di San Giovanni, in Via De Pastrovich, 4. L’incontro sarà l’occasione per fare il punto sulle politiche di accoglienza e integrazione attuali e future nella regione Friuli Venezia Giulia. Nel panel interverranno Giuseppe De Mola per Medici Senza Frontiere e Gianfranco Schiavone per il Consorzio Italiano di Solidarietà. Modererà il dibattito la giornalista della sede Rai del Friuli Venezia Giulia, Eva Ciuk.

 

Mercoledì 25 luglio, ore 21:00 – A Il Posto delle Fragole” di Parco San Giovanni, la serata sarà dedicata al racconto e all’approfondimento delle crisi dimenticate con l’incontro “Lontane dagli occhi. Le crisi umanitarie dimenticate e il ruolo dei media.

MSF è da sempre presente in aree di crisi remote di cui si parla poco o nulla, dove spesso è l’unica organizzazione a prestare soccorso a persone che altrimenti non avrebbero nessun tipo di attenzione.

Una grave tendenza che si evidenzia in questi ultimi anni è proprio l’inasprimento di queste crisi con “uomini armati che assaltano i pazienti ricoverati negli ospedali, cliniche prese di mira come obiettivi militari o farmacie e ambulatori sistematicamente distrutti e saccheggiati” – dice Gabriele Eminente, direttore generale di MSF. È per questo che MSF continuerà a stimolare costantemente i media ad accendere un riflettore sulle crisi umanitarie che rimangono nascoste agli occhi del pubblico. Infatti, se la missione principale di MSF è fornire assistenza medica gratuita di qualità, portare la testimonianza delle sofferenze delle persone assistite è parte integrante dell’identità dell’organizzazione.

 

Proprio Gabriele Eminente parteciperà alla discussione a Parco San Giovanni, insieme ai giornalisti Annalisa Camilli (Internazionale), Stefania Battistini (inviata RAI TG1) e Ivan Grosny Compasso. Modererà i loro interventi il regista e sceneggiatore Alessandro Metz e ci sarà spazio anche per le testimonianze degli operatori umanitari di MSF in rientro dalle zone di intervento.

 

Medici Senza Frontiere è la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente al mondo. Nel 1999 è stata insignita del Premio Nobel per la Pace. Opera in 72 paesi portando assistenza alle vittime di guerre, catastrofi naturali ed epidemie. www.medicisenzafrontiere.it

 

Il Gruppo MSF di Udine è nato nel 2015 per organizzare iniziative di sensibilizzazione e promuovere le attività dell'organizzazione in città e provincia. È costituito da volontari di ogni età e operatori umanitari, e non solo da personale sanitario. La partecipazione è aperta a tutti coloro che desiderano sostenere MSF dedicandole parte del proprio tempo. http://www.medicisenzafrontiere.it/gruppo-di-udine

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