Lug 01

Prima data del Lunatico Festival in Tour a Udine! Mercoledì 3 luglio, ore 18:30 al Parco di Sant'Osvaldo il concerto "Essere Umane!"

Concerto del Coro Multietnico la Tela: canti femminili e di lotte di emancipazione accompagnano storie di donne che hanno vissuto l’esperienza del viaggio e dello sradicamento forzato, imposto da sistemi troppo lontani dall’essere umani.

Seguirà un momento di convivialità!

L'evento è a ingresso gratuito e si svolgerà presso la Comunità Nove - Coop Itaca

Lug 01

Martedì 2 luglio, il Lunatico Tour arriverà a Pirano in Slovenia con un incontro dal titolo "Micro e Macro paesaggi" con Romana Kacic e Mattias Lidén architetti del paesaggio.
L'incontro è presentato da Walter Chiereghin.
La purezza dei paesaggi primordiali e la bellezza di quelli dove la le forme create dall’uomo si fondono con elementi naturali in una nuova immagine. I punti cosmici con loro contenuti unici creano un mosaico del paesaggio spaziale. Paesaggi visibili e quelli astratti, paesaggi mentali, dei profumi, paesaggi sonori e di luce. Il fattore del tempo che evolve il paesaggio e la sua percezione. (La serata si svolgerà in lingua italiana).
L'evento è a ingresso gratuito, inizio ore 21.00 presso Mediadom Pyrhani, via Kumar 3 a Pirano (SLOVENIA).

Lug 01

Giovedì 4 luglio alle ore 20.30, per il filone narrazioni del Lunatico Festival, incontro con Claudio Grisancich al Parco di San Giovanni. L'evento è a ingresso gratuito.

Un monologo, omaggio rapsodico alla città (che spesso è stato detto "non sia come le altre") e alla sua anima attraverso le voci autoriali (poeti, scrittori, storici, viaggiatori) e del suo popolo. Un coro di voci che affiorano dai vari strati di "passato" (remoto, prossimo o appena di ieri) oltre l'incerto graffito del presente a ribadire una costanza del sentimento nella "sempre verde" triestinità.

«Con questo testo - spiega Grisancich - ho voluto comporre un omaggio rapsodico a una città che spesso è stato detto come non sia "una città come le altre: che è bella, diritta, luminosa ma che il dialogo è difficile, che non si sa cosa vogliamo noi triestini, tra vampate storiche e la quieta follia degli intervalli che le dividono; e, chissà, forse in fondo non vogliamo proprio niente, o almeno niente di eccezionale e quindi nemmeno lusinghe e complimenti".

Claudio Grisancich (1939) vive e opera a Trieste; ha pubblicato una quindicina di titoli fra raccolte di poesie e plaquettes; da ricordare Noi vegnaremo, Lo Zibaldone, Trieste,1966; Crature del pianzer crature del rider, ed. “e”, Trieste, 1989; 9 poesie scritte a Trieste, Boetti & C., Mondovì, 1992; Scarpe zale e altre cose, La barca di Babele, Meduno, 2000; Bora zeleste, MGS Press, Trieste 2000; Poesie- Antologia 1957/200, ed. Marietti, Milano, 2003; Inventario, Il Ramo d’Oro, Trieste, 2004; Su la strada de casa-Domov grede (antologia con trad. in lingua slovena), ed.ZTT EST, Trieste, 2009. Autore di testi teatrali, fra i quali (tutti rappresentati dal Teatro Stabile La Contrada, TS): A casa tra un poco Febbraio 1902, i fuochisit del Lloyd (in collaborazione con Roberto Damiani), Un baseto de cuor, Alida Valli che nel Quaranta iera putela, Il compagno di viaggio, Lorenzo Da Ponte a Nova Jorca, ‘Ste pice parole voio dirte stasera. Con R.Damiani ha ordinato l’antologia Poesia dialettale triestina (1975) e l’edizione aggiornata La poesia in dialetto a Trieste (1989). Poeta in dialetto, scrive e pubblica su riviste anche poesie e racconti in italiano; collabora con la RAI (originali e sceneggiati radiofonici, speciali televisivi); sue poesie, presenti in numerose antologie (anche scolastiche), sono tradotte in ungherese, sloveno, inglese e tedesco.

Giu 30

Martedì 2 luglio alle 20.30 al Lunatico Festival nel Parco di San Giovanni "Quando diventi piccolo" un’autobiografia non autorizzata di e con Massimiliano Loizzi.

Un monologo in bilico fra satira e poesia di e con Massimiliano Loizzi tratto dal romanzo “Quando diventi piccolo” di Massimiliano Loizzi edito as aprile da Fabbri Editore.
E’ la storia di un uomo, e di come la sua ragazza e i suoi figli, anzi una bimba e un bimbo, gli abbiano salvato la vita. Ma è anche la storia di un uomo di sinistra in Italia, quindi è una storia tanto triste, ma che suo malgrado fa molto, molto ridere.
In novanta minuti irrefrenati e irrefrenabili, Massimiliano Loizzi si raccontera? e ci raccontera? la sua
vita all'alba dei suoi primi quarant'anni. Con le sue doti di improvvisatore e la sua verve satirica e poetica, Loizzi narra le storture e contraddizioni del paese, attraverso storie personali, sogni e deliri poetici. “Parlero? di me, dei miei vizi (tanti), dei miei pregi (due), del mio lavoro, delle mie notti, dei miei amori, del mio amore, dei miei bimbi e delle mie vite... e bastera? una serata a raccontar tutto, vi domanderete voi? Se pagate il biglietto intero sì, vi rispondero? io.”
Dalla sua infanzia, passando per l'adolescenza, la scuola, i viaggi, le migrazioni, le donne, gli amori,
fino ad arrivare alla maturita? anagrafica, il lavoro, il teatro, la satira, il rapporto con il babbo scomparso e lo scontro con la sua generazione, l'amore quello con la E maiuscola (perche? e? di gran
lunga il finale che conta) e i bimbi, i piccoli da cui ricominciar tutto da capo ed imparare a mettere ogni cosa al secondo posto.
Oramai consolidato affabulatore, noto ai piu? per la sua partecipazione ai video de Il Terzo Segreto di Satira e protagonista del film “Si muore tutti democristiani”, Loizzi mette in scena uno spettacolo diverso di sera in sera, dove tutto, o quasi, puo? accadere, che si nutre dell’improvvisazione, come esercizio impertinente ai “danni” del pubblico, interlocutore e componente stessa dello spettacolo.

“E' un NON-spettacolo : non e? un'autobiografia, non e? un monologo teatrale, non e? un happening,
non e? una prova aperta, non e? una recita, non e? una serata senza pretese, non e?… ma è ispirato da i miei grandi maestri, che hanno reso nobile l'arte del comico, (Giorgio Gaber, Paolo Rossi, Louie C. K. solo per citare i primi tre che ho in mente). E' il sacrificio del comico, obbligato a mettere alla berlina i suoi piu? intimi difetti e debolezze, in modo da poter parlare al pubblico da pari: perche? tramite l’esposizione dei suoi piu? reconditi vizi ci redime dai nostri.”

Si avvisa il gentile pubblico che i bambini lasciati incustoditi, verranno venduti al teatro ospitante,
per lavori di pulizie e piccola manutenzione.

Massimiliano Loizzi è attore de il Terzo Segreto Di Satira, capocomico e autore dei MercantidiStorie, nonché autore del suo primo romanzo in uscita per la Fabbri Editore.Sin dal 2003 collabora con Paolo Rossi in svariati spettacoli e progetti; ha lavorato fra gli altri con Tullio Solenghi, Renato Sarti, Antonio Latella, Gabriele Lavia. Ha curato per due stagioni la copertina di PiazzaVerdi su Radio Rai 3. Dal 2011 è attore del collettivo il Terzo Segreto di Satira, con svariate serie per il web e la tv, protagonista delle due stagioni di “Sandro” in coppia con Francesco Mandelli, nonchè del loro primo lungometraggio “Si muore tutti democristiani”, presentato al Festival del Cinema di Roma nel novembre del 2017. E’ attore di svariati film e cortometraggi, fra i quali “Lovers” di Matteo Vicino, e “Gli sdraiati” di Francesca Archibugi con Claudio Bisio.

L'evento è a ingresso gratuito

Giu 25

Giovedì 27 giugno, ore 20.30
Incontro con Giuseppe O. Longo al Lunatico Festival nel Parco di San Giovanni a Trieste.

Leonardo da Vinci, geniale costruttore di dispositivi che dalla natura traevano ispirazione, diede un contributo importante anche alla storia degli automi. Partendo dallo studio del corpo umano, verso il 1495 cominciò a progettare un Automa Cavaliere, androide probabilmente destinato a stupire la corte di Ludovico il Moro, anche se non esistono conferme sicure che Leonardo lo costruisse davvero. Oggi i robot sono diventati una presenza costante e sempre più deleghiamo ad essi lo svolgimento di mansioni un tempo esclusivamente umane. Il robot rappresenta una delle possibili incarnazioni del post-umano e il rapporto tra noi e queste macchine costituisce un capitolo della robotica chiamato roboetica.
Giuseppe O. Longo è nato a Forlì il 2 marzo 1941 e vive a Trieste dal 1955. Ha ottenuto il diploma di maturità classica (1959), la laurea in Ingegneria elettronica (1964), la laurea in Matematica (1968) e la libera docenza in Cibernetica e Teoria dell'informazione (1969). Dal 1975 fino al 2010 ha ricoperto la cattedra di Teoria dell'Informazione alla Facoltà d'Ingegneria Elettronica dell'Università di Trieste. Nel gennaio 2010 è stato nominato professore emerito di Teoria dell'informazione all'Università di Trieste.
Ha svolto ricerche sulla teoria delle reti, sulla teoria dei codici algebrici e sulla teoria dell'informazione (in particolare sulla codifica di sorgente). Ha pubblicato numerosi articoli specialistici su riviste italiane e internazionali, un manuale di Teoria dell'informazione (Boringhieri, Torino, 1980) e diversi volumi su argomenti avanzati. Ha presentato relazioni scientifiche a numerosi congressi nazionali e internazionali, ha insegnato e fatto ricerca presso diverse università europee, americane e asiatiche. Fa parte del comitato di redazione di alcune riviste specialistiche italiane e straniere. Per molti anni è stato recensore per "Mathematical Reviews" e per "Zentralblatt für Mathematik". Presso il Centre International des Sciences Mécaniques (CISM) di Udine ha organizzato, dal 1969 al 1990, molti corsi e scuole estive, soprattutto sulla teoria dell'informazione e dei codici, curando la pubblicazione degli atti per conto della Springer-Verlag di Vienna e New York. Ha ricoperto vari incarichi per conto dell'Università di Trieste, recandosi in diversi Paesi per stabilire relazioni e contatti scientifici.
Attualmente si occupa soprattutto di epistemologia, di intelligenza artificiale, di problemi della comunicazione e delle conseguenze sociali dello sviluppo tecnico, pubblicando articoli su riviste specializzate e svolgendo un'intensa attività di conferenziere. Su questi temi ha tenuto numerose conferenze, ha partecipato a convegni e congressi e ha pubblicato i saggi "Il nuovo Golem: come il computer cambia la nostra cultura" (Laterza, 1998), "Homo technologicus" (Meltemi, 2001) e "Il simbionte. Prove di umanità futura"(Meltemi, 2003). Ha diretto il settore "Linguaggi" del Laboratorio interdisciplinare della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste. E' stato traduttore per le case editrici Boringhieri e Adelphi (15 libri dall'inglese e dal tedesco, tra cui opere di Gregory Bateson, Marvin Minsky, Douglas Hofstadter, Iräneus Eibl-Eibesfeld; nel 1991 ha vinto il premio "Monselice" per la traduzione scientifica). Collabora, fra l'altro, ad alcune grandi opere dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, al "Corriere della Sera", a "Kos", alla "Rivista dei libri", a "Le Scienze", a "Pluriverso", a "Technology Review" e alla RAI.
All'attività scientifica affianca l'attività narrativa, pubblicando su riviste letterarie tra cui "Il banco di lettura", "Linea d'ombra", "Nuovi argomenti", "Resine", "Il racconto" e "Tratti".

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