Ago 07

Lo scrittore e regista Marko Sosi? (già direttore del Teatro Stabile Sloveno) incontrerà il pubblico del Lunatico giovedì 18 agosto alle 21.00 parlando del suo lavoro tra palco, pagina scritta e macchina da presa.

Marko Sosi?, regista e scrittore, nasce a Trieste nel 1958. Si laurea all'Accademia per l’arte teatrale e cinematografica dell’Università di Zagabria. Ha firmato regie in diversi teatri sloveni e italiani, nonché per la televisione. E’ autore di diversi drammi radiofonici, prodotti per i programmi sloveni della sede regionale della RAI di Trieste e per la Radiotelevisione slovena di Ljubljana.
Alla fine degli anni ’80 ha iniziato a pubblicare racconti brevi in varie riviste letterarie.
È stato direttore artistico del Teatro Nazionale Sloveno di Nova Gorica dal 1991 al 1994.
Negli anni 1999 - 2003 è stato direttore artistico e direttore generale del Teatro Stabile Sloveno di Trieste.
Nelle stagioni 2003/2004 e 2004/2005 è stato direttore artistico del festival teatrale nazionale sloveno»Borštnikovo sre?anje«.
Nel 2005 è stato riconfermato direttore artistico del Teatro Stabile Sloveno di Trieste.
Da direttore artistico ha finora firmato le produzioni di oltre 60 spettacoli di prosa con le regie di artisti italiani e dei più autorevoli registi del panorama contemporaneo sloveno, croato, serbo, bosniaco,macedone,polacco,ceco. Ha pubblicato la raccolta di novelle Rosa na steklu (1990), la cronaca teatrale autobiografica Tiso? dni, dvesto no?i (1996), il breve romanzo Balerina, Balerina (1997) che si è classificato tra i finalisti per il Premio Kresnik per il migliore romanzo sloveno, infine il romanzo Tito, amor mijo (2005) con il quale è entrato nella rosa dei nominati per il prestigioso premio del fondo Prešeren e nuovamente tra i finalisti per il premio Kresnik. E' stato insignito di vari premi tra i quali per il suo lavoro di scrittore e regista.

Tra i suoi ultimi lavori, la regia di “Social-Comedy. Intrigo in via Doganelli” (presente al Lunatico Festival) e il film appena terminato “Komedija Solz” (Comedy of Tears).

Ago 05

TEATRO – martedì 16 agosto ore 21.00
MASTICA E SPUTA

di Pino Roveredo

Reading Musicale
Produzione Bonawentura
Con la compagnia del Pupkin Kabarett
Laura Bussani, Stefano Dongetti, Alessandro Mizzi
Riccardo Morpurgo – piano
Stefano Bembi – Fisarmonica

La sofferenza, la rabbia, l’emarginazione ma anche l’ironia e il gioco dell’ultimo libro di racconti del grande autore triestino. Pino Roveredo ha concesso agli amici del Pupkin Kabarett di provare a cimentarsi con il suo ultimo libro che prende il titolo da un verso del grande Fabrizio DeAndré. “Mastica e sputa” è infatti la rabbia da masticare e sputare verso l’indifferenza e la distrazione degli uomini e di Dio ma che tanto spesso va a braccetto col riso, col lato comico e ironico della vita che Roveredo ha spesso incontrato mentre camminava sul lato meno soleggiato della strada. Pino Roveredo, che si definisce anche un “autista” di storie più che un autore, questa volta sembra aver deciso di provare a salire in macchina con quei “picchiatelli” del Pupkin per provare a vedere dove li condurrà questo strampalato e bellissimo viaggio di musica, parole e emozioni.

“Mastica e Sputa” è uno spettacolo della rassegna Trieste estate 2016 organizzato dal Comune di Trieste che viene ospitato a Lunatico Festival.

La serata si apre alle 19 con gli aperitivi musicali a cura di Radio Fragola

Ago 05

Venerdì 12 agosto al Lunatico Festival la voce più tagliente della città presenta il suo irresistibile repertorio di visioni, magoni e irrisioni ad altissimo tasso di morbin cantautoriale. Chiamatelo blues, swing o semplice poesia: 

il dialetto triestino non è mai stato così cool.
Stefano Schiraldi - voce e chitarra, testi e musica
Gabriele Cancelli – cornetta
Valentino Pagliei – contrabbasso
Romano Bandera – percussioni

con la partecipazione straordinaria di Marcela Serli

Stefano Schiraldi compone, suona e canta da sempre. È un’irrefrenabile music machine che negli anni ha sfornato centinaia, se non migliaia di melodie allegre, tristi, euforiche, disperate.
Ogni canzone una storia, e ogni storia uno stato d’animo: Schiraldi ama perdersi nei paradossi della quotidianità, se non dell’attualità più scottante, per cavarne parole e note sempre sospese tra entusiasmo e disincanto. Dal 2001 è il cantastorie del Pupkin Kabarett, mentre da qualche anno accompagna alcuni tra i migliori spettacoli di prosa prodotti in regione e in Slovenia: La melodia del corvo di Pino Roveredo, Dell’umiliazione e della vendetta di Marcela Serli, Il cortile e Pali di Spiro Scimone, The story of the panda bears told by a saxophonist who has a girlfriend in
Frankfurt del rumeno Matej Visniec.
Attualmente sta componendo la colonna sonora di un lungometraggio per la regia di Marko Sosi?, e a dicembre sarà in scena al Teatro Stabile del FVG con Come cavalli che dormono in piedi di e con Paolo Rumiz, per il quale firmerà le musiche.
Nel 2010, con Trieste dormi?, ha dato vita a un ciclo di serate di musica e poesia rigorosamente in triestino: il ricordo di momenti preziosi e sale sempre gremite gli ha lasciato una gran voglia di riprovarci.


Il disco
Un lavoro messo a fuoco e ben composto nelle sue quattordici canzoni che lo compongono.
Tanto atteso, questo disco ribadisce il talento di Stefano Schiraldi, anima capace di trovare sempre l’intuizione della creatività più viva.
“Trombeta stonada” è disco che affascina, che cattura e trasmette calore, con la capacità di raccontare e la forza di coinvolgere. Con Schiraldi una formazione di ottimi musicisti, che in queste canzoni hanno trovato un affiatamento eccezionale, sempre al servizio della riuscita di ogni singola composizione, cantata in dialetto triestino.

Ago 04

La Magia dei Libri
Lecture show della notte di San Lorenzo

con
Mariano Tomatis, wonder injector
Wu Ming 1, scrittore

A partire dall'influenza che l’Italia ebbe storicamente sull’arte del book hacking - dai libri veneziani del XVII sec. che leggono nel pensiero fino agli spettacoli magici su carta di Bruno Munari – la lecture show del mago e storico Mariano Tomatis fa vivere la duplice esperienza dello stupore di fronte all’effetto magico e quella del piacere dell’analisi “cartesiana” dei meccanismi in azione dietro le quinte.
«La Magia dei Libri» è introdotto dallo scrittore Roberto Bui, aka Wu Ming 1, e seguito da un dialogo finale a più voci su magia, mesmerismo, potere e ribellioni.

http://www.marianotomatis.it

http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=19774

 

Ago 04

Regia e drammaturgia di Claudio Misculin;
con: Claudio Misculin; Dario Kuzma; Giuseppe Feminiano; Bruna Bussani; Giulian Zidarich;
ballerina: Cristiana Fusillo

«Salve, mi chiamo Giordano, Marco, Gladio o Mariano Muscolin o Minchiulin o Mussolini a seconda dell’errore di stampa, e, nell’orrore della normalità, sono l’errore che permette la vostra intelligenza. Sono decenni che lavoro nel settore, prima come matto e/o carcerato, poi come istruttore di matti e/o carcerati. Oggi ne ho le palle piene piene piene e faccio ancora teatro con i diroccati perché non so fare l’idraulico. Alle volte faccio film e teatrini coi normaloidi ma non perché siano più divertenti, solo per avere un po’ più visibilità, e quando torno ai miei laboratori costo di più e posso farne di meno.
[...]
Da 40 anni, nei miei spettacoli, ringrazio e critico la psichiatria, anche duramente.
In questo spettacolo, invece, critico la psichiatria ma anche la cosiddetta utenza, cioè i malati, insomma, i matti: la loro indolenza e furbizia nell'approfittarsi degli aiuti che vengono loro forniti.
Credo che oggi, davanti alle nuove forme di potere, le pratiche legate alla follia assumano una dimensione molto importante.
Oggi, la normalizzazione non sigla un patto sociale ma diviene burocratizzazione dell'anima, distanza tra l'uomo e il numero, il camice, il ruolo.
Ed è ciò che permette di morire di fame e di opulenza, contemporaneamente, nello stesso luogo e nello stesso tempo.
Inaccettabile: lo dice finalmente anche questo Papa, ed è l'unico "politico" che io riconosco. La normalizzazione e la tendenza a formattare la Vita, ci colloca in prima linea nella lotta al processo di normalizzazione.
La resistenza alla norma, legata alla lotta all'antiutilitarismo, trova nell'associazione Follia-Arte una potenza fondamentale.
Il Dio potere chiude i manicomi poiché la società tutta diventi un manicomio panottico sorvegliato. La lotta contro il manicomio, quindi, deve diventare generalizzata, deve estendersi a tutta la società.» Claudio Misculin

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