Ago 05

Antonio Cornacchione

Dopo il rapporto Kinsey, che svelò al mondo tutte le abitudini sessuali degli americani negli anni 60, Antonio Cornacchione prova a scrivere un suo rapporto sulle abitudini sessuali degli Italiani nell’ anno in corso.
Si parte naturalmente dalle sue prime esperienze negli ormai lontani ma sempre vicini anni 70 per capire se la rivoluzione sessuale di quegli anni si è compiuta, portando finalmente la felicità che prometteva o se invece ha alimentato soltanto frustrazione in quanto creatrice di un mondo di illusione lontano dalla realtà.
Le domande sono semplici e dirette:
Se il sesso è la felicità dell’uomo moderno. allora le persone più felici della terra sono gli attori porno? E’ vero che non è possibile aprire una scuola per attori porno in quanto gli studenti vorrebbero tutti ripetere l’anno?
Ma il sesso per le donne emancipate degli anni duemila è ancora la via più facile per arrivare al successo? E qual è la responsabilità degli uomini?
L’orgasmo è un diritto o un dovere? Dietro al libertino mondo del web resiste un incallito moralista?

Si parte da queste domande per arrivare al racconto di varie storie che Cornacchione recita in prima persona. Il ragazzo timido che si innamora della pornostar, l’uomo maturo che trova il punto “G” della moglie per errore mentre cerca i calzini, la femminista che odiava gli uomini e amava le donne che copiano gli uomini.

Cornacchione, con le sue Cronache sessuali, propone una rivisitazione delle abitudini sessuali degli americani negli anni Sessana e lo fa in salsa tipicamente italiana.

Il “rapporto Cornacchione” analizza i comportamenti sessuali degli italiani quando ormai ogni tabù è stato superato e nessuna piccola perversione sembra più indecorosa. E lo fa rimanendo nei limiti senza essere scontato e senza scadere nella volgarità a facendo ridere e riflettere lo spettatore.

Ingresso libero 

Ago 02

Sabato 3 agosto sul palco del Lunatico Ask Her Out in concerto.

Vigo, Tenaglia, de Flego, Buiatti, ossia nuove e vecchie facce triestine sono esattamente un mondo circolare. Prendete Nina Simone, Detroit, Portland, i Karate, i Bottari di Portici, Guy Picciotto, Prince, la savana, la scarpetta a fine pasto e fatevi una vaga idea di cosa sono gli ASK HER OUT. Sono in 4 e va bene così, ogni ruolo ha lo stesso peso e fa sentire distintamente la propria voce in una musica che, senza inutili fronzoli, cerca di arrivare dritto in pancia parlando chiaro.

Giovanni de Flego: Voice, Guitar, Samples
Daniele Vigo: Bass
Raffaele Tenaglia: Drums
Riccardo Buiatti: Sax

Ingresso gratuito
Via de Pastrovich, Parco di San Giovanni Trieste

Ago 01

In allegato i documenti che riportano il progetto di fusione e la relazione del CDA della cooperativa La Collina

Lug 31

venerdì 2 agosto ore 20.30
Surgelati. Opera per dieci mani per scrittore e rock band.

Opera a dieci mani per scrittore e rock band, uno spettacolo scritto, declamato e suonato da Wu Ming 2 e dalla Contradamerla, gruppo musicale marchigiano-salentino, con base in una cascina sulle colline di Recanati.
«La storia è quella di un ragazzo curdo che arriva in Italia dentro un camion frigorifero e per questo si ritrova con la faccia surgelata, incapace di qualsiasi espressione. È il tentativo di raccontare la migrazione uscendo dalla forma classica del resoconto diretto sui “viaggi della speranza”, e lavorando invece su un’ipotesi fantastica. È davvero surgelato il volto di Behram? E cosa mai potrà scongelarlo?»

Un ragazzo si risveglia dal coma in una stanza d’ospedale e tutto, ai suoi occhi, è bianco, neutro, indefinito. Persino la sua stessa immagine allo specchio. È stato ritrovato in stato di assideramento in fondo ad un camion frigorifero, su cui ha attraversato il mare e varcato clandestinamente una frontiera. E ora la sua faccia non ha più espressioni, la sua identità è letteralmente surgelata. Tutto il contesto dove il ragazzo è approdato tende a cucirgli addosso un ruolo omogeneo alla sua condizione di straniero, senza mai ascoltarlo veramente. Il nuovo mondo di cose e di persone che gli si è manifestato al risveglio sembra volerlo spingere verso immagini di sé che si rivelano immobili e stereotipe, incapaci di rendere conto del costante divenire, nell’esperienza concreta, delle identità, delle idee e delle culture.

Nel 2013 lo scrittore Wu Ming 2, membro dell'omonimo collettivo, e il gruppo rock Contradamerla, i quali da tempo sperimentavano insieme fusioni narrative tra suono e parola, intraprendono un nuovo progetto e iniziano a lavorare intensamente per un’intera estate, costituendo un laboratorio permanente.
Il risultato è Surgelati - Opera a 10 mani per scrittore e gruppo rock, una vera e propria rock-novel, che esplora la terra promessa (o la prigione?) dell’identità personale e collettiva attraverso la vicenda emblematica di un giovane migrante, ispirata a fatti veramente accaduti.
In particolare, lo spunto narrativo nasceva da un episodio reale e dall’esperienza di Giampaolo Paticchio, della Contradamerla, come responsabile di un centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati. Da quella premessa, il testo prendeva una piega surreale, inverosimile ma sensata, per esplorare la terra promessa (o la prigione) dell’identità personale e collettiva.

 

Ingresso libero 

Parco di San Giovanni

Lug 31

giovedì 1 agosto ore 20.30
Dalle accuse alle Ong ai porti chiusi
incontro con Annalisa Camilli

Dalle accuse alle Ong ai porti chiusi. “La legge del mare – Cronache dei soccorsi nel Mediterraneo”, edito da Rizzoli, è un viaggio per capire dove nasce e come si alimenta la propaganda contro i migranti?
Quando i migranti hanno smesso di essere considerati persone e sono diventanti il “più grande problema del nostro Paese?”. Origini di tutti i mali degli italiani? Quando i soccorritori, per lungo tempo chiamati “angeli del mare”, sono diventati agli occhi dell’opinione pubblica “taxi del mare”? Collusi in accordo con gli scafisti?
La legge del mare ripercorre da vicino le fasi di questa evoluzione, partendo da Josefa, la donna camerunense salvata dalla nave Open Arms nel luglio 2018, e dalla strumentalizzazione della foto delle sue unghie smaltate di rosso. Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale da oltre dieci anni impegnata a seguire le rotte delle migrazioni verso l’Europa, racconta l’origine della propaganda contro le Ong che contamina l’informazione in Rete e il dibattito pubblico. Un viaggio necessario per capire che la legge del mare ha un unico obiettivo: salvare la vita di chi rischia di sparire tra le onde.
In collaborazione con Fondazione Luchetta Ota D’Angelo Hrovatin

 

Ingresso libero

Parco di San Giovanni

Lug 29

Di Angela Giassi, con Valentina Rosaroni

Non poteva mancare nel cartellone del Lunatico festival uno spettacolo dedicato alla salute mentale. Il monologo “Altalena” è il racconto di un’esperienza a confronto con il disturbo bipolare. La protagonista, Mara, attraversa la propria storia, costellata da crisi maniacali e fasi depressive, alla ricerca di una possibile soluzione, di una comprensione del disturbo per poterlo affrontare e vivere nel migliore dei modi. Le crisi maniacali sono caratterizzate da una costante agitazione psico-motoria, da un senso di euforia, dalla privazione del sonno e del cibo e fanno precipitare in uno stato di confusione assoluta.
Mara ce li racconta come può, a frammenti ma cercando di mettere ordine ai ricordi; ci conduce a poco a poco nei suoi universi interiori caratterizzati dagli sbalzi d’umore, che non le impediscono di costruirsi una famiglia e di coltivare la pittura. Quando arrivano le fasi depressive però tutto il suo quotidiano ne viene investito e si tinge di grigio. Pensieri negativi si affacciano da ogni angolo della casa e la giornata diventa un susseguirsi di dubbi e di sensi di colpa. Come si fa a scendere da quest’altalena di alti e bassi? Mara sembra trovare una risposta nell’autoanalisi, nel confronto, nella conoscenza del disturbo. Lo spettatore viene coinvolto nell’euforia dei momenti maniacali e nel profondo scoramento dei momenti depressivi, dove il mondo non ha più sapore. Dove si fa fatica a fare anche solo piccole cose e vien voglia di farla finita. Il monologo vuole dar voce a un’esperienza di dolore ma anche di speranza e di amore per la vita.

Il testo è stato scritto a partire da alcuni appunti raccolti da varie esperienze di persone con diagnosi bipolare. Si tratta di un disturbo in continua crescita, di cui si sente parlare ma di cui forse si sa molto poco.

Uno degli scopi dello spettacolo è offrire uno spunto di riflessione su un disagio psichico così diffuso.

 

Ingresso libero 

 

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