Giu 15

Anche quest’ anno torna a Ronchi dei Legionari l’evento 'Festa Della Musica' promosso dal ministero dei beni e attività culturali. Nata in Francia nel 1982 la festa della musica ha carattere internazionale e mira a celebrare la musica in tutti i suoi generi. Un momento di aggregazione sociale per celebrare i valori della cittadinanza e della partecipazione, che aprirà all’alba di giovedi 21 giugno alle 4 con un concerto per salutare il nuovo sole nascente nel giorno del Solstizio, nella deliziosa cornice degli scavi archeologici di Villa Romana a Ronchi dei Legionari. Giuseppe Minin alla tromba, Giulio Scaramella al pianoforte e Marilisa Trevisan voce recitante i protagonisti di questo indimenticabile appuntamento. Molto soddisfatto per le tre giornate sicuramente l’evento in villa romana rappresenta un particolare e suggestivo concerto in connubio con la valorizzazione del nostro patrimonio storico e culturale.

 La sera dopo, nella splendida piazzetta Francesco Giuseppe, la società Filarmonica G. Verdi ad un anno dal 150 anniversario della fondazione, offrirà alla cittadinanza l’esibizione di entrambe le sezioni dell’associazione. Il coro misto diretto dalla maestra Francesca Moretti e la Banda diretta dalla maestra Fulvia Antoniali proporranno un repertorio che alternerà grandi classici della musica leggera italiana ed estera a brani appartenenti alla tradizione popolare locale. Infine nella serata di sabato 23 giugno, sempre in piazzetta, un concerto intitolato 'Note dal mondo' presenterà un excursus musicale dall’Europa all’America. Protagonista la corale Primo vere dell’associazione culturale gabriele d’annunzio, con direttore e soprano Diana Mian e il pianista Stefano Cascioli. Un occasione per consentire a tutti i musicisti, sia amatori che professionisti, di esibirsi nei luoghi e negli spazi che le amministrazioni mettono a disposizione. Molti concerti di musica dal vivo si svolgono in tantissime città principalmente all’aria aperta con valore del gesto musicale, una festa della musica che appartiene prima di tutto a coloro che la fanno.

Giu 11

Martedì 12 giugno alle ore 17, negli spazi espositivi del Museo d’Arte Moderna "Ugo Carà" di Muggia, inaugura la mostra "Danubius Umbratilis" di Sergio Pausig e Gian Carlo Venuto, organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia


Martedì 12 giugno alle ore 17 presso il Museo d’Arte Moderna "Ugo Carà" di Muggia, si terrà l'inaugurazione della mostra "Danubius Umbratilis", omaggio liberamente ispirato al libro "Danubio" di Claudio Magris. L'esposizione, organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Muggia, presenta i dipinti degli artisti Sergio Pausig e Gian Carlo Venuto e la cartella grafica "Danubius Umbratilis" realizzata dalla Stamperia d’Arte Albicocco di Udine con l’incipit di Fulvio Dell’Agnese.
Il progetto Danubius Umbratilis nasce sul limes danubiano, là ove l’impero romano incontra il dato barbarico e l’affinità elettiva di due artisti si mette in gioco per raccontare mondi lontani, seppur distanti il solo varco, immaginario, di una linea. Da un lato del Limes è Sergio Pausig, dall’altro Gian Carlo Venuto. L’uno parla di barbarie, l’altro di civiltà. Entrambi si esprimono nell’omaggio alla fonte letteraria di Claudio Magris, che al Danubio rimanda per il “viaggio sentimentale dalle sorgenti del grande fiume fino al Mar Nero”. Ne nasce una cartella che conosce nella risoluzione calcografica le tecniche della ceramolle e dell’acquatinta lavis.
Conosce anche i saperi antichi dello stampatore Corrado Albicocco e i profumi della stamperia, che tra inchiostri e acidi racconta una tecnica misteriosa e rivela l’attimo che tra lastra e foglio svela, come in uno specchio, il lavoro della mente e della mano. Da un lato del Limes, Pausig racconta la vegetazione incontaminata, irruenta, ingovernabile. Dall’altro Venuto nella pacatezza di un fregio esprime il controllo del mondo e il suo governo in un’antropizzazione che tutto fa proprio. Le grandi stampe calcografiche, nella loro moltiplicazione, argomentano distanze, alimentano scambi, sostengono differenze, visibili oltre il dato dell’opera, in un affondo storico denso di contemporaneità. In gioco è il confine che diviene attualità nel suo senso profondo di limes che tutto abbraccia e separa e che dal dato fisico diviene culturale, sino a farsi condizione mentale, psichica, esistenziale.
Di Fulvio Dell’Agnese è l’incipit, che vive la dimensione particolare di compresenza sulla scena eppure di commento; le parole abitano lo stesso foglio delle incisioni, senza intrecciarvisi se non nella sfera di senso, che coinvolge anche i modi del loro proporsi: il testo si specchia sulla sua traduzione, come l’immagine si sdoppia nel riflesso del fiume.
Perché lungo il limes danubiano, come dice la scrittrice Marina Mander, prende forma un doppio sogno, “in quel territorio di mezzo fluttuante tra conscio e inconscio che gli artisti sanno bene esplorare”.
Il catalogo della mostra verrà presentato all'inaugurazione e comprende testi di Francesca Agostinelli, Marina Mander, Fabio Belloni e Fulvio Dell’Agnese. L’opera grafica è stata realizzata con la tecnica della ceramolle, acquaforte, acquatinta lavis e acquerellata a mano dagli autori. La stampa è stata curata dalla Stamperia d’Arte Albicocco di Udine nel mese di febbraio 2017.
La mostra potrà essere visitata a ingresso libero fino a domenica 8 luglio 2018 con il seguente orario: da martedì a venerdì dalle 18 alle 20, sabato dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 20, domenica e festivi dalle 10 alle 12, lunedì chiuso.

Giu 11

Giovedì 14 e venerdì 15 giugno al Teatro Franca e Franco Basaglia il convegno La comunità che fa salute - le microaree di Trieste per l'equità.

L'esperienza delle microaree di Trieste, che interessa a oggi 16 piccole frazioni di dimensione compresa tra i 500 e i 2500 abitanti, si è basata sulla creazione di una rete di operatori sanitari presenti in modo continuo nei caseggiati popolari con maggiori problemi di reddito e integrazione sociale. L’'intervento è volto a garantire aiuti diretti in ambito sanitario, ma anche a sviluppare relazioni di aiuto tra i cittadini e una sinergia tra i servizi. È stato coinvolto oltre il 5% della popolazione che risiede nelle aree più vulnerabili dal punto di vista sanitario e sociale, per la maggior densità di anziani e soggetti deprivati.
Alcuni punti di forza dell’esperienza sono stati: la continuità nel tempo (oltre 10 anni); la convergenza e la cooperazione istituzionale intersettoriale (ASL, Comune, Ente case popolari (ATER), associazionismo); la centralità dell'azione delle strutture sanitarie nel coordinamento degli interventi di costruzione di reti sociali e istituzionali per la salute; gli importanti risultati sulla salute delle persone e sull'appropriatezza delle cure.

Nel corso del convegno la cooperatival la Collina svolge diverse attività di supporto. Segnaliamo la vendita dei libri della Collana 180, in particolare il volume “La città che cura. Microaree, periferie della salute”di Giovanna Gallio e Maria Grazia Cogliati Dezza.

Giu 11

Il Castello di Miramare, circondato da un rigoglioso parco ricco di pregiate specie botaniche, gode di una posizione panoramica incantevole, in quanto si trova a picco sul mare, sulla punta del promontorio di Grignano che si protende nel golfo di Trieste a circa una decina di chilometri dalla città. Voluto attorno alla metà dall’Ottocento dall’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo per abitarvi insieme alla consorte Carlotta del Belgio, offre la testimonianza unica di una lussuosa dimora nobiliare conservatasi con i suoi arredi interni originari.

Orari di apertura:

Ore 9.00 – 19.00
tutti i giorni dell’anno (chiusura biglietteria ore 18.30)
Chiusura 25 dicembre e 1°gennaio
Da settembre a maggio, nei periodi di chiusura prima delle ore 19.00 l’accesso al Castello è possibile solo attraverso l’ingresso principale (lato mare – “Viale Miramare”).

I servizi museali di sorveglianza, assistenza e supporto al pubblico sono a cura della cooperativa sociale La Collina.

Mag 04

Risultati estremamente positivi in termini di presenze per la mostra Nel mare dell'Intimità. L'archeologia subacquea racconta l'Adriatico, dedicata alla memoria di Pedrag Matvejevi? e allestita al Salone degli Incanti di Trieste che si è chiusa martedì 1° maggio registrando 23.856 visitatori in quattro mesi e mezzo di apertura, con una media giornaliera di quasi 200 persone. Il progetto ha peraltro avuto un nuovo e importante riconoscimento da parte del Mibact che ha inserito l’iniziativa nel programma ufficiale “2018. Anno europeo del patrimonio culturale”.

L'esposizione è stata curata da Rita Auriemma, Direttore del Servizio catalogazione, formazione e ricerca dell'ERPAC - Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia che l’ha promossa e organizzata insieme al Comune di Trieste - Assessorato alla Cultura e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, la Federazione Archeologi Subacquei, il Croatian Conservation Institute, l’International Centre for Underwater Archaeology e numerosi altri partner italiani e stranieri. I servizi di accoglienza del pubblico, bookshop e biglietteria sono stati curati dalla cooperativa sociale La Collina.

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