Ott 03

C'era una volta un omino di niente. Aveva il naso di niente, la bocca di niente, era vestito di niente e calzava scarpe di niente…
Nel racconto L’omino di niente, tratto dal capolavoro Favole al telefono (1962), Gianni Rodari prende la realtà, la lancia in aria, la fa rimbalzare e la restituisce trasformata, in un nuovo universo dove le leggi della fisica non sono più valide. Edizioni EL lo pubblica quest’anno con le illustrazioni di Olimpia Zagnoli, perfetta interprete delle regole del gioco rodariano e surreale demiurga di un mondo dove il niente prende forma e colore, assumendo geometrie psichedeliche e quell’inconfondibile –e irresistibile- tavolozza brillante che è il suo marchio di fabbrica.
L’anno prossimo, nel 2020, ricorreranno i 100 anni dalla nascita di quello che, a buon diritto, è considerato il più grande scrittore italiano per ragazzi del Novecento, nato a Omegna il 23 ottobre 1920 e morto a Roma il 14 aprile 1980. Gianni Rodari, infatti, è uno di quei classici che non hanno mai finito di dire ciò che hanno da dire: dagli anni Sessanta a oggi le sue storie e filastrocche continuano a divertire i piccoli, commuovere gli adulti, ispirare i grandi artisti.
Non è un caso che questa mostra abbia luogo a Trieste. Perché in città ha sede la maggior casa editrice italiana specializzata in libri per ragazzi, Edizioni EL, che utilizzando anche i marchi Einaudi Ragazzi e Emme Edizioni oggi pubblica tutta l’opera di Gianni Rodari. E perché un’incredibile coincidenza ha reso naturale e inevitabile la collaborazione con Barcolana. L’omino di niente esce infatti in libreria proprio in questi giorni, e Olimpia Zagnoli è anche l’artista scelta per la realizzazione del manifesto della presente, 51° edizione della regata. L’esito di questo casuale e fortunato o incontro si è concretizzato, grazie all’intervento di Erpac, nell’esposizione delle tavole dell’album da lei realizzato: un tributo a Rodari e un modo per dare a Trieste un ruolo da protagonista nelle celebrazioni di questo importante centenario, che da qui, idealmente, prende avvio.

 

Al Magazzino delle idee dal 3 al 13 ottobre
Dalle 10 alle 20, lunedì chiuso
ingresso libero

L’OMINO DI NIENTE
Esposizione delle tavole tratte dall’album L’omino di niente, una storia di Gianni Rodari illustrata da Olimpia Zagnoli, in libreria dall’8 ottobre

Appuntamenti con l’illustratrice Olimpia Zagnoli
Trieste, 3 ottobre

Ore 10.30 inaugurazione della mostra presso il Magazzino delle idee, Corso Cavour 2

Ore 18.15 dialogo con la scrittrice Marina Mander, presso il Castello di San Giusto – Spazio “Mare” - Piazza della Cattedrale, 3

Ott 03

Dal 3 al 13 ottobre in concomitanza con la mostra “Gianni Rodari L’omino di niente” e la Barcolana tutti i visitatori avranno diritto alla mostra di Vivian Maier all’ingresso ridotto a € 4. Non perdete questo appuntamento.

In mostra 70 autoritratti, di cui 59 in bianco e nero e 11 a colori (questi ultimi mai esposti prima d’ora sul territorio italiano) per scoprire la celebre fotografa attraverso i suoi primi scatti. 

La mostra ripercorre la produzione di una fotografa che per tutta la vita non si è mai considerata tale, e che, anzi, nel mondo è sempre passata inosservata. E che è stata riconosciuta solo dopo al 2009, quando è stato acquistato tutto il corpus fotografico per caso, in un mercatino.

Lei che ha lavorato come bambinaia per 40 anni, a partire dai primi anni Cinquanta e per quattro decenni, tra New York e Chicago, nel suo tempo libero fotografava la strada, le persone, gli oggetti, i paesaggi ritraendo tutto ciò che la sorprendeva, cercando di restituire l’ordine delle cose.

Quando i protagonisti dei ritratti erano poveri, lasciava loro una legittima distanza; quando invece appartenevano all’alta società metteva in atto azioni di disturbo facendo in modo che nello scatto risultassero infastiditi.

Le sue foto sono rimaste nascoste, tenute per sè. Fino a quando appunto il suo lavoro – oltre più di 150.000 negativi, super 8 e 16mm film, diverse registrazioni audio, alcune fotografie e centinaia di rullini non sviluppati – è stato scoperto da un giovane immobiliarista, John Maloof, e la sua opera fotografica è stata resa nota in tutto il mondo.

Lo scopo della mostra è dunque quello di rendere omaggio a questa straordinaria artista, capace non solo di appropriarsi del linguaggio visivo della sua epoca, ma di farlo con uno sguardo sottile e un punto di vista acuto.

Ott 02

Venerdì 4 ottobre la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio riapre al pubblico l’Antiquarium e acquedotto romano di Borgo San Sergio (Trieste, via Donaggio, 12-17), dove è conservato un segmento dell’acquedotto romano proveniente dalla Val Rosandra, il meglio documentato fra quelli che servivano la città romana di Tergeste a partire dal I sec. d.C. Le aperture del sito riprendono dopo la conclusione degli interventi di messa a norma in materia di sicurezza, portati a termine anche grazie ad A.T.E.R. Trieste, che detiene la proprietà del luogo.

Il sito archeologico riprende quindi il consueto orario di apertura: ogni venerdì, dalle 10.00 alle 12.00. Per la riapertura, in coincidenza con la ripresa autunnale delle domeniche gratuite promosse dal MiBACT, è prevista anche una visita accompagnata gratuita alle ore 11.00.
Questo fine settimana infatti coincide con #IoVadoAlMuseo, prima giornata del mese (da ottobre a marzo) in cui tutti i musei e le aree archeologiche statali sono visitabili gratuitamente; per l’occasione saranno offerte al pubblico visite accompagnate gratuite anche in altri siti.

Queste le aree archeologiche aperte nel fine settimana:
Sabato 5 ottobre
- l’Antiquarium di via del Seminario sarà aperto dalle 10.00 alle 12.00, con visita accompagnata gratuita alle ore 11.00;
- la Grotta del Mitreo (Duino Aurisina – Grotta V.G. 4024) sarà aperta dalle 10.00 alle 12.00, con ritrovo alle 9.45 alla Stazione della Guardia forestale di Duino.

Domenica 6 ottobre
- la Basilica paleocristiana di via Madonna del Mare sarà aperta dalle 10.00 alle 12.00, con visita accompagnata gratuita alle ore 11.00.

Set 30

Quest’anno la manifestazione S/paesati- eventi sul tema delle migrazioni compie vent’anni. Un traguardo importante che sta a significare come i temi dello spaesamento, dei fenomeni migratori, della globalizzazione, dei cambiamenti della società siano argomenti che appassionano i cittadini e le cittadine di Trieste e della regione Friuli Venezia Giulia. Tuttavia l'organizzazione, essendo proiettata verso il futuro e pensando alle prossime trasformazioni, non ha voluto essere in alcun modo celebrativa, ma ha continuato il  proprio percorso alla scoperta dei mondi e delle dimensioni creative connesse con le migrazioni, consapevole dell’urgenza e dell’importanza di affrontare con serietà e rispetto la complessità della realtà odierna.

Apre la manifestazione il 1° ottobre il performing reportage Tre Manoscritti della fotografa polacca Monika Bulaj che condurrà attraverso i mondi sulla via della seta, in cui le culture e le religioni si mescolano e si confondono. Con questo spettacolo in cui si combinano la parola e l’immagine, viene ribadita l’attenzione per la fotografia, che è stata una costante di S/paesati sia nella scelta dell’ immagine annuale del festival, sia per le mostre che si sono susseguite nelle varie edizioni.

Per tutte le informazioni è possibile visitare il sito www.spaesati.org di cui la Cooperativa Sociale La Collina cura gli aggiornamenti. Sempre l'ufficio comunicazione della cooperativa si occupa della gestione delle newsletter, ovvero della creazione, impostazione del design grafico ed invio, con il conseguente tracciamento ed analisi dei risultati. Chi desidera ricevere aggiornamenti sul festival tramite la newsletter può iscriversi alla mailing-list di S/paesati dall'apposito form presente sul sito.

Set 24

Sabato 28 settembre 2019 salutiamo CLAUDIO MISCULIN: artista eccezionale, attore straordinario, regista, autore, film e videomaker, anima geniale e fondante dell'ACCADEMIA DELLA FOLLIA.
CLAUDIO per decenni ha messo sé stesso, il suo corpo-voce, il suo Teatro, la sua vita al servizio della rivoluzione basagliana dentro a un'esperienza autentica di relazioni potenti. Coinvolto e coinvolgente, come solo un artista può esserlo, in tempi in cui quasi tutti si ritraggono, si salvaguardano e recitano laddove non ci sia alcun prezzo da pagare, Claudio è riuscito a rendere vero/simili cose che non lo sono quasi mai. Ha saputo mettere in scena tutto ciò che riguarda la follia, le storie autentiche dei suoi “matti di mestiere e attori per vocazione" in un rapporto diretto senza mediazioni portando tutti, compresi noi 'normaloidi qualunque', fuori dagli schemi e dagli stereotipi.

Dal 1976 aveva iniziato il suo percorso artistico legato alla riforma Basagliana e all'emancipazione sociale delle persone affette da disturbo mentale e dei più fragili in generale. Nel 1992 fondò l'Accademia della Follia con la quale ha proposto in tutta Italia il suo concetto creativo rivoluzionario. Un'attività che nel 2010 gli valse la Medaglia al merito del presidente della Repubblica nel campo delle Arti, della Cultura e dello Spettacolo.

Saluteremo Claudio sabato 28 settembre in due momenti:

dalle ore 10.00 alle ore 12.50 presso la Sala Azzurra del Cimitero di Sant'Anna.

E dalle ore 15.00 video, musica, mostra di materiali dell'Accademia della Follia presso la Sala Ugo Guarino del Parco di San Giovanni, di fronte al roseto.

Alle ore 16.00 ci sposteremo al Teatrino Franca e Franco Basaglia, sempre nel Parcodi San Giovanni per il Saluto “spettacolare” dei matt-attori vecchi e nuovi, a cura dell'Accademia della Follia.

Siete tutti invitati!

Claudio ha detto al suo gruppo: “Ndé avanti”.

Non fiori! Vi invitiamo a sostenere il progetto a cui Claudio ha creduto da sempre, l’Accademia della Follia”, presso l’IBAN: IT39T0548402201CC0741000494

Set 24

Venerdì 4 ottobre alle 18 inaugura "Che bellezza che finura! Miela Reina / Luigi Spazzapan Relazioni d'arte" presso la Galleria Regionale d'Arte Contemporanea Luigi Spazzapan a Gradisca d'Isonzo (GO). Si tratta dell'inaugurazione dei nuovi allestimenti delle collezioni e di una mostra dedicata a due grandi pittori della regione, sperimentatori e artisti d’avanguardia. Un nuovo progetto per valorizzare la figura di Luigi Spazzapan: l’uomo, l’artista e le sue opere.

Pagina 6 di 127