Nov 06

Il Comune di Santa Maria la Longa – Assessorato alla Cultura, in collaborazione con la Cooperativa Sociale la Collina organizza "Giocare in Biblioteca - International Games Week". Una iniziativa nazionale che l’anno scorso ben 140 biblioteche italiane si sono iscritte e hanno realizzato incontri di gioco. L’International Games Week @ your library – IGW è promossa a livello mondiale da Games and Gaming Round Table dell’American Library Association che quest’anno si svolgerà dal 3 al 9 novembre 2019. Il Gruppo di lavoro sul Gaming – IGD Italia replica al suo interno l’“Italian Games Day” per sabato 9 novembre. Le biblioteche iscritte hanno la possibilità di ricevere i giochi da tavolo messi a disposizione dagli sponsor. Inoltre, tramite l’iscrizione, le iniziative organizzate dalle biblioteche diventano visibili sulla mappa internazionale.

Sabato 9 novembre 2019 dalle 10.00 alle 13.00 presso la Biblioteca comunale “Don Luigi De Biasio” in Via Ellero 9/A, Santa Maria la Longa non perdete una mattinata alla scoperta del mondo dei giochi da tavolo contemporanei, per tutti i curiosi dai 5 ai 99 anni.

L'impaginazione grafica è a cura della cooperativa sociale La Collina. 

Ott 30

Il Servizio Musei e Biblioteche del Dipartimento Scuola, Educazione, Promozione Turistica, Cultura e Sport del Comune di Trieste informa che, per continuazione lavori inerenti la ristrutturazione e l'adeguamento antincendio dei locali al piano terra di palazzo Biserini, l' Emeroteca F. Tomizza rimarrà chiusa fino a domenica 10 novembre, L'Emeroteca riaprirà lunedì 11 novembre alle 9.00 e rimarrà aperta con il consueto orario fino alle 22.45.

Ott 30

Sarà inaugurata giovedi 31 ottobre alle ore 17 nella Sala Conferenze del Magazzino 26 in Porto Vecchio la mostra “In viaggio con marco Polo – La via della seta” realizzata dall'Associazione Avanguardiacafè insieme al Comune di Trieste.
L'esposizione, che avrà luogo nella grande sala interna della Centrale Idrodinamica, si sviluppa su tre installazioni in scala reale che riproducono aspetti produttivi e commerciali della celebre “via della seta”. La ricostruzione di strumenti, materiali e oggetti vari dell'ambiente artigiano del tempo, oltre a lame e gioielli delle zone attinenti, ha come scopo quello di offrire ai visitatori un'accurata riproduzione del quadro storico e culturale dell'epoca, fornendo numerosi spunti didattici anche grazie a delle pannellature di supporto ricche di informazioni.
Per venire incontro alle scuole, la mostra prevede la gratuità fino ai 12 anni e la riduzione del biglietto fino ai 19.
I servizi di accoglienza, biglietteria e bookshop sono affidati a La Collina Cooperativa Sociale.
La mostra sarà visitabile dal 1° novembre 2019 al 1° marzo 2020, con il seguente orario: venerdì e sabato 10-20, domenica e festivi 10-18. Venerdì 1° novembre, primo giorno di apertura, orario 10-20.

Ott 03

C'era una volta un omino di niente. Aveva il naso di niente, la bocca di niente, era vestito di niente e calzava scarpe di niente…
Nel racconto L’omino di niente, tratto dal capolavoro Favole al telefono (1962), Gianni Rodari prende la realtà, la lancia in aria, la fa rimbalzare e la restituisce trasformata, in un nuovo universo dove le leggi della fisica non sono più valide. Edizioni EL lo pubblica quest’anno con le illustrazioni di Olimpia Zagnoli, perfetta interprete delle regole del gioco rodariano e surreale demiurga di un mondo dove il niente prende forma e colore, assumendo geometrie psichedeliche e quell’inconfondibile –e irresistibile- tavolozza brillante che è il suo marchio di fabbrica.
L’anno prossimo, nel 2020, ricorreranno i 100 anni dalla nascita di quello che, a buon diritto, è considerato il più grande scrittore italiano per ragazzi del Novecento, nato a Omegna il 23 ottobre 1920 e morto a Roma il 14 aprile 1980. Gianni Rodari, infatti, è uno di quei classici che non hanno mai finito di dire ciò che hanno da dire: dagli anni Sessanta a oggi le sue storie e filastrocche continuano a divertire i piccoli, commuovere gli adulti, ispirare i grandi artisti.
Non è un caso che questa mostra abbia luogo a Trieste. Perché in città ha sede la maggior casa editrice italiana specializzata in libri per ragazzi, Edizioni EL, che utilizzando anche i marchi Einaudi Ragazzi e Emme Edizioni oggi pubblica tutta l’opera di Gianni Rodari. E perché un’incredibile coincidenza ha reso naturale e inevitabile la collaborazione con Barcolana. L’omino di niente esce infatti in libreria proprio in questi giorni, e Olimpia Zagnoli è anche l’artista scelta per la realizzazione del manifesto della presente, 51° edizione della regata. L’esito di questo casuale e fortunato o incontro si è concretizzato, grazie all’intervento di Erpac, nell’esposizione delle tavole dell’album da lei realizzato: un tributo a Rodari e un modo per dare a Trieste un ruolo da protagonista nelle celebrazioni di questo importante centenario, che da qui, idealmente, prende avvio.

 

Al Magazzino delle idee dal 3 al 13 ottobre
Dalle 10 alle 20, lunedì chiuso
ingresso libero

L’OMINO DI NIENTE
Esposizione delle tavole tratte dall’album L’omino di niente, una storia di Gianni Rodari illustrata da Olimpia Zagnoli, in libreria dall’8 ottobre

Appuntamenti con l’illustratrice Olimpia Zagnoli
Trieste, 3 ottobre

Ore 10.30 inaugurazione della mostra presso il Magazzino delle idee, Corso Cavour 2

Ore 18.15 dialogo con la scrittrice Marina Mander, presso il Castello di San Giusto – Spazio “Mare” - Piazza della Cattedrale, 3

Ott 03

Dal 3 al 13 ottobre in concomitanza con la mostra “Gianni Rodari L’omino di niente” e la Barcolana tutti i visitatori avranno diritto alla mostra di Vivian Maier all’ingresso ridotto a € 4. Non perdete questo appuntamento.

In mostra 70 autoritratti, di cui 59 in bianco e nero e 11 a colori (questi ultimi mai esposti prima d’ora sul territorio italiano) per scoprire la celebre fotografa attraverso i suoi primi scatti. 

La mostra ripercorre la produzione di una fotografa che per tutta la vita non si è mai considerata tale, e che, anzi, nel mondo è sempre passata inosservata. E che è stata riconosciuta solo dopo al 2009, quando è stato acquistato tutto il corpus fotografico per caso, in un mercatino.

Lei che ha lavorato come bambinaia per 40 anni, a partire dai primi anni Cinquanta e per quattro decenni, tra New York e Chicago, nel suo tempo libero fotografava la strada, le persone, gli oggetti, i paesaggi ritraendo tutto ciò che la sorprendeva, cercando di restituire l’ordine delle cose.

Quando i protagonisti dei ritratti erano poveri, lasciava loro una legittima distanza; quando invece appartenevano all’alta società metteva in atto azioni di disturbo facendo in modo che nello scatto risultassero infastiditi.

Le sue foto sono rimaste nascoste, tenute per sè. Fino a quando appunto il suo lavoro – oltre più di 150.000 negativi, super 8 e 16mm film, diverse registrazioni audio, alcune fotografie e centinaia di rullini non sviluppati – è stato scoperto da un giovane immobiliarista, John Maloof, e la sua opera fotografica è stata resa nota in tutto il mondo.

Lo scopo della mostra è dunque quello di rendere omaggio a questa straordinaria artista, capace non solo di appropriarsi del linguaggio visivo della sua epoca, ma di farlo con uno sguardo sottile e un punto di vista acuto.

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